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mercoledì 25 febbraio 2015

PARMA, IL FALLIMENTO PILOTATO E’ LA SOLUZIONE?

Il destino del Parma è appeso a un filo. Il club gialloblù è allo sbando. Ultimo in classifica, non ha alle spalle una società in grado di evitare il baratro. Si è arrivati al punto che il Tardini non è stato ritenuto agibile per la gara interna in calendario con l’Udinese, rinviata sine die.
Una situazione paradigmatica dello stato comatoso in cui versa il calcio italiano. Per la prima volta addetti ai lavori e tifosi si trovano a che fare con il possibile ritiro di una squadra di serie A in corso di campionato.
La strada che molti consigliano di battere, a partire ovviamente dai fedelissimi sostenitori del club emiliano, è quella di percorrere l’iter del fallimento pilotato.
Una linea abbracciata anche dal presidente della Figc, Carlo Tavecchio, che ha dichiarato: “Bisognerebbe portare i libri in tribunale al più presto. Credo che la sentenza sia stata fissata troppo tardi rispetto ai tempi necessari”.
Una soluzione che consentirebbe di gestire al meglio le scarse risorse disponibili tramite una curatela ad hoc e di salvare il titolo sportivo ripartendo dalla categoria immediatamente sottostante. A condizione, però, che tutte le operazioni correlate vengano completate entro la corrente stagione sportiva.
Il Parma, in presenza eventuali di acquirenti e mediante il ricorso a procedure d’asta, potrebbero dunque ripartire dalla A (in caso di improbabile salvezza) o, nel peggiore dei casi, dalla Serie B. Nel momento in cui le aste andassero deserte, ovvero se la strada del fallimento pilotato non fosse neppure intrapresa, i gialloblù ripartirebbero dai campionati dilettanti.
Un escamotage discutibile, seguito in passato da altri club (Ascoli, Bari, Lanciano, Pescara), che non sembra davvero far bene al nostro calcio.
Il mondo pallonaro italiano, assai più malato di quanto ancora venga lasciato credere e ormai fuori controllo dal punto di vista economico, mai come oggi avrebbe bisogno di ben altro genere di certezze per rimettersi sulla via maestra da troppo tempo abbandonata.  (Calciopress)
La situazione in quel di Parma diventa sempre più critica e, tra il tragico e il comico, ogni giorno giungono notizie di cose e servizi che vengono portate via. Era notizia di settimana scorsa il pignoramento di tre macchine e un furgone, negli ultimi giorni sono stati portati via computer e stampanti (il Parma li aveva in leasing e la società proprietaria è andata a riprenderseli visto i mancati pagamenti dei ducali), la panchina e gli armadietti dello spogliatoio sono stati messi all’asta, così come le attrezzature dello staff sanitario che da qualche giorno non sono più a disposizione del Parma, il servizio lavanderia è stato chiuso.
Il capitano dei ducali Lucarelli non regala speranze ai tifosi "Nessuna novità importante: l'unica è che non abbiamo nemmeno chi ci lava le maglie perché la lavanderia non accetta più il materiale del Parma... Da domani le porteremo a casa".
Insomma il quadro non è dei migliori e giorno dopo giorno peggiora sempre più. Cosa ci aspetterà domani?

 ATTENZIONE!!! 
 Nei prossimi giorni in esclusiva su Calciomania 90 parlano i tifosi del Parma. 
 Non perdetevi l’intervista !!! 

2 commenti:

Stefano ha detto...

Non so fino a che punto un fallimento pilotato possa essere la miglior soluzione. Sarebbe più corretto far ripartire dal basso la squadra fallita.

Mattia ha detto...

Fallimento pilotato o no, credo che la cosa più importante sia ripartire con una solida dirigenza che sappia muoversi con coscienza e senza che faccia i disastri di Ghirardi e Leonardi.

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