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venerdì 21 novembre 2014

Il Parma e la spensieratezza degli errori virtuosi

Hernan Crespo, Sebastian Veron, Faustino Asprilla, Luigi Apolloni, Enrico Chiesa, Lilian Thuram, Dino Baggio, Hristo Stoichckov, Tomas Brolin, Lorenzo Minotti e Massimo Crippa. Non è certamente l’undici iniziale della squadra allenata dal mister Donadoni, ma vecchie glorie che hanno costellato il firmamento dei ducali. La storia moderna della squadra parmense, inizia in un clamoroso derby contro la Reggiana nel 27 Maggio 1990. A stagione in corso, dopo un brillante avvio della squadra, l ’ indimenticato presidente Ernesto Ceresini, viene meno sconvolgendo l’intera compagine locale. Il contraccolpo dura qualche gara, ma la squadra rimonta e coglie nella partita più significativa,proprio il sopracitato derby,il tanto desiderato quarto posto, utile per la prima promozione in Serie A della sua storia, con una giornata di anticipo. Dopo la promozione in serie A, la società diviene proprietà della multinazionale di Collecchio, la Parmalat di Calisto Tanzi. Alla presidenza della squadra viene chiamato Giorgio Pedraneschi.
Da neopromosso, il Parma esordisce in Serie A con un sesto posto finale che gli consentirà di esordire in Europa nella Coppa U.E.F.A.. La stagione successiva conquista il primo trofeo nazionale della sua storia: la Coppa Italia. L'anno dopo il Parma conquista il primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, vincendo in finale per 3-1 contro l'Anversa a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi). Gli acquisti di Faustino Asprilla prima e di Gianfranco Zola poi, confermano la voglia di vincere del club e della proprietà. Il Parma conquista nel febbraio del 1994 la sua prima Supercoppa europea, battendo a San Siro il Milan 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all'andata 1-0 in casa.
La stagione 1994-1995 è caratterizzata dalla strabiliante vittoria della Coppa UEFA, nella doppia finale con Dino Baggio marcatore in entrambe le gare. Nella stagione 1995-1996 arriva il Pallone d'oro, Hristo Stoičkov, che però delude. Al termine di una stagione sotto tono, si chiude il ciclo di Nevio Scala, e di Giorgio Pedraneschi, sostituito poi da Stefano Tanzi, figlio di Calisto. 
 Con l'allenatore (ed ex giocatore gialloblù) Carlo Ancelotti, arrivano il giovane argentino Hernán Crespo ed Enrico Chiesa. Nel 1996-97 il Parma chiude secondo dietro la Juventuscon la prima qualificazione per la Coppa dei Campioni (Champions League) 1997-1998, in una stagione in cui si affermeranno le qualità difensive del francese Lilian Thuram e dei giovani Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon. Nel 1999 con l'arrivo di Alberto Malesani in panchina, il Parma si aggiudicherà la Coppa UEFA battendo l'Olympique Marsiglia per 3-0 (reti di Crespo, Chiesa e Vanoli), e la Coppa Italia superando la Fiorentina dopo un 1-1 interno (gol di Crespo) ed un 2-2 a Firenze (ancora di Crespo e Vanoli le marcature). La stagione 1999-2000 si apre con la vittoria in Supercoppa Italiana, 2-1 contro il Milan a San Siro, rete allo scadere di Alain Boghossian. Sono anni fantastici, anni di dominio nazionale ed in campo europeo. Gli anni d’oro della laboriosa provincia italiana. Ma proprio come cita un detto parmense : Ricordot che quand a t’ vè su ‘na pianta, con pu a t’ ve in alta, con pu i, broch i diventon sutil e con pu a te ‘t zlontan da tera… (ricordati che quando sali su un albero, più vai su, più i rami diventano sottili e tu ti allontani da terra) Su e giù, come nelle più spericolate montagne russe, alla velocità della luce. In queste poche parole scarne e lapidarie, ma terribilmente concrete ed indicative, l’epopea del grande Parma, una piccola cittadina ed una sua squadra di rappresentanza salite alla ribalta come tante altre volte è accaduto nella variopinta storia del nostro calcio. Domenico Barili, grande stratega di marketing della società della famiglia Tanzi, asseriva convinto: “Nel calcio il vero sponsor della squadra è il suo presidente o proprietario. Il giorno in cui il presidente della squadra sarà anche il presidente della società che riproduce il suo marchio sulle maglie, avremo il primo esempio di sponsorizzazione perfetta”. Il Parma che si presenta per la prima volta ai nastri di partenza del massimo campionato di calcio è, appunto, il primo esempio della “sponsorizzazione perfetta”. Un plot perfetto, una scalata programmata nei minimi dettagli che conosce un periodo di riconoscimenti ma in special modo, trofei. Sempre Barili “Quasi tutti i telecronisti stranieri chiamavano la squadra Parmalat, non Parma. Questo è