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lunedì 4 maggio 2015

L’ENNESIMO SALTO DEFINITIVO MANCATO

Probabilmente questa rimarrà la stagione dei rimpianti per i tanti, troppi punti persi per strada. Ogni volta che siamo lì per fare il salto di qualità, ecco che ci caghiamo addosso e mandiamo tutto a puttane (scusate i francesismi, ma era per rendere bene l’idea).
Le sconfitte di Sampdoria e Genoa erano due assist imperdibili per risalire la classifica e candidarsi seriamente per un posto nella prossima Europa League. Anche perché l’avversario era più che alla nostra portata. Battere il Chievo non era certo un’impresa da titani.
E invece ce ne siamo usciti con la solita prestazione incolore, dove abbiamo attaccato (ma poi neanche così tanto) senza rendersi veramente pericolosi e anzi rischiando in un paio di occasioni la beffa (dall’altra parte c’era Meggiorini, uno che segna solo uno paio di volte in una stagione, quasi sempre quando affronta l’Inter).
Più del risultato (non scordiamoci che si gioca in 11 contro 11 e che di fronte hai quasi sempre dei giocatori che non hanno nessuna voglia di fare le vittime sacrificali) quello che mi fa incazzare (e daje con sti francesismi…) è la prestazione.

Ad un certo punto ieri pomeriggio la mia ragazza è venuta a sedersi sul divano a vedere la partita insieme a me (più che alla partita era interessata al sottoscritto, ma questo credo che vi interessi poco). Le è bastato vedere poco per iniziare a fare commenti negativi del tipo “ma guarda come giocano molli”, “ma sembrano spaesati”, “ma il pareggio sta bene ad entrambe le squadre?” e via discorrendo. Da premettere che la mia ragazza capisce ben poco di calcio (fino a due mesi fa ignorava chi fosse Zanetti e, per dire, ieri si è meravigliata del fatto che i giocatori dell’Inter fossero tutti stranieri). Se persino lei, da ignorante in materia, ha subito colto al volo il fatto che l’Inter stesse giocando male (oddio, “giocare” mi pare una parola grossa), credo che non ci voglia un grande esperto per comprendere che Inter si è vista ieri pomeriggio.

Con quei due punti avremmo scavalcato il Genoa e agganciato la Sampdoria al sesto posto, con la Fiorentina, quinta, distante appena un punto. Dunque saremmo stati in piena bagarre Europa League con la possibilità magari di arrivare quinti e evitare un turno preliminare a fine luglio. A fine campionato ricordatevi di questi due punti persi, vedrete se non peseranno come macigni sull’economia della stagione nerazzurra. A volerla dire tutta di punti sperperati qua e là ce ne sono tanti. Come i due lasciati al Parma il sabato di Pasqua, come il punto regalato al Torino (che in realtà potevano e dovevano essere addirittura tre), come i due punti lasciati al Cesena. Solo con i punti citati (ma di punti persi ce ne sono molti altri) saremmo in ben altra situazione di classifica.
E invece rimaniamo una squadra un po’ così, incapace di fare il salto di qualità, che spreca le occasioni d’oro che le capitano, che non ha la forza di battere un’avversaria di medio-bassa classifica in casa.
Una squadra che a questo punto (e non me ne vogliano i fratelli nerazzurri) non merita di andare in Europa League. Ripartiamo da zero. Ma facciamolo in modo serio e con giocatori che ci rendano orgogliosi di tifare Inter. Si può vincere o perdere, ma bisogna sempre dare il massimo per i colori nerazzurri. E onestamente non vedo tutto questo attaccamento alla maglia nerazzurra, non vedo gente “da Inter”. Non siete d’accordo?

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2 commenti:

Nerazzurro ha detto...

Nulla è perduto, siamo ancora in piena corsa.
E se dovesse andare male, pazienza. Una stagione senza Europa potrebbe farci bene. E inoltre eviteremmo le sanzioni per il Fair play finanziario.

Matrix ha detto...

Nulla è perduto?? Guarda che nelle prossime tre gare avremo Lazio, Juventus e Genoa. Se i punti non li fai con Parma o Chievo non puoi certo pretendere di farli con la Lazio a Roma o con la Juventus.

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