martedì 23 agosto 2011

MOURINHO LASCIA IL REAL. ANZI NO

La notizia era uscita in tarda mattinata. Eladio Parames, portavoce di Josè Mourinho, a "Mas Deporte", magazine dell'emittente televisiva Canal +, ha dichiarato che "Josè non si sente sostenuto dai dirigenti e pensa di lasciare il club".
Dichiarazioni che hanno fatto il giro del web in pochi istanti e che hanno sollevato un vespaio. Ma dopo pochi minuti lo stesso Parames ha smentito seccamente le frasi a lui attribuite e successivamente è stato il diretto interessato Josè Mourinho a smentire tutto con una lettera pubblicata sul sito ufficiale del club merengue e indirizzata ai tifosi madridisti.
Non è un buon momento per lo Special One, finito sotto l’occhio del ciclone dopo il misfatto di una settimana fa. Appare evidente che è sotto pressione, che cammina sul filo del rasoio e che anche all’interno del club madrileno non sia ben accetto da tutti.
Le dichiarazioni di Parames, nonostante le smentite, non sono parole al vento. Mourinho si aspettava probabilmente una presa di posizione da parte della società, magari sperava che Florentino Perez si schierasse dalla sua parte pubblicamente. Il tecnico portoghese invece si è ritrovato solo, “tradito” anche da Casillas che aveva telefonato i compagni di nazionale Puyol e Xavi per scusarsi dell’accaduto.
E’ ipotizzabile che Mourinho abbia sentito venire meno la fiducia nei suoi confronti e, tramite il suo agente, abbia messo in giro la frase. Le smentite fanno in qualche modo parte del gioco. La frase ormai è stata pronunciata e il messaggio che Mou volesse abbandonare il club perché non sente il sostegno della dirigenza è passato e lo scopo è stato raggiunto.
Quando c’è di mezzo Mou nulla è casuale. Fa parte del suo personaggio, fa parte del suo essere Josè Mourinho. Non si è Special One per caso.



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lunedì 22 agosto 2011

"SIAMO IN POCHI". GASPERINI CHIEDE RINFORZI

"C'è ancora da lavorare ma ripeto: oggi ho visto alcune cose molto positive e anche un calo nella ripresa. Poi, in questo periodo, stiamo dando spazio anche a tanti ragazzi, quindi la squadra è un po' stravolta, ma dobbiamo sempre partire da quello che di buono è stato fatto.
Inter più debole senza Eto'o? Ci sono altri giocatori e da questo gruppo ripartiremo. Vedremo di recuperare i giocatori che sono fuori e forse avremo anche la possibilità di rinforzarci. Sicuramente in questo momento siamo pochi in più di qualche reparto, anche a centrocampo, dovendo poi pensare di affrontare tantissime partite, ma la società sa benissimo che cosa fare. Ci sono ancora dieci giorni di mercato.
Il settore avanzato è quello che alza la qualità della squadra, ma bisogna riconoscere che in questo momento la situazione del mercato non è facile. I nomi che circolano sono di qualità e quindi mi andrebbe sempre bene? Su questo non c'è dubbio, ma so che quando l'Inter sarà al completo giocheremo per i massimi traguardi. A preoccupare, forse, sono le tante partite che dovremo giocare, con continuità”.
(inter.it)
Sabato sera sostenevo che Gasperini dovesse far sentire la sua voce. E puntualmente ieri pomeriggio dopo la prova incolore dei nerazzurri contro l’Olimpiakos (in superiorità numerica sono riusciti ad andare sotto di due gol prima di rimontare grazie ad una doppietta di Pazzini) è arrivato il campanello d’allarme di Gasperini.
Quel “la società sa benissimo che cosa fare” più di ogni altra parola lascia intendere che l’ex tecnico genoano si aspetta i rinforzi richiesti. Non è detto che venga accontentato e probabilmente alla fine si avrà una situazione intermedia con l’arrivo di solo una parte dei rinforzi che servirebbero a questa squadra. Ma penso che in questi casi, per quel che possa servire, un allenatore non deve subire le scelte societarie in silenzio ma far sentire la propria presenza.



