domenica 31 maggio 2015

GLI ULTIMI (inutili) NOVANTA MINUTI E POI...

Altri 90 minuti poi anche questa stagione andrà in archivio. Un’altra stagione negativa, piena di delusioni, di amarezze, di partite irritanti, di voglia matta di prendere a calcio nel sedere ad uno ad uno tutti i giocatori, panchinari inclusi.
Ah Mauro, fagli sta doppietta e tutti a casa...
Cosa chiedere a questi 90 minuti? Praticamente nulla. Certo c’è ancora una remota e fantasiosa ipotesi di poter andare in Europa. Considerando che il Genoa quasi certamente non otterrà la licenza Uefa, se vinciamo stasera con l’Empoli e la Sampdoria perde in casa col Parma ci ritroveremmo a pari punti con i blucerchiati e per la differenza reti saremmo noi ad occupare l’ultima casella disponibile per approdare in Europa. Ipotesi fantasiosa, dicevamo. Perché difficilmente la Sampdoria non strapperà almeno un pari col Parma, e noi in casa ultimamente stiamo facendo abbastanza schifo (solo una vittoria nelle ultime sette partite casalinghe, con quattro pareggi e due sconfitte).

Dunque questi ultimi 90 minuti serviranno solo per onorare la maglia (alleluia, l’anno prossimo si tornerà alle classiche bande nerazzurre, niente gessati come quest’anno e niente colori scuri come lo scorso anno) e magari chiudere la stagione con una vittoria.

sabato 30 maggio 2015

Palla al Centro. NAPOLI-LAZIO, SPAREGGIO CHAMPIONS

 PALLA AL CENTRO Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
Ultimi 90 minuti in Serie A. Napoli e Lazio si sfidano per un posto in Champions League. I biancocelesti hanno tre punti di vantaggio ma ai partenopei, che giocano in casa, basta una vittoria per beffare la squadra di Pioli. In Verona-Juventus si sfidano Toni e Tevez per il titolo di capocannoniere con Icardi a fare da terzo incomodo.

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SERIE A (Italia) – 38^ Giornata 
Sabato 30 Maggio ore 18
VERONA-JUVENTUS
25 i precedenti al Bentegodi tra i veneti e la Juve in archivio, con un bilancio a dir poco equilibrato: 9 vittorie dell’Hellas, 9 pareggi e 7 centri per i bianconeri.

Sabato 30 Maggio ore 20.45
ATALANTA-MILAN
Sono 53 gli incontri in archivio tra Atalanta e Milan all’Atleti Azzurri d’Italia. La squadra di casa ha vinto in 12 occasioni, quella ospite in 21, mentre 20 sono i pareggi.

venerdì 29 maggio 2015

HEYSEL, TRENT'ANNI DOPO. QUANDO IL CALCIO DIVENTO' TRAGEDIA

29 maggio 1985. Stadio Heysel di Bruxelles. Non servirebbe aggiungere altro. Basta una data e un luogo per ricordare una delle più terrificanti tragedie del calcio.
Esattamente 30 anni fa Juventus e Liverpool erano in Belgio per disputare la finale di Coppa Campioni. Il Liverpool aveva vinto l’edizione dell’anno precedente contro i giallorossi di Falcao allo stadio Olimpico. La Juventus, che la stagione precedente aveva vinto la Coppa delle Coppe, a gennaio si era portata a casa la Supercoppa europea proprio contro i Reds. Doveva essere una festa, ma qualcosa non va come dovrebbe andare.
Alle diciannove e venti, dopo le prime scaramucce tra tifosi del Liverpool (sistemati nei settori X e Y dello stadio Heysel) e della Juventus (che si trovano inspiegabilmente nel settore Z, lì a fianco), separati solo da una rete, un gruppo di inglesi rompe le deboli recinzioni che separano i settori e cerca lo scontro. E’ il panico. Chi cerca di uscire dai cancelli d’ingresso posti in cima li trova incredibilmente chiusi con i lucchetti, i vigili del fuoco decine di minuti dopo li dovranno rompere con le cesoie, chi prova a entrare in campo è ricacciato indietro dalla polizia belga, che entra in campo a cavallo sventolando i manganelli, senza capire cosa sta succedendo e senza aiutare nessuno. Anzi, aumentando il panico.

