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lunedì 20 ottobre 2014

NOVANTA MINUTI CHE FANNO BEN SPERARE PER IL FUTURO

Alla fine, quasi paradossalmente, mi viene da dire che la differenza l’ha fatta il gol non segnato nel primo tempo. Avessimo concretizzato meglio il possesso palla e il dominio a tutto campo della prima frazione, ora saremmo qui a discutere di una grande partita dell’Inter e di una meritata vittoria.
Perché, non me ne vogliano i tifosi napoletani, credo che ai punti l’Inter meritasse la vittoria molto più del Napoli che (altro paradosso) ci è andato molto più vicino dell’Inter.
Invece siamo qui a discutere di una soddisfazione a metà. Da un lato non possiamo che essere soddisfatti della bella gara che ha giocato l’Inter, dall’altro lato rimane l’amarezza per una vittoria che doveva arrivare e non è arrivata.
Nel pre-partita chiedevamo una prestazione d’orgoglio, auspicavamo che i nostri ragazzi mettessero in campo cuore, grinta e concentrazione. E siamo stati accontentati. L’Inter del primo tempo è stato il prototipo grezzo (quindi ancora da perfezionare) della squadra che vorremmo vedere, con possesso palla, pressing, giocatori che si trovano al posto giusto.
Eccezionale Ranocchia nell’impostare il gioco, superbo Kovacic a centrocampo sempre più leader convinto dei suoi mezzi (e stiamo parlando di un ventenne), bene Palacio, sempre prezioso con i suoi movimenti, sorprendente Obi che sulla destra ha fatto benissimo entrambe le fasi. Insomma l’Inter del primo tempo ha impressionato davvero (peccato, scusate se sono logorroico, per il gol che non è arrivato).
Nella ripresa è arrivato inevitabilmente il calo. Anche perché bisogna pur sempre fare i conti con l’avversario e il Napoli si è svegliato durante l’intervallo. Ma nonostante una seconda frazione sottotono dobbiamo registrare comunque una grande reazione d’orgoglio da parte dei nostri ragazzi, bravi a rimontare per due volte lo svantaggio. E se dopo il primo gol di Callejon c’era un minimo di speranza, quando è arrivata la beffa al 90esimo in pochi speravamo e credevamo che l’Inter potesse nuovamente raddrizzare la gara. E invece c’è riuscita alla grande.
Mi voglio augurare che in questa trasformazione ci sia la mano di Mazzarri. Il tecnico livornese gode della fiducia illimitata di Thohir ma non della tifoseria nerazzurra (per dire, ieri sera in alcuni gruppi di interisti su Facebook c’erano commenti tutt’altro che positivi nei suoi confronti). Spero che sia lui l’artefice della metamorfosi nerazzurra. Visto che dobbiamo proprio tenercelo, almeno abbiamo la consolatoria certezza che qualcosa di buono è capace di farla e che magari nell’immediato futuro tutti dovranno ricredersi riguardo alle sue capacità (sono 16 mesi che ci spero, finora vanamente).
Guardi la prestazione di ieri sera ed inevitabilmente ti incazzi. Perché avessimo giocato così anche nelle precedenti sei gare, ora la nostra classifica avrebbe ben altro aspetto.
Sarebbe bastato mettere in campo la metà della determinazione e della grinta vista ieri sera contro Torino e Palermo per portare a casa i tre punti senza problemi. Avessimo messo la stessa grinta nel voler rimontare lo svantaggio contro Fiorentina e Cagliari magari saremmo riusciti a strappare un punticino o almeno un risultato meno catastrofico.
Invece niente. Vabbè, pazienza. L’importante ora è che si dia un seguito a questa ottima prestazione. Speriamo che non sia stata un’oasi nel deserto e che contro Cesena, Sampdoria e Parma (giusto per citare i prossimi tre impegni) si ripeta la gara di ieri sera, magari migliorando anche in zona gol.
L’Inter vista ieri sera non merita il decimo posto. Ma per risalire la china le prestazioni delle prime sei giornate devono essere un ricordo lontano, molto lontano.

3 commenti:

Tifosi_si_nasce ha detto...

Ma l'Inter è imprevedibile, oggi ha giocato bene, magari domenica con il Cesena finisce male...

Entius ha detto...

Ed è proprio questo che mi fa preoccupare: l'imprevedibilità dell'Inter. Magari fra sette giorni col Cesena giochiamo come contro il Cagliari...

Mark della Nord ha detto...

Questa storia dell'imprevedibilità non regge.
Eravamo imprevedibili quando c'erano Mancini e Mourinho?
E con quei giocatori che nel loro ruolo erano tra i miglioro al mondo?
Si poteva giocare male (e perdere) qualche partita, come è naturale che sia.
Ma tutte le altre si vincevano.
Allenatore + giocatori: questo è il binomio vincente.
E, per il momento, non abbiamo il primo e circa i secondi forse soltanto 4-5 possono chiamarsi tali.
L'imprevedibilità è un alibi per far gongolare nostri detrattori.
In particolare quelli che vincono perché ricevono aiuti macroscopici ad ogni partita.
E credono di essere i più forti.
Ogni riferimento non è puramente casuale.

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