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mercoledì 15 maggio 2013

CHELSEA, ANCORA UN ALTRO IMMERITATO TRIONFO

EUROPA LEAGUE - FINALE
BENFICA-CHELSEA 1-2
60' Torres - 68' Cardozo (rig.) - 93' Ivanovic

BENFICA (4-2-3-1): Artur; A. Almeida, Luisao, Garay (dal 32’ s.t. Jardel), Melgarejo (dal 20’ s.t. John); Matic, Perez; Salvio, Rodrigo (dal 20’ s.t. Lima ), Gaitan; Cardozo. 
(Lopes, Urreta, Gomes, Aimar).
All.: Jesus.
CHELSEA (4-2-3-1): Cech; Azpilicueta, Cahill, Ivanovic, Cole; Luiz, Lampard; Ramires, Mata, Oscar; Torres.
(Turnbull, Ferreira, Marin, Ake, Mikel, Benayoun, Moses).
All.: Benitez .
ARBITRO: Kuipers .

Il Chelsea gioca un pessima finale, meriterebbe di perdere ma alla fine trionfa. Vi sembra una storia già letta? Avete ragione, è la storia della finale di Champions League dello scorso anno. Ed è anche la storia della finale di Europa League disputatasi questa sera.
All’Amsterdam Arena i Blues conquistano la coppa sul gong finale, con un colpo di testa di Ivanovic al minuto 93 quando ormai tutti aspettavano i supplementari. Una vittoria immeritata per quello che si è visto in campo nei 90 minuti di gioco.
Il Benfica, arrivato a questo appuntamento dopo aver eliminato Bayer Leverkusen, Bordeaux, Newcastle e Fenerbahce, ha a lungo comandato il gioco, creando anche le occasioni più pericolose, specie nel primo tempo e meritando ampiamente di andare in vantaggio. La squadra londinese, invece, dopo aver fatto fuori Sparta Praga, Steaua, Rubin e Basilea, ha fatto fatica per buona parte della gara, ma trovando il gol dell’immeritato vantaggio al 60esimo.

Per fortuna i lusitani sono riusciti a trovare il meritato pareggio dopo 8 minuti grazie ad un tocco ingenuo di mano di Azpilicueta in area. Rigore netto. Dal dischetto ci ha pensato Cardozo (tra i migliori dei suoi) a ristabilire l’equilibrio.
Da quel momento in poi la gara ha cambiato inerzia e possiamo dire senza ombra di dubbio che nella mezzora finale le due squadre se la sono giocata alla pari. Il match meritava di andare ai supplementari ma, come detto, un gol di Ivanovic in pieno recupero manda in visibilio i supportes inglesi e getta nello sconforto quelli lusitani.
Il Chelsea è la prima squadra nella storia a concedersi il double Champions-Europa League. Un bel regalo d’addio da parte di Rafa Benitez che lascia lo Stamford Bridge da vincente. Sebbene, come già sottolineato, al pari della Champions League conquistata 12 mesi fa non è di sicuro un trionfo meritato.
Per in Benfica invece continua la maledizione di Bela Guttman. Il tecnico ungherese che portò il Benfica in cima all'Europa nel '62, andandosene dal club, si fece uscire di bocca un tremendo anatema: "non vincerete più una finale per i prossimi 100 anni". Siamo arrivati a 51. E le altre 7 possibilità per rompere il sortilegio internazionale, prima di stasera, erano andate tutte male (2 finali perse col Milan, 1 con Inter, Manchester Utd e Psv Eindhoven in Coppa dei Campioni, 1 con l'Anderlecht in Coppa Uefa, 1 col Santos nell'Intercontinentale).
Quest'ultima sconfitta, al 93', arriva pochi giorni dopo aver perso, sempre in pieno recupero, lo scontro diretto con il Porto, che ha consentito alla squadra di Oporto di operare il sorpasso in classifica nel campionato portoghese a una giornata dal termine dopo un campionato condotto in vetta fin dalla prima giornata.
Per il Benfica è stato un finale di stagione da ricordare. Ma di sicuro non saranno ricordi piacevoli.

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4 commenti:

Theseus ha detto...

E' vero il Benfica avrebbe meritato di più e sarebbe stato giusto se le due squadre fossero andate ai supplementari. Ma non concordo affatto sul fatto che sia una vittoria immeritata. Il Chelsea nel secondo tempo ha giocato alla pari e ha colpito anche una traversa.

Rudy ha detto...

Non sapevo della maledizione di Guttman...
In ogni caso il Benfica ha disputato 7 finali in 51 anni. Non é certo poca cosa... Ieri sera avrebbe meritato di più.

francesco qci ha detto...

...e Benitez porta a casa un altro Trofeo!

Da me ha fatto visita un noto tifoso interista...se vi interessa!!! ciao da quelli che l'Inter...

Brother ha detto...

Una vittoria non può e non deve stravolgere il giudizio su un allenatore, ma abbiamo avuto la conferma che Benitez non era un pirla e che se all'Inter avesse avuto la fiducia che meritava magari la nostra storia post-Triplete sarebbe stata diversa.

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