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venerdì 7 novembre 2014

REAL, UN SANTIAGO BERNABEU DA SCEICCHI

Sono i ‘nuovi magnati’ del calcio, gli sceicchi, i quali a suon di ingenti capitali, improponibili per la maggior parte dei classici proprietari, stanno saccheggiando il vecchio continente calcistico.
Un’onda lunga che sta invadendo l’Europa e che ne destabilizza i parametri di compravendita, inquinando un mercato dettando tempi, nomi e soprattutto prezzi.

Oggi, il panorama è stato totalmente stravolto : in Italia ci si costringe alla filosofia della spendig review (in primis l’Inter, ma una strada battuta anche da Milan, Roma, Napoli, Lazio, Juventus); in Bundesliga il rigore economico è attivo da tempi non sospetti, da quel 2006 in cui la Germania ospitò i Mondiali che si trasformarono in un ponte perfetto per la ricostruzione di un sistema calcistico oggi vincente e virtuoso; in Spagna la crisi è appena iniziata anche se si fa di tutto per nasconderla dietro le strepitose vittorie della Nazionale spagnola del Triplete, Europei-Mondiali-Europei, copertina un po’ troppo corta seppur di pregio visti i debiti economici in cui resta la Liga oramai sommersa da oltre 5 milioni di euro di debiti (interessi inclusi) nei confronti dello Stato e, soprattutto, delle banche.

Insomma, un disastro quasi totale dal quale emergono gli sceicchi con milioni di contanti in mano, il perfetto passapartout per uscire dai propri confini ed arrivare in Europa conquistandosi la giusta visibilità, amplificandone affari e progetti.
In principio fu l’Arsenal, radendo al suolo Highbury, diede vita all’Emirates Stadium. Successivamente e consequenzialmente il competitor Etihad ha fatto altrettanto con lo stadio del Manchester City, club di medio cabotaggio prima dell’avvento dello sceicco Mansour.
Ultima in ordine cronologico è la notizia che i Galaticos del Real, hanno ceduto al fascino della primavera araba ormai sempre più presente nel calcio europeo che conta.
I Blancos hanno siglato una partnership di lungo periodo con l’International Petroleum Investment Company (Ipic), fondo d’investimento di Abu Dhabi, cui fa capo tra l’altro il veicolo di investimento Aabar (primo azionista della banca italiana Unicredit). L’accordo contribuirà a finanziare la ristrutturazione dello stadio del Bernabeu, un progetto da 400 milioni di euro che prevede la costruzione di un tetto artificiale e di un nuovo anello entro il 2017.
“E’ l’inizio di una relazione di lungo periodo e di una forte alleanza che ci permetterà di affrontare una delle più grandi sfide: fare del Santiago Bernabeu l’impianto migliore del mondo”, ha dichiarato il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, in una conferenza stampa tenutasi oggi alla presenza delle grandi star del Real, tra cui Iker Casillas, Cristiano Ronaldo, Marcelo, Pepe e Gareth Bale.
Khadem Al Qubaisi, direttore generale dell’Ipic, ha confermato la validità dell’intesa, non solo per l’obiettivo di ristrutturare lo stadio, ma anche per esportare il marchio e il patrimonio calcistico del Real in tutto il pianeta.
Il Real Madrid originariamente intendeva finanziare la ristrutturazione dello stadio vendendo i diritti sul nome e attraverso un’emissione obbligazionaria tra i soci del club. Ma con l’accordo con l’Ipic sarà possibile realizzare musei, promuovere scuole calcio e fornire anche “i mezzi commerciali” per contribuire a ristrutturare il Bernabeu. La ricostruzione prevede una nuova facciata esterna con l’aggiunta di un hotel e un centro commerciale.
L'Estadio Santiago Bernabéu ideato dall'architetto José María Castell ed originariamente chiamato Nuovo Stadio Chamartin, fu inaugurato il 14 dicembre 1947 e fu ribattezzato con l'attuale nome il 4 gennaio 1955 in onore del grande presidente Santiago Bernabéu. E’ stato ristrutturato l’ultima volta in occasione della Coppa del Mondo 1982.
Il punto di forza del Real è la capacità di generare profitti sui mercati esteri, lontani dai problemi che l’economia spagnola ha incontrato negli ultimi anni. E il primo sponsor, in termini di importanza, arriva proprio dall’estero, più precisamente gli Emirati, Fly Emirates.
La geografia del miglior calcio europeo è sempre più condizionata dal budget o dai piani industriali stabiliti a Doha, Abu Dhabi, Mosca o Baku. Tanto che viene da chiedersi se questa presenza estera non sia anche un modo per entrare dalla porta principale, o ammorbidire la presenza, nel cuore dell’economia continentale.
Detto questo,ci si interroga in Italia riguardo lo Juventus Stadium. Il nuovo impianto che ospita le gare casalinghe di Madama, il primo di proprietà in Italia, è stato inaugurato oltre 3 anni fa ma ancora la Sportfive, società che ha ottenuto il diritto alla vendita dei naming rights fino al giugno 2023 per 75 milioni di euro, non ha trovato un partner interessato.
 Marco Ianne 

4 commenti:

Faccettasport ha detto...

Complimenti per tutti gli articoli, sono tutti interessanti e pieni di curiosità, continua così!

Stefano ha detto...

Un grande affarone per gli sceicchi. Il Real Madrid rimane una macchina da soldi abbastanza prolifica.

M.Ianne ha detto...

Grazie a faccetta per gli elogi. Rispondendo a stefano : dovremmo iniziare ad emulare anche noi il modello real, almeno per un paio di società, per esportare il nostro prodotto al difuori dei soliti canali ed agevolare investitori stranieri con modifiche strutturali.

Entius ha detto...

Esportare il nostro prodotto? Quale? Il calcio italiano? Gli stadi obsoleti?
Il problema è che bisogna avere un buon prodotto prima di poterlo esportare. Faccio l'esempio dell'Inter. Thohir vorrebbe esportare il prodotto "Inter" nei mercati asiatici e non solo. Ma questa Inter a fatica trova interesse in Italia, figuriamoci in Asia.

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