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mercoledì 27 ottobre 2010

PELÉ E DIEGO, GODIAMOCI I GOL


Cinquanta più settanta. Centoventi anni di genio, di vittorie, di gesti sportivi sublimi e ineguagliabili, di primati sbalorditivi, di grandi emozioni. Pelé compie settant’anni e Maradona cinquanta. A pochi giorni di distanza. E non è soltanto il segno zodiacale che li accomuna. Due giganti. Due benefattori, azzarderei. Sì, perché insieme a loro anche noi, nel buio della nostra cameretta rischiarata dalla luce azzurrina della tele, nell’anonimato della nostra vita, nella triste abitudine al quotidiano sbandamento personale, saliamo sul podio, sul gradino più alto e siamo Campioni del Mondo.
Due colossi. Così diversi eppure così uguali nella meraviglia. Dimentichiamoci del fatto che uno sia conformista ambidestro e l’altro uno sregolato mancino. Azzeriamo i loro bisticci, le loro controversie filosofiche, il loro senso, quasi un complesso, di superiorità, l’accettazione o il rifiuto del blatteriano sistema pallone. Spero che, almeno in questa occasione, si tralasci di rinnovellare un’altra volta a Diego la sua situazione giudiziaria, finanziaria, fiscale o personale. Facciamo loro un regalo. Facciamo finta di niente. Anzi, facciamolo a noi stessi un bel regalo: riguardiamoci tutti i gol. Mettiamoli in fila i suoi e quelli di Pelé e sperdiamoci nel godimento della loro classe sconfinata, irripetibile se non nei replay.
Io me li ricordo tutti. Ho l’età per aver visto in diretta sia quelli dell’uno che quelli dell’altro. E qui, per una volta e solo per questa volta, bisogna proprio rendere omaggio alla televisione che permette al mondo di rivedere le incantevoli gesta di campioni del passato non più in attività.
E allora, grazie tv che in questi giorni di insopportabile, spietato martellamento sulla pelle di una ragazzina esile e bionda assassinata non si sa ancora bene da chi, in questi giorni di macelleria della decenza umana, girerai, si spera, lo sguardo e eseguirai benissimo il tuo compito di memoria e archivio, l’unico accettabile, mostrando le meraviglie di Diego Armando Maradona e Edson Arantes Do Nascimiento. Non desidererei vedere scenette di pace e strette di mano improbabili tra due artisti che, mai incontratisi sul posto di lavoro, pochino pochino hanno concesso a carrambate e piacionismo. Mi piace l’immagine di storie parallele che non hanno alcun bisogno di intersezioni, di paragoni, di analogie per mantenere valori di grandezza assoluta. (
LaStampa.it)
Se a scrivere questo articolo fosse stato un giornalista probabilmente l’avrei lasciato lì dov’era, al limite vi avrei suggerito la lettura.
Ma l’autore, anzi l’autrice di questo articolo è Mina, che ho scoperto essere oltre un’eccellente cantante anche una raffinata esperta di calcio. Non pensavo inoltre che la Tigre di Cremona avesse una bravura con la scrittura quasi paragonabile alla sua bravura nell’interpretazione delle canzoni.
Infine una considerazione sull’eterna diatriba Maradona-Pelè. Basta domandarsi su chi è stato il più bravo. In epoche diverse, con squadre diverse, in contesti diversi, in modi diversi, hanno fatto sognare e gioire gli appassionati di calcio dell’epoca e le loro gesta rivivono ancora oggi. Metterli a confronto per decidere chi è il migliore è impresa ardua. Il migliore non esiste o se preferite il migliore sono entrambi.



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3 commenti:

Rudy ha detto...

E magari vorresti farci credere che nella diatriba Pelè-Maradona tu non hai una preferenza?

Entius ha detto...

Non ho mai detto questo. Nel dualismo, io sono stato sempre un sostenitore di Diego.

LeNny ha detto...

Due mostri sacri del pallone... Anche se preferisco Diego.

Ciao.

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