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mercoledì 31 maggio 2017

25 ANNI CON POCHE LUCI E MOLTE OMBRE (Totti dice addio al calcio)

Non ho mai amato particolarmente Francesco Totti (e già mi sto tirando addosso le ire funeste dei tifosi giallorossi). Grande campione, senza dubbio, ma forse eccessivamente portato alle stelle da certa stampa compiacente e da un atteggiamento quasi da “venerazione” divina dei tifosi giallorossi. Per capirci, stiamo parlando di un grande campione, insieme a Baggio e Del Piero il più grande numero 10 degli ultimi 30 anni, ma siamo ben distante dal fuoriclasse che vorrebbero farci credere. E mi sembra fuori luogo questa sorta di “beatificazione” che stanno facendo nei suoi confronti. Se usiamo questi toni per Totti, cosa dovremo dire il giorno in cui Messi o Cristiano Ronaldo appenderanno gli scarpini al chiodo?
Eppure non vi nego che guardando le immagini del suo saluto ai tifosi della Roma nel dopo gara di Roma-Genoa mi sono commosso. Mi sono commosso perché è sempre emozionante vedere il saluto che i tifosi tributano ai propri campioni (possibilmente senza quelle scene di pianti strazianti che ho trovato fuori luogo), è emozionante vedere un campione che lascia il calcio.

Soprattutto se, come nel mio caso, quel campione ha attraversato un quarto di secolo della tua passione. Per me che sono cresciuto a pane e calcio, Totti rappresenta una fetta importante della mia vita da tifoso. Quando lui esordì in quel 28 marzo 1993 io facevo la prima liceo, ero un ragazzino che ancora nemmeno sognava di diventare giornalista sportivo. E se penso a tutto ciò che mi è successo calcisticamente e umanamente in questi 25 anni è inevitabile che scenda giù una lacrimuccia.
I ricordi si accavallano e si mescolano. Totti è la Roma degli ultimi 25 anni, è lo scudetto giallorosso arrivato nel 2001, è “vi ho purgato ancora” alla Lazio e “4 gol e a casa” alla Juventus, è il rigore al 90esimo contro l’Australia negli ottavi del Mondiali 2006, è ridere sulle barzellette che inventarono su di lui, è la Roma che ci contese lo scudetto nel dopo-Calciopoli, è il cucchiaio contro l'Olanda, è l'esultanza col dito in bocca.
Certo, Totti è anche lo sputo a Poulsen in Danimarca-Italia degli Europei 2004, è il fallo di frustazione a Balotelli in un Roma-Inter, è il “vaffa” detto tre volte a Rizzoli in un Udinese-Roma. Grandissimo campione, ma troppo incline ad episodi poco sportivi.
Il grande campione lo vedi anche in questo. Baggio, Del Piero, Maldini, Zanetti, giusto per citarne alcuni, non hanno mai avuti determinati atteggiamenti (o perlomeno che io ricordi). Uno scatto di nervi nel corso di una carriera calcistica può starci, ma l’ormai ex capitano giallorosso era un po’ troppo incline a certi gesti.
Capitolo vittorie. Un campione si giudica da quello che ha vinto e Totti non ha certo una bacheca piena. Uno scudetto, un Mondiale non da protagonista (a parte il rigore contro l’Australia cosa è rimasto del suo Mondiale?), due Coppa Italia, due Supercoppe Italiane. Troppo poco per essere considerato un grandissimo.
Probabilmente la sua scelta di rimanere fedele a vita alla Roma lo ha penalizzato. Ma, come diceva qualcuno, non di solo pane vive l’uomo. E se da un lato aver giurato fedeltà ai colori giallorossi lo ha penalizzato sul piano delle vittorie, dall’altro la sua scelta gli ha permesso di entrare nel cuore del popolo romanista e di vivere una sorta di gloria eterna (“ho vissuto ai tempi di Totti”, recitava più o meno uno striscione dei tifosi giallorossi domenica sera).
Non ho mai amato Totti, ma credo proprio che mi mancherà. I giocatori capaci di “dare del tu al pallone” hanno sempre qualcosa in più. E Totti era uno di quelli. Il calcio italiano perde un protagonista. Ma nulla è per sempre. Prima o poi doveva smettere e anche se molti lo volevano eterno, era anche normale che a 40 anni dovesse fermarsi (non c’è cosa più triste di un campione che raschia il fondo del barile). Mi mancherà, ma per uno come me che è sopravvissuto all’addio al calcio di Baggio, cosa vuoi che sia l’addio di Totti?

