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giovedì 28 ottobre 2010

VENTENNI CERCASI. INCHIESTA SUI GIOVANI CHE (NON) GIOCANO

Tra le tante cause del declino del nostro calcio italiano c’è, secondo molti, la mancanza di fiducia verso i giovani. Si dà poco spazio ai giovani, non vengono lanciati, si preferisce il giocatore con più esperienza anche se magari “bollito”. E’ vero o sono luoghi comuni? E’ giusta questa accusa oppure no? Non spetta a me dare una risposta, anche se, come tutti, ho una mia idea.
Ho provato però a far dare questa risposta ai numeri. Sono andato a cercare nelle rose della scorsa stagione quanti sono stati i giocatori nati dal 1990 in poi ad aver disputato almeno un minuto nello scorso campionato. E sono usciti fuori alcuni dati interessanti.
Sono 48 i giocatori nati dal 1990 in poi ad aver giocato nello scorso campionato. I giocatori nati nel 1990 sono 25, 15 i ragazzi del 1991, 6 nel 1992 e solo 2 nel 1993.
E’, come facilmente prevedibile, Mario Balotelli (classe ’90) ad aver collezionato più presenze con 26 gettoni e 1471 minuti giocati. Dietro troviamo il palermitano Abel Hernandez (’90) con 930 minuti distribuiti su 21 presenze, Alberto Paloschi (’90), attaccante del Parma, con 863 minuti (17 presenze) e Davide Santon (’91) con 804 minuti giocati (12 presenze).

Dietro questi 4 giocatori troviamo praticamente il deserto. Il cagliaritano Daniele Ragatzu (’91) ha racimolato 400 minuti mentre per il viola Adem Ljajic (’91) sono 391 i minuti giocati. Pochi spiccioli per tutti gli altri che hanno collezionato pochissimi minuti giocati. Particolare il caso dell’attaccante del Napoli Lorenzo Insigne (‘91) che ha giocato un solo minuto. Giusto il tempo di esordire nella massima serie.
Genoa e Livorno hanno dato spazio a 5 giocatori mentre tra i giocatori di Siena e Catania nessuno è nato dal 1990 in poi. A livello di minutaggio giocato è l’Inter ad aver dato più spazio ai giovani con 2379 minuti (ai minuti di Balotelli e Santon si aggiungono i 77 di Khrin e i 27 di Stevanovic) mentre, Siena e Catania
escluse, la Roma è quella che ha dato meno spazio ai giovani, solo i 6 minuti concessi a Pettinari.
Infine una curiosità. Il più giovane è stato il viola Khouma Babacar (4 presenze, 123 minuti) nato il 17 marzo 1993.
Fin qui la situazione in Italia. E negli altri paesi?
In Inghilterra gli Under 20 che hanno giocato almeno un minuto nella scorsa stagione sono 63 tra cui spicca il centrocampista del Tottenham Gareth Bale, 23 presenze e 1731 minuti giocati, e Jack Robinson, difensore del Liverpool, che ha esordito in Premier League alla verde età di 16 anni (e pazienza se ha giocato solo 4 minuti).
In Spagna sono stati 55 i giocatori che non superano i 20 anni e che hanno disputato la scorsa Liga, a cui bisogna aggiungere altri 35 giocatori 21enni. Il campionato spagnol
o è decisamente quella che punta più di tutti sui giovani. Basti pensare che l’Atletico Madrid ha fatto giocare ben 10 ragazzi tra i 18 e i 20 anni, a cui vanno aggiunti 2 ragazzi 21enni. Il difensore dell’Almeria Michel è stato quello che ha visto di più il campo, 2362 minuti distribuiti in 28 partite.
In Germania Toni Kroos (33 presenze, 2358 minuti giocati) e Thomas Muller (2638 minuti in 34 partite) guidano la schiera dei 65 giocatori ventenni che han
no calpestato l’erba dei campi della Bundesliga. Tra i più rilevanti anche Marco Reus, centrocampista del Borussia Mongeglabach, che ha accumulato 33 presenze e 2489 minuti giocati e l’attaccante del Mainz Andre Schurrle (33 presenze e 2295 minuti giocati).
Infine la Francia. In terra transalpina sono 67 i giocatori che hanno preso parte alla scorsa stagione. Il giocatore che ha accumulato più presenze è il gioiellino belga del Lille Eden Hazard (37 presenze, 2678 minuti giocati) mentre il difensore del Le Mans Sebastien Corchia con 2856 minuti giocati in 35 presenze è il giocatore che ha giocato di più, seguito dall’attaccante del Paris Saint Germain Mamadou Sakho con 2826 minuti in 32 partite. Anche qui abbiamo un 16enne che ha esordito in campionato. Serge Aurier, difensore del Lens che ha racimolato 450 minuti in 5 gare.
Questi i numeri. Ognuno potrà trarre le proprie conclusioni. Anche se mi pare evidente che se il numero di giocatori schierati differenzia di poco, non possiamo dire altrettanto per quanto riguarda presenze e minuti giocati. Non ci vuole un esperto per accorgersi che oltre i confini nazionali danno più spazio e fiducia ai giovani.
E voi che ne pensate? Qual è il vostro parere al riguardo?
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5 commenti:

Matrix ha detto...

Interessante questa tua analisi. Anche se bisognerebbe vedere non solo la quantità, ma anche la qualità.
Va bene dare spazio ai giovani ma devono essere calciatori promettenti su cui puntare.

Mattia ha detto...

Difficile puntare su giovani a cui si concedono 10 minuti di partita, magari a fine stagione.
Muller e Hazard hanno giocato più dei giovani dell'Inter, Balotelli è stato l'unico in Italia a superare i 1000 minuti di gioco. Due elementi per far capire la situazione.

Pakos ha detto...

L’analisi è interessante anche se non ho ben capito su che basi hai deciso di prendere solo i nati dal 1990 escludendo i calciatori del 1989. In fondo a 21 anni un calciatore è ancora giovane.
Sulle profonde differenze tra il calcio italiano e quello estero, non c'è nulla di nuovo. E' ormai cosa ben nota a tutti.

Entius ha detto...

Infatti nel momento in cui ho deciso di fare questa analisi ero incerto su cosa mettere sotto la lente d'ingrandimento.
Alla fine ho preferito concentrarmi sui giovanissimi per restringere il cerchio e avere un quadro ristretto ma ben delineato.
A 21 anni sei già in una fase in cui ti viene concesso un pò più di spazio. E sotto i 20 che hai difficoltà a giocare.

Winnie ha detto...

Credo che si possano fare tante analisi ed incroci possibili. Per esempio allargare agli '89 ma anche fare un confronto fra le big d'Europa, vedere chi ha inciso di più, verificare il miglior rapporot gol/minuti giocati.
Insomma le opzioni sono tante.
Pertanto ci teniamo questa analisi di Entius e andiamo avanti.

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