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mercoledì 28 maggio 2014

MILAN, SUPERPIPPO RISOLLEVERA' LE SORTI ROSSONERE?

Ormai manca solo l’annuncio ufficiale. Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore del Milan. Bocciato dunque dopo quattro mesi Clarence Seedorf, arrivato a gennaio con la prospettiva di aprire un ciclo rossonero e liquidato senza tanti complimenti dopo pochi mesi. Non è bastato all’olandese fare un girone di ritorno di gran lunga migliore dell’andata di Allegri.
I rapporti tra l’ex centrocampista e la dirigenza si erano inclinati da tempo e già da tempo si ipotizzava che il matrimonio felice fosse già giunto alla fine. Molti i nomi ipotizzati prima di arrivare ad Inzaghi, da Prandelli (che però ha preferito rimanere alla guida della Nazionale), al suggestivo ritorno di Ancelotti, all’idea Emery tramontata subito.

Alla fine si è virato su Inzaghi che già a gennaio era stato sul punto di fare il grande salto. La squadra rossonera passa dunque nelle mani dell’attuale tecnico della Primavera per un’operazione a metà tra l’affare Stramaccioni-Inter (tecnico della Primavera promosso in prima squadra) e quello Conte-Juventus (giocatore simbolo della squadra che diventa allenatore).
Un’operazione che comporta non pochi rischi. Un conto è allenare dei ragazzi, altro riuscire ad imporsi con dei campioni. L’esperienza soprattutto quando si allena una grande squadra è un fattore importante e spesso decisivo. E’ vero che Inzaghi non corre il rischio di essere abbandonato a sé stesso come avvenne con Stramaccioni all’Inter, per esempio. Il futuro tecnico rossonero può contare su una società pronto a difenderlo a spada tratta e, di conseguenza, su un nutrito gruppo di “amici” della carta stampata.

L’idea che un tecnico giovane prenda in mano una squadra e riesca a condurla alla vittoria mi affascina e credo che la cosa faccia piacere a molti. Ma un conto è prendere in mano l’Udinese e condurlo alla qualificazione in Europa League o condurre il Chievo alla salvezza. Ben altra storia riuscire a vincere lo scudetto con il Milan. Perché è inutile nascondersi, quando si tratta di grandi club si parla sempre di obiettivi minimi (la qualificazione Champions piuttosto che il quinto posto) ma è chiaro che l’obiettivo principale rimane sempre quel triangolino verde-bianco-rosso.
Tanto più che, inutile nascondersi, il mercato rossonero negli ultimi anni langue parecchio e la prossima finestra di mercato non promette niente di buono. Al di là delle proprie colpe non si può negare che Allegri prima e Seedorf dopo non hanno certo potuto disporre di una rosa “da Milan”. E stessa sorte capiterà a Inzaghi il quale dovrà cercare di fare le nozze con i fichi secchi (si dice così, giusto?) e per di più col il serio rischio di dover fare a meno di Balotelli che, volente o nolente, rappresenta l’unico giocatore di un certo spessore in questo Milan (aspettando El Shaarawy…).
Credo che il compito che spetta SuperPippo è abbastanza arduo. Lui che per anni ha fatto gioire il popolo rossonero è chiamato a far tornare il sorriso ai tifosi milanisti. Ci riuscirà? E’ presto per dirlo. Noi gli auguriamo in bocca al lupo, ne avrà sicuramente bisogno.


3 commenti:

Michele ha detto...

Poche idee e ben confuse. Questo è il motto rossonero in questo momento. Si va a tentativi nella speranza di azzeccare la mossa giusta. Ma senza programmazione e senza un mercato adeguato, hai voglia di cambiare allenatori come fossero calzini...

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Dall'esterno l'esonero di Seedorf è davvero incomprensibile, l'impressione è che sia stato dettato da motivi extracalcistici...
Inzaghi sarà tutto da valutare, certamente lo aspetta un compito non facile, dire adesso se può essere un altro Montella o l'erede di...Stramaccioni credo sia impossibile...ciao!

Stefano ha detto...

La grande confusione che regna in casa rossonera é anche frutto dell'incertezza a livello dirigenziale. Non si riesce più a capire chi "comanda" tra Galliani e Barbara Berlusconi. Non a caso mi pare di ricordare che Seedorf fu sponsorizzato da Barbara mentre Inzaghi piace a Galliani.

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