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giovedì 22 gennaio 2015

DELOITTE FOOTBALL MONEY LEAGUE. DOMINIO REAL MA OCCHIO ALLE INGLESI

E' sempre il Real Madrid il club più ricco del mondo. Un primato ribadito anche dall'edizione 2015 della Deloitte Football Money League che fotografa i fatturati dei club europei e che continua a premiare la squadra di Cristiano Ronaldo e Bale, capace di sviluppare un giro d'affari da vera e propria multinazionale.
Giunto alla 18ª edizione, lo studio si concentra sulle prime 20 società europee dove in testa c’è, come capita ormai da dieci anni a questa parte, il club merengue, con 549,5 milioni incassati nell’ultima stagione (+6%). Al 2° posto risale il Manchester United (4° un anno prima, grazie soprattutto alle sponsorizzazioni salite del 34% e alle vendite, +24%) con 518 mln, che precede il Bayer Monaco (487 mln). Scende dal podio invece il Barcellona, 4° con 484,6 mln, davanti al Psg (474 mln) e all’altro club di proprietà degli sceicchi, il City (6° con 414 mln).

Ma lo strapotere della Premier League inglese è confermata dalla presenza di Chelsea (7°), Arsenal (8°) e Liverpool (9° - un anno fa dodicesimo).

Solo decima la Juventus, nona nella precedente classifica, e appena undicesimo il Milan, per la prima volta fuori dal salotto buono degli affari del calcio continentale.
Nella top 20 ci sono anche: Borussia Dortmund (261,5), Milan (249,7), Tottenham (215,8), Schalke 04 (213,9), Atletico Madrid (169,9), Napoli (164,8), Inter (164), Galatasaray (161,9), Newcastle (155,1) e infine l'Everton che rappresenta la new entry tra le big inglesi con i suoi 144,1 milioni di fatturato.
La fotografia del declino del football tricolore è nel confronto con l’edizione 2001 dell’indagine firmata da Deloitte (quest’anno ha tagliato il traguardo numero 18).
In appena 13 anni il sistema-Italia ha perso competitività (erano cinque i club della serie A nelle prime dieci posizioni) e il divario tecnico-sportivo con il resto dell’Europa si sta sempre più allargando. Non è un caso, infatti, che solo la Juventus riesca, anche se a fatica, a reggere il passo delle altre società inglesi, spagnole, tedesche e francesi. E’ l’unica realtà ad aver patrimonializzato lo stadio di proprietà e ad averlo trasformato in un asset, capace di generare, ogni anno, ricavi nelle diverse aree di riferimento.
Attenzione, però, perché tra i ricchi del calcio sta andando in scena una rivoluzione veloce che ha portato alle spalle del Real la corazzata Manchester United e che entro un paio di anni potrebbe far registrare il clamoroso sorpasso al vertice. In generale è la Premier League che fa il balzo maggiore, portando ben 5 società nelle prime 10 e addirittura 20 nelle prime 40.
Il Manchester United è la società europea con il maggiore tasso di crescita economica in appena una stagione. La realtà inglese, non solo ha centrato il secondo posto della classifica (nel 2012/13 si è fermata al quarto gradino della indagine), ma ha generato una differenza positiva pari a 96 milioni di euro (da 423,8 milioni a 518 milioni di euro). Neppure il Real Madrid, con i suoi 549,5 milioni, è stato capace di centrare un simile obiettivo. Lo sviluppo del fatturato è più contenuto, nell’ordine dei 31 milioni di euro.

 ECCO LA CLASSIFICA DEI PRIMI 20 CLUB EUROPEI PER FATTURATO 
1) REAL MADRID 549,5 milioni
2) MANCHESTER UTD 518,0 milioni
3) BAYERN MONACO 487,5 milioni
4) BARCELLONA 484,6 milioni
5) PSG 474,2 milioni
6) MANCHESTER CITY 414,4 milioni
7) CHELSEA 387,9 milioni
8) ARSENAL 359,3 milioni
9) LIVERPOOL 305,9 milioni
10)JUVENTUS 279,4 milioni
11) BORUSSIA DORTMUND 261,5 milioni
12) MILAN 249,7 milioni
13) TOTTENHAM 215,8 milioni
14) SCHALKE 213,9 milioni
15) ATLETICO MADRID 169,9 milioni
16) NAPOLI 164,8 milioni
17) INTER 164,0 milioni
18) GALATASARAY 161,9 milioni
19) NEWCASTLE 155,1 milioni
20) EVERTON 144,1 milioni

2 commenti:

Stefano ha detto...

Ricordiamoci che Barcellona e Real sono finanziate dalle banche, il PSG e il City dagli sceicchi, il Chelsea da Abramovich, Bayern e United sono a tutti gli effetti delle multinazionali.
Per le italiane è difficile competere.

Salvatore ha detto...

Bayern e United sono delle multinazionali perché i dirigenti sono stati bravi a monetizzare al massimo. Tra sponsor, merchandising, stadio di proprietà e via discorrendo, si sono creati delle solide basi economiche.

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