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mercoledì 28 ottobre 2015

E NON C’E’ NIENTE DA CAPIRE (brutti ma in vetta)

Giochiamo male, segniamo pochissimo (10 gol in 10 giornate una media di un gol a partita), creiamo pochi pericoli, regaliamo un tempo agli avversari. Però siamo primi in classifica (anzi secondi perché la Roma sta vincendo in casa con l’Udinese).
Sembra un paradosso, ma è così. Anzi più che un paradosso è un grande mistero. Perché a vederla giocare questa Inter viene voglia di suicidarsi mangiando tonnellate di carne rossa. Almeno la metà delle squadre che partecipano al campionato di Serie A giocano meglio di noi. Però, Roma esclusa, sono tutte sotto di noi o al massimo a pari punti (e scusate se è poco).

Come se non bastasse bisogna sottolineare che in 10 giornate abbiamo già subito 3 espulsioni e 2-3 rigori netti a favore che l’arbitro di turno si è guardato bene dal concedere. Insomma come è possibile che questa squadra sia nei primi posti in classifica rimane un grandissimo mistero. Ma, piaccia o non piaccia, nel calcio spesso contano i numeri. E i numeri sono dalla nostra parte, nonostante si continui a denigrare questa squadra e nonostante gli stessi tifosi nerazzurri la critichino aspramente.

Certo, non stiamo brillando. E questo a lungo andare è un fattore preoccupante. Perché purtroppo non sempre ci andrà bene. A voler fare i super criticoni di turno, ieri sera abbiamo segnato grazie ad un errore della difesa avversaria e quel tiro di Destro al 94esimo finisce in rete nove volte su 10 (fortunati noi nel beccare quell’unica volta che non finisce in rete). Però siamo lì e per il momento va bene così.
Evitiamo di scervellarci. Se seguite il calcio da un bel po’ di anni saprete perfettamente che non sempre è una scienza esatta. Siamo lì, incastonati tra Roma, Napoli, Fiorentina e Lazio, con il Milan e la Juventus nelle retrovie. Cosa chiedere di più? Perché insistere nel voler capire questo grande mistero? In fondo non c’è niente da capire. Siamo nelle prime posizioni e ci godiamo questo privilegio. Nei prossimi mesi qualcosa cambierà. Forse in peggio, probabilmente in meglio. Forse arriverà il momento che giocheremo un calcio spettacolare e pareggeremo in casa col Frosinone o col Carpi, probabilmente andremo a Roma o a Torino e daremo una lezione di calcio ai malcapitati.
Per il momento siamo qui e non pensiamo ad altro. E aspettiamo. Aspettiamo che Icardi inizi a segnare con regolarità (una rondine non fa primavera e un gol segnato non vuol dire che si è sbloccato), aspettiamo che Maurito trovi l’intesa con Jovetic, aspettiamo che Kondogbia dimostri tutto il suo valore (non so perché, ma sono convinto che presto vedremo di che pasta è fatta il francese), aspettiamo che arrivino i cross di Perisic e Biabiany, aspettiamo che l’Inter non regali un tempo agli avversari. Aspettiamo la prossima decisione arbitrale a nostro sfavore (scommettiamo che per Inter-Roma ci manderanno Rizzoli?), consapevoli che quando diventiamo competitivi per la vetta arrivano sistematicamente gli arbitraggi ad hoc (magari è solo una coincidenza…)
E mentre aspettiamo siamo arrivati alla decima giornata. E sabato affrontiamo la Roma. La capolista contro la seconda della classe. Chi di voi ci avrebbe scommesso un euro a Ferragosto? Chi di voi sotto l’ombrellone avrebbe immaginato che la notte di Halloween saremmo stati secondi in classifica e avremmo affrontato la capolista con la prospettiva di balzare in testa? Non ci avrebbe scommesso nessuno. E invece è così. E ribadisco che è fantastico. E dovremmo godercelo invece di continuare a cercare di capire come può una squadra come l’Inter ad essere nei primi posti.

1 commento:

Winnie ha detto...

Saremmo dei bugiardi se dicessimo di esser contenti per la prestazione della nostra squadra. Ma finché giochiamo così male e portiamo comunque a casa la vittoria va bene, anzi benissimo. Non potrebbe andar meglio.

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