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domenica 26 settembre 2021

SI POTEVA VINCERE, SI POTEVA PERDERE (cose positive e cose negative del pareggio di ieri pomeriggio)

Alla fine ha ragione Annuccia “Sono stati 90 minuti appassionanti. Potevamo vincerla, é vero, ma potevamo anche perderla”. Il che vuol dire che ci sono state delle cose positive, ma anche delle cose negative. Ci teniamo stretto questo punticino anche se siamo andati molto vicini a portare a casa l’intera posta in palio. 
Abbiamo giocato un’ottima gara nel complesso. Soprattutto abbiamo avuto un ottimo approccio al match con 15 minuti iniziali dove in campo ci siamo stati solo noi (e se Dzeko avesse buttato dentro quel pallone al decimo minuto…). E se pensiamo che in genere nelle grandi sfide non sempre abbiamo avuto questo tipo di approccio, possiamo ritenerci contenti e soddisfatti di quel quarto d’ora iniziale dove l’Atalanta sembrava un Bologna qualsiasi. 
Così come possiamo ritenerci contenti e soddisfatti di come i cambi abbiano cambiato l’inerzia della partita. Soprattutto gli ingressi di Vecino e Dimarco hanno letteralmente stravolto la partita. L’uruguaiano non lo scopriamo oggi. È un buon centrocampista che sa inserirsi bene e che di testa sa essere spesso e volentieri pericoloso. Fatico a capire come mai Inzaghi si ostini a preferirgli Calhanoglu che dopo il boom iniziale delle prime giornate è completamente sparito dai radar. Dimarco è una piacevole conferma di questo inizio di campionato. Da terzo di difesa o da esterno di centrocampo sa rendersi pericoloso, è una spina nel fianco delle squadre avversarie e ha un piede fantastico. Crossa e tira come pochi. Un peccato, un grande peccato, che abbiamo sbagliato quel rigore ieri sera. Avrebbe meritato di coronare una prestazione favolosa con il gol della vittoria. È rimasto deluso più lui che noi dall’errore dal dischetto. Ed è da apprezzare il fatto che ci abbiamo messo la faccia andando davanti le telecamere a fine gara per scusarsi dell’errore. Sembra una cosa scontata, ma non lo è affatto. Spesso in questi casi i giocatori, anche quelli più famosi e idolatrati, preferiscono darsi alla latitanza. 
Quando si parla di latitanza la mente inevitabilmente va al nostro capitano. Che fine ha fatto Samir Handanovic, l’originale, quello che para di tutto e dava sicurezza alla retroguardia? Perché da un po’ di tempo in porta va il suo gemello, quello scarso? Saremo sempre debitori verso il portiere sloveno. Spesso e volentieri nel corso degli anni è risultato decisivo e ci ha salvato il culo in infinite occasioni, ma, quasi dispiace scriverlo, anche ieri ha le sue colpe. Come sul secondo gol quando respinge verso il centro dell’area il tiro di Malinovskyi. Come sul gol decisivo di Piccoli poi annullato. Cerca di evitare un calcio d’angolo regalando di fatto palla agli avversari e sul tiro di Piccoli è tutt’altro che impeccabile. Mi piange il cuore scriverlo perché sono molto legato a Samir, ma ormai è una mina vagante, non dà sicurezza alla difesa e ogni volta che la palla è nella nostra area di rigore stiamo col fiato sospeso per quello che potrebbe succedere. Serve un portiere? Uhm… La risposta temo che la sappiamo perfettamente tutti.
Nel frattempo guardiamo avanti. Ripartendo dalle cose positive e sperando di colmare al più presto queste lacune emerse nelle prime giornate. FORZA INTER !!!

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3 commenti:

Winnie ha detto...

Inutile negarlo o far finta di nulla: abbiamo un problema Portiere ed è pure bello grosso.

Brother ha detto...

@Winnie. Il guaio è che la dirigenza nerazzurra fa finta di non accorgersene...

Annuccia ha detto...

Abbiamo un problema portiere? Non ce ne eravamo accorti. Anzi, non se ne era accorto nessuno.
Ormai le squadre avversarie buttano il pallone in area e sperano che qualcosa possa succedere.