un errore virtuoso che piace molto all’azienda”. In una frase la descrizione di quello che per il Parma è il punto di non ritorno. L’apice è stato toccata, ma nessuno lo sa. A tutti, società, squadra, città, manca la grande conquista, che però tarda e tarderà ad arrivare: lo scudetto, per Parma ed il Parma, resterà per sempre una chimera. Lo diventa a maggior ragione a partire dalla stagione 1999/2000, che dopo l’esaltante prologo sopra citato, riserva una serie di delusioni infinite: fuori dalla Champions ai preliminari, fuori dalla lotta scudetto fin da subito, fuori dall’Uefa, fuori dalla Coppa Italia e sconfitta finale con l’Inter nello spareggio per la Champions dell’anno successivo. E tutto ciò, nonostante gli acquisti di Sartor, Ortega e Di Vaio, che però fanno da ben poco edificante contrappeso alle cessioni illustri di Veron e Chiesa. Il ridimensionamento è cominciato, e nella stagione 2000/2001 la campagna acquisti sforna un nuovamente panettone che sa poco di dolce e molto di bruciato: ci vogliono infatti tre allenatori per far fruttare gli acquisti di Sergio Conceicao, Almeyda, Lamouchi, Micoud, Milosevic e Junior, controbilanciate però dalla cessione di Crespo alla Lazio. Le dimissioni di Stefano Tanzi, del gennaio 2004, chiudono un'epoca. Le tristi immagini delle lacrime di dolore del giovane patron al momento dell'addio suonano quasi a beffa per tutti i piccoli investitori completamente rovinati dalle magagne economiche dei vertici di Collecchio e per tutti i tifosi gialloblù, che in pochi anni hanno imparato a vivere ed a credere nelle favole e che si ritrovano, di colpo, protagonisti di un incubo non solo sportivo.
20 Novembre 2014. Hernan Crespo, Sebastian Veron, Faustino Asprilla, Luigi Apolloni, Enrico Chiesa, Lilian Thuram, Dino Baggio, Hristo Stoichckov, Tomas Brolin, Lorenzo Minotti e Massimo Crippa. Eccoci nuovamente all’undici iniziale. Il crac Parmalat è stato il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio di una società europea. Scoperto solo verso la fine del 2003, affonda le sue radici agli inizi degli anni Novanta. Il buco lasciato dalla società con sede a Collecchio e mascherato dal falso in bilancio, si aggirava sui 14 miliardi di euro; al momento della scoperta se ne stimavano circa 7. Ad oggi risale la sconvolgente notizia di accusa per bancarotta fraudolenta. Secondo la Procura di Parma, avrebbero contribuito, sino al 2003, a distrarre tramite contratti di avrebbero contribuito, sino al 2003, a distrarre tramite contratti di sponsorizzazione fittizi per complessivi 10 milioni di euro ed 11 milioni di dollari. In tutto sono 26 gli imputati. Il gup Alessandro Conti dovrebbe decidere sul rinvio a giudizio anche dei sopracitati grandi campioni del Parma.Tra i 26 indagati figura anche Luca Baraldi, all'epoca direttore generale del club emiliano ed oggi in procinto di rientrare nella compagine crociata in appoggio a Ghirardi e Leonardi. Gli altri imputati sono Giorgio Scaccaglia, Alessandro Chiesi, Paolo Tanzi, Maurizio Bianchi, Antonio Bevilacqua, Oreste Luciani, Alberto Maurizio Ferraris, Fabrizio Larini, Enrico Fedele, Bruno Rastelli, Mariano Grimaldi, Gustavo Mascardi, Stanislao Grimaldi e Gustavo Mascardi, oltre a Domenico Barili, Bruno Rastelli e Alberto Ferraris che hanno chiesto il patteggiamento. Ad un aggiungersi al mosaico di un thrilling quasi perfetto, va menzionato l’intricata situazione dell’establishment societario, con a capo il presidente Ghirardi, e il difficile momento sportivo meramente in riferimento alle prestazioni della squadra. Il club emiliano, non sarebbe stato in grado di onorare completamente la scadenza rischiando così ora una penalità in classifica secondo quanto indicato dai regolamenti della Lega Calcio. In queste ore i giocatori avrebbero avuto la rassicurazione solo del pagamento di una mensilità. Nonostante tale situazione ed i ritardi nei pagamenti di stipendi e ritenute irpef, il club di Ghirardi ha preso una posizione ufficiale sul suo sito internet spiegando a che punto sono le trattative per la cessione della società. Il Parma al petroliere albanese Rezart Taci, ipotesi aleggiata, ma appunto, mai confermata. La trattativa nelle ultime ore si sarebbe raffreddata ma resta aperta anche per la volontà dei soci di minoranza del club crociato di arrivare in tempi brevi alla cessione dell’intero pacchetto azionario. In queste ore però, si sarebbe nuovamente fatta avanti una nuova cordata proveniente dal Qatar operante nel settore dei petroli con importanti mediatori italiani. Secondo quanto riportato da Tv Parma, sarebbe stata presentata anche una lettera di intenti per l’acquisizione della società.

