Stavolta ci siamo veramente. Il nuovo commissario tecnico della Nazionale Azzurra sarà Roberto Mancini. Ad annunciarlo è stato Giovanni Malagò nel corso della conferenza stampa dopo il Consiglio Federale. In serata poi è arrivata anche la conferma sui profili social azzurro.
Dunque dopo l’annuncio di Andrea Pirlo e il quasi immediato ripensamento che ha portato anche alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, la scelta è caduta sull’ex ct azzurro che, del resto, era la prima scelta del Presidente Federale Giovanni Malagò.
Sempre nella giornata di oggi è stato annunciato il nuovo direttore tecnico che sarà Claudio Ranieri. Inoltre nello staff di Mancini dovrebbe tornare come team manager Lele Oriali, mentre entro la fine della settimana verrà nominato anche un dirigente delle varie Nazionali, ruolo che in passato è stato occupato da Gigi Riva e Gianluigi Buffon. Il principale candidato dovrebbe essere Gianfranco Zola.
Come detto si tratta di un ritorno sulla panchina azzurra per Roberto Mancini che dopo aver conquistato l’Europeo 2021 e realizzato il record di risultati utili consecutivi (ben 37 partite, record battuto solo di recente dalla Spagna di De La Fuente), se ne era scappato nell’estate 2023 per rispondere al richiamo dei soldi arabi (l’Arabia Saudita gli aveva offerto un contratto da 25 milioni di euro a stagione).
E ora, a distanza di due anni, ecco il ritorno.
L’obiettivo è di rilanciare la Nazionale azzurra e soprattutto conquistare quella qualificazione Mondiale che la nostra Nazionale ha fallito nelle ultime tre occasioni (nel 2022 proprio col Mancio in panchina).
È stata una scelta giusta? Personalmente penso di sì. Mancini in azzurro ha fatto bene, ottenendo buoni risultati e lanciando molti giovani. Certo, la fuga del 2023 non è facile da perdonare, ma certi strappi si ricuciono con i risultati (tradotto: se saprà rilanciare l’Italia e riportarla al Mondiale, sorvoleremo sullo smacco).
Le alternative non erano molte. Abbandonate per ovvi motivi le piste Ancelotti (ha un regolare contratto col Brasile) e Guardiola (richieste economiche esagerate), l’unico nome spendibile come allenatore di esperienza era Antonio Conte. Altrimenti bisognava puntare sui giovani (il silurato Pirlo o Palladino) o su tecnici esperti (Pioli) che avevano vinto poco. In molti spingevano per una riconferma di Silvio Baldini, ma aldilà dell’aspetto romantico, stiamo parlando di un allenatore non più giovane e dalla carriera non certo eccellente.
Insomma le alternative erano piene di incognite e purtroppo questa Italia ha bisogno di certezze e di punti fermi. Sono di parte (l’ammetto, molto di parte), ma credo che a conti fatti Mancini era la miglior scelta possibile. E lo scrissi anche qualche sera fa “io avrei puntato su Mancini, l’unico che negli ultimi anni ha riportato fiducia ed entusiasmo nella Nazionale azzurra”.
Quindi giusto ripartire da Mancini.
E giusto ripartire da Claudio Ranieri come direttore tecnico. Stiamo parlando di un uomo di calcio, che ha fatto discretamente bene in carriera e che sicuramente potrà mettere la sua esperienza al servizio della causa azzurra. Anche qui mi sembra una scelta intelligente e corretta (ad un certo punto si era parlato di Chiellini, bah…).
Ovviamente, come sempre è il campo il giudice supremo. Sarà il rettangolo di gioco a dirci se Malagò, dopo il pasticcio iniziale, ha fatto le scelte giuste. E noi, fiduciosi, aspettiamo che arrivino i risultati. E speriamo in una nuova stagione di trionfi per il popolo azzurro.


2 commenti:
Per Pirlo parlasti di "scelta italica" perché fu scelto da Maldini, compagno di squadra al Milan.
Mancini non è una scelta italica, visto che è molto amico con Malagò, frequentano lo stesso circolo sportivo e giocano insieme a calcio a 5?
Per scelta italica intendevo il soggetto preso e messo lì senza averne requisiti, competenze, esperienze.
Non mi pare che sia il caso di Mancini.
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