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mercoledì 25 marzo 2015

E FINI’ TUTTO A TARALLUCCI E VINO (la prescrizione di Calciopoli)

E ancora una volta è finita a tarallucci e vino. Del resto siamo in Italia, si fa fatica a immaginare un epilogo diverso. Solo i poveracci vanno in prigione, gli altri se la cavano sempre. O al limite aspettano che il reato vada in prescrizione e tanti saluti a tutti.
E proprio con una prescrizione è stata messa la parola fine alla vicenda Calciopoli (sempre ammesso che Calciopoli avrà prima o poi una fine). La Corte di Cassazione infatti, pur confermando l'impianto accusatorio nei riguardi di Moggi e della cupola da lui costituita, non ha potuto fare altro che prendere atto del fatto che i reati siano andati in prescrizione e chiudere il tutto.
La prescrizione è un istituto giuridico che concerne gli effetti giuridici del trascorrere del tempo. Ha valenza in campo sia civile sia penale. (…) In diritto penale determina l'estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo.
La prescrizione è motivata dal diritto dell'imputato ad un giusto processo in tempi ragionevoli (superati i quali il reato si estingue), dal fattore tempo che rende oggettivamente più difficile (ad esempio per l'inquinamento delle prove, la scomparsa o minore memoria e attendibilità dei testimoni) sia l'efficacia dell'azione penale che l'esercizio del diritto di difesa, quanto più le indagini e il processo avvengono anni dopo il fatto oggetto di reato.” (Wikipedia)
L'assoluzione è un provvedimento che il giudice penale pronuncia o in fase di istruttoria o in seguito a dibattimento e che determina il proscioglimento dell'imputato, giudicato non colpevole in ordine al reato di cui era accusato (Wikipedia)
Dunque, giusto per fare chiarezza, essere prescritti non vuol dire essere assolti, ma non essere più punibili perché è passato un arco di tempo piuttosto lungo (nel caso di Calciopoli nove anni).
E’ importante chiarire questo punto perché molti tifosi juventini hanno festeggiato la prescrizione come se fosse un’assoluzione. Niente di più sbagliato.
La terza sezione penale ha accolto le richieste del pg della suprema corte Gabriele Mazzotta, che aveva chiesto di confermare "l'esistenza di una associazione a delinquere finalizzata a condizionare i risultati delle partite, le designazioni arbitrali, le carriere dei direttori di gara, e l'elezione dei vertici della Lega calcio". Associazione a delinquere? Chiaro? Se non vi è chiaro leggete su Wikipedia la definizione di Associazione per delinquere (mica posso stare qui a fare copincolla di tutto…).
Quindi, stabilita e confermata l’esistenza di questa associazione a delinquere, chi era a capo di tutto? Paperino? Roger Rabbit? L’A-Team?
Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro. Mi sembra evidente che ancora una volta i dirigenti della Juventus l’abbiano fatta franca. Esattamente otto anni fa gli stessi personaggi, ovvero Luciano Moggi e Antonio Giraudo, venivano “salvati” dalla prescrizione per un altro processo, quello per doping. Anche in quel caso c’era un’evidente colpevolezza stabilita dalla Corte di Cassazione, ma essendo scaduti i termini di prescrizione non si poté fare altro che chiudere il processo. Anche lì, è bene chiarirlo, la mannaia della prescrizione permise alla Triade bianconera di farla franca.
E pensare che il popolo bianconero ha la faccia tosta di chiamare “prescritti” a noi interisti… Bah, il bue chiama cornuto l’asino.
Da specificare che un imputato può rinunciare alla prescrizione e scegliere di farsi giudicare. E’ il caso di un soggetto che sa di essere innocente o comunque di poter dimostrare la propria innocenza. Non è quindi il caso di Luciano Moggi.
Vabbè, diciamo che un epilogo del genere non era difficile immaginarlo. Come non è difficile immaginare i possibili scenari futuri con Agnelli che sulla base di non so cosa rivendicherà il diritto a riavere i due scudetti sottratti e con la Federcalcio che potrebbe anche esaudire le richieste bianconere (stiamo parlando della Juventus e degli Agnelli, gente che in Italia ha sempre fatto quello che ha voluto).
Del resto, come scritto all’inizio, siamo in Italia. Dove la giustizia non sempre (anzi quasi mai) è uguale per tutti e dove le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici.