L’indiscrezioni circa l’offerta qatariota è arriva un po’ a sorpresa visto che l’intesa tra Ghirardi e Taci sarebbe ormai stata raggiunta sulla base di un’offerta di 25 milioni di euro per l’acquisizione del pacchetto di maggioranza del club, nonché l’impegno dell’imprenditore albanese ad accollarsi le scadenze più imminenti. Nel comunicato ufficiale del presidente, egli aveva garantito personalmente : "Andiamo avanti". “L'apertura della società verso un'ipotesi di cessione del club, dettata dalla forte delusione e sfiducia generata all'indomani dell'esclusione dall'Europa League, per motivazioni che ancora oggi non sono state chiarite, ha fatto sì che, negli ultimi mesi, siano giunte numerose manifestazioni di interesse da parte di investitori italiani e stranieri, desiderosi di potersi confrontare con il campionato di Calcio di Serie A, mediante l'ingresso in Parma Fc", aggiungono dalla società in una nota. "Alcune di queste manifestazioni di interesse si sono tradotte in concrete trattative. In particolare, una di queste - quella più avviata risalente al recente mese di ottobre - è stata oggetto di un approfondito confronto riguardante la situazione economica e patrimoniale della società", le ulteriori dichiarazioni rilasciate. A distanza di anni, chi doveva essere punito viaggia ancora sui lentissimi binari della macchina giudiziaria italiana, mentre il Parma, il nuovo Parma di Ghirardi , quasi faceva sognare come ai vecchi tempi, ma forse siamo nuovamente ad un svolta trascendentale. La città trema nuovamente. Auguriamo loro, un’immediata risoluzione, poiché la Serie A, necessita di una virtuosa provincia italiana.


1 commento:

Mattia ha detto...

Non é un buon momento per il Parma. Né dal punto di vista sportivo, né da quello societario ed economico. Speriamo che riusciamo a risollevarci al più presto.

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