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lunedì 29 aprile 2013

I MUSCOLI DEL CAPITANO (torna presto, Javier)

“Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano.
Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene.
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero,
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita.
(…) E il capitano disse al mozzo di bordo
"Giovanotto, io non vedo niente.
C'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente". (I Muscoli del Capitano)

Sabato sono stato ad un matrimonio. Era uno di quei matrimoni un po’ speciali dove si sposa qualche tuo coetaneo, che conosci da una vita, con cui sei cresciuto. Dopo parecchio tempo ci siamo ritrovati tutti insieme un gruppetto di persone con cui ho trascorso buona parte della mia infanzia, prima che ognuno prendesse la propria strada, e con cui non ci rincontravamo tutti insieme da un bel po’ di anni. Sarà stato il clima festoso, sarà stata la gioia di rivedersi, sarà stato il buon vino che scendeva giù, abbiamo iniziato a ridere e scherzare come ai vecchi tempi, facendo molta caciara e animando la sala.
Ad un certo punto qualcuno scherzando ci ha detto “Avete 30 anni a testa, ma quando la smetterete di fare i ragazzini?” e mio fratello spavaldamente ha risposto “Ma noi siamo come Zanetti, passano gli anni ma non invecchiamo mai. La nostra allegria è d’acciaio come i muscoli del Capitano”.

Vai a sapere che 24 ore dopo il destino avrebbe tirato un brutto scherzo al nostro immenso Capitano e ai suoi muscoli che sembravano d’acciaio. Abbiamo sperato che fosse qualcosa di poco conto, quasi ne eravamo convinti. Figuriamoci se Zanetti si fa male sul serio. E invece la diagnosi ha spento tutte le speranze. Rottura del tendine d’Achille sinistro. Stagione finita e carriera che potrebbe avere la stessa sorte. Perché questo tipo di infortunio su un giocatore di 40 anni è qualcosa di preoccupante e serio.
Fa uno strano effetto vedere Zanetti dolorante a bordo campo, vederlo toccarsi il piede sofferente e ancora più strano è vederlo uscire dal campo in barella. Proprio lui, Javier Zanetti, il nostro capitano onnipresente che gioca sempre con la grinta di un ragazzino. Lui che non perdeva mai una partita, lui che non si infortunava quasi mai (ironia della sorte, tre anni fa proprio a Palermo rimediò una pallonata che gli procurò un problemino che lo tenne fuori qualche settimana), lui che inseguiva i record di presenze consecutive. Proprio lui era lì dolorante a bordo campo ed è uscito in barella come un qualsiasi altro giocatore.
Quasi mi suona strano pensare che non lo rivedremo in campo per 6 mesi, forse otto, o magari nove. A settembre ai nastri di partenza lui non ci sarà e la sua fascia di capitano sarà sul braccio di qualcun altro. Lo rivedremo in campo in autunno inoltrato, o magari dopo Natale.
Di una cosa sono sicuro, lo rivedremo in campo. Lo ha detto anche lui "Il mio obiettivo è quello di tornare più forte di prima. Ci credo. Dovevo cambiare gomme dopo tanti chilometri". E non ho minimamente nessun dubbio che sarà così. Una carriera gloriosa come la sua non può e non deve finire in questo modo. In un anonimo pomeriggio di fine aprile, in una partita come tante, dopo aver provato a fare un cross. No, non può finire così. Ti aspettiamo Capitano. Torna presto.

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2 commenti:

Winnie ha detto...

Tornerà. Ne sono convinto anche io. Anche se l'infortunio è dei peggiori e riprendersi non sarà per niente facile.

Mattia ha detto...

Mi auguro di rivederlo presto in campo. Credo che al di là della fede calcistica, un grande campione come Zanetti meriti il rispetto da parte di tutti.

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