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martedì 21 luglio 2015

RICORDANDO IL GRANDE MARULLA...

E’ una domenica di metà luglio. Una di quelle domeniche in cui fa caldo, parecchio caldo. Si respira a fatica, il termometro ha superato i 40 gradi, si cerca refrigerio in un ventilatore o in un po’ di acqua fresca. Uscire di casa? No, non se ne parla proprio. Meglio restarsene al fresco. Qualcuno è andato al mare a cercare riparo nell’acqua sicuramente calda, “talmente calda da poterci calare la pasta” direbbe quel mio zio.
Fa caldo, ma un brivido gelato corre lungo la schiena quando apri la pagina Internet e leggi una notizia che ha dell’incredibile “E’ morto Gigi Marulla”. E’ morto Marulla? No, non è possibile, fammi controllare meglio, questo è sicuramente uno scherzo di qualche buontempone. Controlli un sito, poi due, apri Facebook, controlli un terzo sito. Tutti confermano la notizia. Gigi Marulla, il grande Gigi Marulla, è morto.
Marulla mi riporta indietro nel tempo, all’inizio degli anni ’90, quando le pay-tv non c’erano e le partite le seguivi alla radio, in silenzio, cercando di non perdere il segnale.
Pur essendo tifosissimo dell’Inter, ho sempre seguito con attenzione (anzi seguo tuttora con attenzione) le vicende del Cosenza e la domenica sera tra “90° minuto” e “Stadio Sprint” c’era sempre spazio per il telegiornale locale dove facevano vedere le azioni salienti della partita dei rossoblu. Era il tempo in cui i Lupi giocavano stabilmente in Serie B e spesso con risultati straordinari. E Marulla era la bandiera, il capitano, l’emblema di quel Cosenza.
Sono principalmente due i momenti che riguardano Marulla che ricordo con piacere. Uno è comune a praticamente tutti i tifosi rossoblu. Quel gol a Pescara il 26 giugno 1991 nello spareggio salvezza contro la Salernitana, nei supplementari. Fece esplodere di gioia una città intera e credo che tutti lo ricordino con emozione (fu come vincere lo scudetto). Forse proprio quel giorno è nato il mito di Gigi Marulla.
L’altro ricordo è dell’estate del ‘93 (o forse era il 1994, onestamente non ricordo precisamente l’anno). Come ogni anno il Cosenza Calcio era in ritiro in Sila. Incrociai Marulla davanti all’albergo dove alloggiava la squadra rossoblu. Io sfoderai un gran sorriso e dalla mia bocca usci il miglior “Buongiorno signor Marulla” che potessi immaginare. Lui, rispose con un timido “Buongiorno”. Ci rimasi un po’ male ma più tardi mio zio, che era con me, mi spiegò che io conoscevo Marulla ma lui non conosceva me. Per me era come se avessi salutato una persona che conoscevo benissimo, ma lui aveva salutato un perfetto sconosciuto.
Abitando nella stessa città mi è capitato nel corso degli anni di incrociare spesso Marulla. Qualche volta lo salutavo, altre volte mi limitavo ad un cenno, ma lui rispondeva sempre al mio saluto. Anche se non sapeva chi fossi.
Gigi Marulla… Gigi Marulla era Cosenza. Era Bernardino Telesio e la Madonna del Pilerio, era il Teatro Rendano e il poeta Ciardullo, era il fiume Crati e le aquile di piazza Kennedy, era il gelato da Zorro e Totonno ‘O Squalo (nonostante il nome, una delle persone più buone che abbia mai conosciuto), era Corso Mazzini e Vaglio Lise (lo so, molti di voi che state leggendo non sono di Cosenza e sicuramente non hanno minimamente idea di cosa sto parlando). Marulla era le scritte sui muri della città, come il gioco di parole con il suo compagno d’attacco (“Marulla La Canna”) o come un sogno fermatosi ad un passo dalla realtà (“noi ci crediamo seriAmente”).
Marulla era un pezzo di storia di Cosenza, prima che del Cosenza. E da domenica sera ci sentiamo un po’ più soli, tremendamente un pò più soli. Ciao Gigi…

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1 commento:

Maurizio ha detto...

Se parli con un qualsiasi tifoso rossoblù troverai mille aneddoti riguardante Gigi Marulla. Era un pezzo della città, un simbolo, come il Colosseo per Roma o la Madonnina per Milano.

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