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lunedì 20 febbraio 2017

E VENNE IL GIORNO DI GABIGOL...

E venne il giorno di Gabriel Barbosa (o Gabigol se preferite). Finalmente. Quando ormai mancavano meno di 10 minuti alla fine di uno scialbo Bologna-Inter, fino a quel momento fermo sullo 0-0, l’attaccante brasiliano è stato bravo e lesto a raccogliere un pallone filtrante sotto porta di D’Ambrosio e a infilare da pochissimi passi il gol che decide il match e regala all’Inter i tre punti. Grande merito va a Banega che inizia l’azione con un passaggio eccezionale per D’Ambrosio e anche il terzino ex Torino mette dentro un pallone stupendo che chiede solo di essere buttato in rete, ma chi mastica un po’ di calcio sa perfettamente che in alcuni casi la linea che separa il gol dall’errore può essere molto molto sottile. Ma il nostro bomber non sbaglia assolutamente e infila in rete il suo primo gol in maglia nerazzurra (nel recupero potrebbe fare il bis ma l’urlo di gioia viene strozzato sulla linea di porta).

No, non rimarrò per tutta la durata dell’articolo a tessere le lodi del giovane giocatore verdeoro che l’Inter questa estate ha comprato a peso d’oro (e noi ancora ci stiamo chiedendo se ne sia valsa la pena). Volevo iniziare da Gabigol perché mi fa molto piacere che abbia segnato, perché sono convinto che abbia i numeri per diventare un grande calciatore (ma per favore evitiamo certi paragoni assurdi col grande Fenomeno che, come Gabigol, segnò il suo primo gol nerazzurro a Bologna) e perché visto il nostro parco attaccanti forse meriterebbe un pochino più di spazio.

Nel complesso non abbiamo visto una grande Inter. Si poteva fare di più e visto il Bologna attuale potevamo sicuramente aspettarci qualcosa di più. Comunque tutto è bene ciò che finisce bene e l’importante è aver portato a casa l’ennesima vittoria (la nona nelle ultime dieci partite se non ricordo male). Tra l’altro era dalla “famosa” stagione 2009-2010 che a questo punto della stagione non avevamo così tanti punti (anche allora, se non erro, erano 48). Insomma l’Inter va. Nonostante l’assenza di Icardi, Brozovic e Kondogbia (continuate pure a criticarlo ma credo che sia la spalla perfetta per esaltare le qualità di Gagliardini), nonostante un Joao Mario riportato davanti alla difesa e quindi sottotono, nonostante un Palacio tutt’altro che brillante, nonostante un Eder altrettanto poco brillante e autore anche di un fallo da rigore su Dzemaili (mi meraviglio come mai Mazzoleni non lo abbia fischiato, probabilmente stava ancora pensando al contatto Manduzkic-Icardi di due settimane fa).
In altre situazioni avremmo anche potuto sperare in una qualificazione in Champions League, ma questo campionato è abbastanza anomalo con molte squadre già mentalmente in vacanza che lasciano via libera alle prime della classe. E’ difficile pensare che Roma e Napoli, che ci precedono, possano perdere così tanti punti da farci rientrare in corsa. Ovviamente noi ci crediamo. E se dovesse succedere l’insperato dobbiamo essere pronti ad approfittarne. E intanto domenica prossima viene la Roma a San Siro. Quale occasione migliore per rosicchiare tre punti ai giallorossi?

2 commenti:

Matrix ha detto...

Contro la Roma senza Miranda. La vedo nera. Anche perché Murillo è infortunato. Chi giocherà?

Winnie ha detto...

Non sarà facile. Non sarà facile battere la Roma e sarà ancora meno facile centrare il podio. Ma noi siamo qui solo per crederci. Altrimenti tutti a casa e non se ne parla più.
Abbiamo il dovere morale di crederci. Fino alla fine. Finché la matematica non ci condanna. Il calcio è strano e... io ci credo.

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