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martedì 21 ottobre 2014

DJORDJEVIC, IL CESTISTA PRESTATO AL CALCIO

 CLASSE A – Analisi e commenti sul Campionato Italiano 
Alla settima di campionato si possono iniziare a fare due conti sulla stagione in corso : prestazioni, rendimenti, analisi, motivazioni, possono saltare le prime panchine ( già avvenuto, in quel di Verona, sponda Chievo) ma vogliamo soffermarci sull’andamento della classifica marcatori di Serie A.
Argentina, Spagna, Giappone. Carlitos Tevez, Jose Maria Callejon, Keisuke Honda. Un strano trio. Storie diverse, nazionalità diverse, club d’appartenenza differenti, l’ unico denominatore comune è l’istinto infallibile in area di rigore. In coabitazione al primo posto, a pari merito con sei segnature ciascuno sono questi i nostri goleador nazionali. Ecco si iniziamo analizzando il “nazionali”. Appare piuttosto evidente che di Italia in questo terzetto c’è ben poco. A ben dire ci ritroviamo in un campionato sempre più esterofilo. Così, in concreto, quest’estate sono arrivati 78 nuovi stranieri e soltanto Empoli e Sassuolo si sono limitati a fare affari sul mercato interno.

Una nuova ondata che, inevitabilmente, ha tenuto basso il numero di italiani schierati. Casualmente gli stessi dati di un anno fa.

Con le sole differenze che i titolari stranieri sono saliti da 119 a 121 e che la babele multirazziale della serie A è subito stata da record con calciatori provenienti da tutti i cinque continenti e da ben 41 nazioni, dall’Australia alla Moldavia, dall’Islanda al Mali, dal Giappone alla Georgia. Ben 11 club su 20 hanno utilizzato più stranieri, con la Fiorentina che contro la Roma ha addirittura fatto il pieno di titolari esteri.
Tornando all’attualità e tralasciando per un attimo i tre tenori, se scendiamo un gradino sotto, troviamo una gradevole sorpresa.
Difficile ora pronosticare chi sarà l’erede in vetta alla classifica marcatori dello scugnizzo Ciro Immobile, volato in Bundesliga, ma le statistiche possono aiutare a capire chi abbia più o meno margine tra i giocatori che hanno iniziato la stagione con il piede caldo. Ciò che riguarda la percentuale realizzativa (tiri effettuati) notiamo che invece sono in cima José Maria Callejon e Antonio Di Natale, tornato a segnare come sul finire della scorsa stagione e con percentuali simili (ovvero quelle degli anni migliori) I dati che vi proporremo saranno privi del conteggio dei rigori trasformati, in modo da rendere la statistica più omogenea. Per l’attaccante dell’Udinese e l’esterno del Napoli, la percentuale realizzativa è addirittura dell’80%, contro il 50% di Tevez. Al secondo posto si piazza poi la sorpresa Vazquez del Palermo con il 75%, mentre in coda è Menez con il 20% (il francese ha segnato 2 gol su 3 dal dischetto). Passando alla percentuale realizzativa totale, resta in testa Di Natale, coadiuvato da un’altra sorpresa del nostro campionato, l’attaccante dell’Empoli Manuel Pucciarelli. Questa strana coppia viaggia al 33,3%, ha quindi segnato quasi con un tiro su tre.
Al 30% si attestano Antonio Cassano e Alessandro Matri. Ancora una volta in coda Menez, con invece Pablo Daniel Osvaldo da tenere d’occhio in virtù del suo 28,57%.
Cio che invece ci dice qualcosa in più sulla qualità delle soluzioni che cercano i calciatori esaminati, ovvero i tiri in porta. Troviamo ancora Pucciarelli, avanti con un impressionante 77,78%, superiore anche al già ottimo 53,33% del laziale Filip Djordjevic. Numeri di cui tenere conto ampiamente, specie nel caso di quest’ultimo. Perché l’attaccante biancoceleste ha già prodotto una quantità di tiri elevata (15). Vera rivelazione è proprio lui.
Se il tuo cognome è Djordjevic, la nazionalità serba e sei nato a Belgrado, l’equazione logica ti induce a pensare al basket.
Aleksandar Sasha Djordjevi, playmaker simbolo per un’intera generazione di futuri cestisti di origine slava. I centimetri a Filip non mancano, ma lui, di Djordjevic, preferisce il calcio. Cresciuto calcisticamente nella Stella Rossa, affermatosi in Francia in forza al Nantes, quest’estate ha avuto l’occasione della vita, arrivare a Roma e strappare il posto a Miro Klose. Una tripla, insomma.
Grande prestanza fisica, doti tecniche standard ma fiuto del gol implacabile. Al Nantes è arrivato a venti reti in campionato, ma era Ligue 2. In prima serie il suo record è di dieci, siglato lo scorso anno, in una stagione altalenante, costellata da fastidiosi infortuni. Aveva iniziato forte anche quest’anno nelle amichevoli estive, poi un piccolo stop per un problema, ma ora Djordjevic sta bene. Forma smagliante. Cinque goal fino ad ora e una prospettiva di crescita impressionante. Tripletta col Palermo, gol al Sassuolo e, domenica, la rete che ha messo all’angolo la Fiorentina e lanciato la Lazio verso la conquista dell’Europa.
Preso a parametro zero quest'estate dalla premiata ditta Tare-Lotito, è arrivato in punta di piedi e con un curriculum che non faceva ben sperare. ora le perplessità sono del tutto sparite. Pioli lo esalta: "Fin dall'inizio sono stato colpito da Djordjevic, ha tanta voglia e grandi qualità" e Lotito già sogna una sostanziosa plusvalenza.
Prossimo top scorer della classifica marcatori ? Prossimo Re e beniamino della città a tinte biancocelesti ? Sarebbe una grossa soddisfazione, quasi quanto una tripla decisiva al suono della sirena.
 MARCO IANNE 

1 commento:

Stefano ha detto...

Sostituire Klose non è cosa semplice. Per il momento ci sta riuscendo bene, ma i conti si fanno a fine stagione.

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