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domenica 21 agosto 2011

RISCATTO VERDEORO. BRASILE CAMPIONE DEL MONDO UNDER 20

Si è concluso nella maniera più emozionante possibile il Mondiale Under 20 disputato in Colombia. Dopo una partita tirata e ricca di emozioni, ad alzare al cielo la Coppa del Mondo è stato il Brasile che, con pieno merito, dopo aver pareggiato con l'Egitto nel match d'esordio, ha poi vinto tutte le partite, sebbene ai quarti di finale abbia avuto bisogno dei rigori per avere la meglio sulla Spagna ed in semifinale l'abbia spuntata sul Messico soltanto nel finale.
L'attesa finalissima con il Portogallo è iniziata subito col botto: al 5’ minuto, infatti, una punizione tagliata calciata da Oscar, fantasista dell'Internacional, ha sorpreso tutti dopo non essere stata deviata da nessuno ed ha terminato la propria corsa in fondo alla rete interrompendo così l’imbattibilità del portiere portoghese Mika: 575 minuti che resteranno nella storia del mondiale giovanile.
Il Portogallo, però, non molla, e trova il pari 5 minuti dopo grazie ad Alex, servito dal solito Nelson. Si va al riposo sul punteggio di 1-1 e, al 58’ della ripresa, arriva il raddoppio dei lusitani: Nelson si invola sulla corsia destra e lascia partire un tiro da posizione defilatissima, il portiere brasiliano Gabriel è tutt'altro che impeccabile e regala il vantaggio ai portoghesi. Il pari del Brasile arriva al 78’ quando ancora Oscar è bravo a ribadire in rete una corta respinta del portiere del Portogallo, dopo un gran numero del neo-entrato Dudu. Per decidere il match c'è bisogno dei tempi supplementari ed è al minuto 111 che, ancora Oscar trova il meraviglioso goal che vale il successo al Brasile con un tiro-cross che spegne i sogni portoghesi e accende quelli verdeoro.
Il Brasile quindi festeggia e in parte cancella la figuraccia della Coppa America proprio davanti agli occhi del c.t. della nazionale maggiore, Mano Menezes.
Per il Brasile si tratta del quinto titolo, che si aggiunge a quelli vinti in Messico nel 1983, nell'allora Unione Sovietica nel 1985, in Australia nel 1993 e negli Emirati Arabi nel 2003. Il Portogallo, invece, ha fallito l'appuntamento con il tris dopo i successi ottenuti in Arabia Saudita nel 1989 e in casa nel 1991.
Scendono così i titoli di coda su una manifestazione che, poco prima, aveva visto il Messico imporsi come terza forza: i centroamericani, passati in svantaggio contro la Francia per via del goal di Lacazette (8'), hanno pareggiato al 12' con Davila, per poi trovare nella ripresa i goal del definitivo 3-1 con Enriquez (49') e Rivera (71').
Premio di miglior portiere a Mika che ha bucato la finale ma segnato un record splendido con la sua lunghissima imbattibilità. Premio cannoniere allo spagnolo Vazquez che ha segnato 5 reti (come Henrique e Lacazette) ma aggiungendogli 2 decisivi assist. Premio miglior giocatore a Henrique, davanti a Nelson Oliveira, Jorge Enriquez (e Danilo, quarto di un soffio). Prossimi mondiali Under 20 nel 2013 in Turchia.


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sabato 20 agosto 2011

MERCATO ANCORA IN ALTO MARE. FINIRA' COME LO SCORSO ANNO?

Ad una settimana dall’inizio di campionato il mercato dell’Inter è in alto mare. Se vogliono mettere Gasperini in condizione di lavorare dovranno fare tutto in poco tempo.
La tratta
tiva per Eto’o sembrava bloccata ma alla fine si è trovato un accordo per 28 milioni (l’Inter era partita da 40, non capisco perché abbia diminuito la richiesta di quasi la metà). Da lì si dovrebbe sbloccare anche il mercato in entrata con l’arrivo di un valido sostituto che spero sia Tevez o al limite Zarate, non assolutamente Drogba o Forlan, due prime punte di cui non abbiamo bisogno. Dovrebbe arrivare anche uno tra Kucka e Casemiro mentre se dovesse partire Sneijder (Moratti ha dichiarato che intoccabile, i giornali parlano di un interessamento del City. Chi dice la verità?) cambia completamente lo scenario.
La mia sensazione è che in questi 11 giorni faremo un mercato all’acqua di rose. Non arriveranno gli elementi che veramente ci servono, ma soltanto dei riempi-rosa che cercheremo di adattare alle esigenze tattiche come già si sta facendo con Alvarez, Castaignos e Sneijder.
Mi sembra di rivivere la stessa situazione di un anno fa un paio di giovani interessanti fatti passare per rinforzi, cessione di un campione, e l’allenatore che non riceve ciò che aveva richiesto.
Gasperini è nella stessa identica situazione di Benitez. In questi casi credo che bisognerebbe farsi sentire, far notare che la rosa è incompleta e che non si hanno gli strumenti adatti per lavorare come si dovrebbe. Non necessariamente si deve parlare in pubblico (anzi sarebbe preferibile, onde evitare che i soliti sciacalli parlino già di crisi Inter). Il buon Gasperini deve alzare il telefono e chiamare Moratti “Presidente, che vogliamo fare? Questi rinforzi arrivano o si sono persi per strada?”.
Risposte che vorremmo anche noi tifosi. Giusto per capire che stagione dobbiamo aspettarci, giusto per capire se dovremo accontentarci solo di essere lì tra le prime in classifica che andranno in Europa o possiamo sognare altri trionfi in Italia e perché no, in Europa.
Con la stagione ormai alle porte il mio ottimismo langue. Se il buongiorno si vede dal mattino, non dobbiamo aspettarci niente di buono.


Nella foto: Ehi Gasp, hai mica bisogno di un gettone per telefonare il Presidente?


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NUOVI PEP CRESCONO


Nel numero 165 della rivista mensile Calcio 2000 c’è uno scambio di opinioni tra il sottoscritto e il direttore Fabrizio Ponciroli sulla tendenza delle società italiane a puntare su allenatori giovani. Qui di seguito trovate la mia mail e la risposta del direttore Ponciroli. Come sempre mi piacerebbe sapere la vostra opinione. Carissimo Direttore,
mi piacerebbe sapere il suo parere riguardo questa tendenza (esasperata) di cercare il nuovo Guardiola da parte delle nostre società. La Juventus si è affidata a Conte, la Roma a Luis Enrique, l’Inter a Gasperini. Tutti bravi allenatori ma probabilmente non ancora pronti per il grande salto (tranne forse Gasperini). E infatti negli ultimi anni Ferrara a Torino, Leonardo a Milano e Montella a Roma sono stati al di sotto delle aspettative.