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6 commenti:

Anonimo Romanista ha detto...

Ovviamente sono di parte, ma credo che il tuo giudizio su Totti sia ingeneroso (forse influenzato dal fatto che non l'hai mai amato particolarmente). Dubito che in Italia negli ultimi 30 anni ci siano stati giocatori più forti del nostro Capitano, forse Baggio, non credo Del Piero. E comunque entrambi non è che abbiano vinto poi così tanto (Del Piero ha attraversato sia la fase Epo che la fase Calciopoli della Juventus senza la quale avrebbe vinto una beata mazza).
Probabilmente mi sbaglio, del resto, sono di parte. Ma credo che anche tu lo sia.

Anonimo ha detto...

Io non sono di parte, non sono tifoso della Roma ma credo che Totti sia davvero il calciatori italiano più forte degli ultimi 50 anni almeno. Era(uso il passato ormai) capace di fare cose che non ho mai visto fare a nessun altro, per me Baggio e Del Piero vengono dopo rispetto a Totti.
Quando dici "un campione si giudica da ciò che ha vinto" non sono d'accordo, lui(insieme ad altri) è riuscito a far vincere uno scudetto alla Roma e già questo la dice lunga, ha rifiutato tutte le offerte ricevute rinunciando a vincere trofei in cambio, come hai detto tu, della gloria eterna.

Salvatore ha detto...

Vabbe, se iniziamo a mettere in discussione uno come Francesco Totti, allora è finita. Ok, ha avuto alcune volte atteggiamenti sopra le righe ma un campo ha fatto cose strepitose.

Cristian ha detto...

Vabbè sarebbe come dire cosa ha vinto un certo Gigi Riva? Uno scudetto e un Europeo poi più nulla. Ma ci si alzò in piedi quando si parla di Rombo di Tuono. Hanno fatto scelte di vita lui è Totti. Anche Padoin ha vinto 5 scudetti consecutivi,ma siamo realisti chi tra qualche anno si ricorderà di lui?

Entius ha detto...

Nessuno mette in discussione la classe di Totti, quello che volevo dire io è che mi sembra eccessivo "beatificare" e innalzare a livelli esagerati uno che un campo era tanto bravo a fare magie quanto a lasciarsi andare a gesti antisportivi. E non possiamo neanche giustificare questa esaltazione con le vittorie.

Anonimo ha detto...

Ma perché continuare a dire "gratificare" Totti? Ma chi lo ha beatificato, qualcuno nega i suoi errori? Non credo. I tifosi romanisti amano Totti perché è sempre stato stato fedele a se stesso e alla squadra, dimostrando, in un ambiente inquinato dalla sete di denaro, che quando ci si sente parte di una squadra, di una città, non ci sono soldi che possano portarti lontano da lei. Ha scelto di non tradire la sua fede e noi romanisti l'abbiamo amato soprattutto per questo, vederlo giocare in campo con la nostra maglia fino alla fine della sua carriera ha un valore che va al di sopra di ogni altro trofeo. Se non si comprende questo non si può capire quanto Totti è stato campione in campo e fuori. Ha sbagliato? Si, è umano, lo giustifichiamo? No ma glielo abbiamo perdonato anche se sono macchie che resteranno indelebili sulla sua carriera. Ma una cosa è certa Totti è un grandissimo campione, può piacere o non piacere ma lo è, non è un caso infatti che il mondo dello sport e non solo lo sta omaggiando in tutta Europa. Questo non è santificare ma riconoscere scientemente il valore di un campione con le sue eccellenze e le sue debolezze e non saranno certo questi episodi ad offuscare la fama del Capitano.