giovedì 28 maggio 2015

ADDIO A GRAZIANO COLOTTI, SALVEZZA E PROBLEMA DEL CALCIO

Forse Graziano Colotti era la salvezza del calcio. Forse era il problema del calcio. La salvezza, perché era uno di quei tecnici che amano lavorare con i ragazzini per educare uomini oltre che calciatori, pensano alla tattica ma più alla tecnica e ancor di più all’etica, guardano non al risultato ma a come l’ottieni, badano alla lealtà e al rispetto dell’avversario, e non nei grotteschi e retorici modi degli spot Tim, ma sul serio. Il problema, esattamente per gli stessi motivi: gente così ormai è d’intralcio in uno sport diventato un combattimento tra cani miliardari, col pubblico che si scanna ancor di più mentre li guarda, tipo spalti del Colosseo. Ufficialmente tutti si riempiono la bocca di lodi per questi allenatori, tanto le parole non costano niente. Soldi per i progetti che hanno in mente, manco a parlarne. Lasciare gestire il calcio a loro, men che meno. In realtà chi conta davvero non vede l’ora che gente così- esaurito un ruolo di testimonianza, di ornamento, di copertura in buona fede di tante bruttezze – levi il disturbo e li lasci lavorare.

STORICO SIVIGLIA: L'EUROPA LEAGUE E' ANCORA SUA

 EUROPA LEAGUE 2014-2015 - FINALE 
 DNIPRO-SIVIGLIA 2-3 
 7' Kalinic - 28' Krychowiak - 31' Bacca - 44' Rotan - 72' Bacca 

DNIPRO (4-2-3-1): Boyko; Fedetskiy, Douglas, Chebaryachko, Leo Matos; Kankava (40' st Shakhov), Fedorchuk (23' st Bezus); Matheus, Rotan, Konoplyanka; Kalinic (33' st Seleznyov).
A disp.; Lastuvka, Vlad, Bruno Gama, Luchkevich.
All. Markevych .
SIVIGLIA (4-2-3-1): Sergio Rico; Aleix Vidal, Daniel Carriço, Kolodziejczak, Tremoulinas; Mbia, Krychowiak; Reyes (14' st Coke), Banega (44' st Iborra), Vitolo; Bacca (37' st Gameiro).
A disp.; Beto, Figueiras, Suarez, Fernando Navarro.
All. Unai Emery
ARBITRO: Atkinson (Inghilterra)

Come un anno fa. L’Europa League parla ancora spagnolo grazie al Siviglia che supera 3-2 il Dnipro al termine di una gara spettacolare e riscrive la storia della competizione diventando la formazione con più trionfi nella competizione.
Il primo tempo è vivace e divertente. Bastano pochi minuti di gioco al Dnipro per sbloccare il risultato. Matheus lavora un buon pallone sulla destra e lascia partire un traversone sul quale si fionda puntuale Kalicin che con un colpo di testa non lascia scampo a Sergio Rico. Il Siviglia non si lascia abbattere e piano piano prende possesso del rettangolo di gioco. La rete del pareggio firmata da Krychowiak è il giusto premio alla tenacia spagnola.

La parità ritrovata fa volare sulle ali dell'entusiasmo la formazione di Emery, a cui bastano pochi minuti per raddoppiare. Reyes trova un corridoio smarcante per Bacca, che si lascia alle spalle la difesa ucraina e una volta messo seduto Boyko non ha problemi a gonfiare la rete. Sembra l'inizio di un'altra partita ma il Dnipro è duro a morire e con il calcio di punizione magistrale di Rotan riporta le squadre sul pareggio.