6 commenti:

Nerazzurro ha detto...

Spero che non si arrivi alla restituzione degli scudetti. Sarebbe davvero troppo. Già facciamo ridere abbastanza così (ancora danno facoltà di parola al signor Moggi), a quel punto la credibilità del calcio italiano andrebbe a farsi benedire.

Winnie ha detto...

E' l'ennesima sconfitta della giustizia e del calcio in Italia. Siamo talmente lenti che non si riesce ad arrivare ad un verdetto definitivo in tempi ragionevoli. La prescrizione pende sulla giustizia come una spada di Damocle e spesso rappresenta l'ancora di salvataggio di chi commette un reato e riesce a farla franca.

Winnie ha detto...

In fondo ci meritiamo i Moggi. Basti pensare che dopo nove anni Moggi è ancora in giro a sindacare e a dire la sua sul calcio e che gran parte della popolazione bianconera invoca una sua riabilitazione.

Mark della Nord ha detto...

Temo, ragazzi, vi sia sfuggito un passaggio basilare: l'impianto accusatorio ha resistito a tre gradi di giudizio e, pertanto le condanne per associazione a delinquere e frode sportiva sono confermate, quantunque nel frattempo sia maturata la prescrizione.
Però una cosa sono le pene, altro le condanne.
Di conseguenza chiedere la restituzione degli scudetti o 444 milioni di risarcimento è assolutamente ingiustificato.
Giuridicamente la si definisce "azione temeraria".

Carlo Sandri ha detto...

Da juventino, ti dico che hai perfettamente ragione a dire che la prescrizione non è una assoluzione, ed infatti non sono tra coloro che hanno festeggiato.
Si tratta tuttavia di una "condanna scampata" che presenta qualche elemento di dubbio, che vedremo se le motivazioni della sentenza fugheranno: per ora ci sono due dirigenti ritenute colpevoli di associazione a delinquere, ma non si è ben capito in cosa sia consistito questo delinquere.
Sempre da juventino, non so se sono a favore della restituzione degli scudetti: se da un lato li considero meritatamente stravinti sul campo grazie ad una squadra palesemente più forte delle concorrenti, dall'altro forse è giusto che si paghi comunque un prezzo per il comportamento antisportivo di certi dirigenti. Ma mi piacerebbe sentire anche qualche interista ammettere che è una vergogna che uno dei due scudetti sia stato dato all'Inter, un cui allora dirigente (pace all'anima sua e onore alla sua carriera di giocatore, ma questo non cambia le cose) ha delle intercettazioni pubblicate su Youtube in cui fa pressioni sui designatori arbitrali.

Mark della Nord ha detto...

@Carlo Sandri
La juve di quegli anni era una squadra molto forte ma non la più forte: il Milan era forte almeno allo stesso livello.
Per quanto riguarda la restituzione dei due scudetti revocati, la revisione del processo sportivo avrebbe potuto essere richiesta unicamente in presenza di un'assoluzione con formula piena (nemmeno con formula dubitativa).
Stando così le cose, in presenza, cioè, di una condanna definitiva (a prescindere da quali potranno essere le motivazioni), la cosa diviene assolutamente impossibile.
Sullo scudetto revocato e poi assegnato all'Inter, detto che non fu richiesto dalla Società ma fu conseguenza della nuova classifica stilata dopo l'accertamento degli illeciti, ti dico che, se le telefonate di Facchetti (nemmeno paragonabili, comunque, a quelle di Moggi, Della Valle, Mazzini, ecc.), fossero state note, sarebbe stato comunque revocato, ma probabilmente non assegnato.



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