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martedì 14 agosto 2012

STORIE DI BIDONI - HUGO RUBIO

Giocatori acquistati con la fama di campioni e finiti presto nel dimenticatoio. Sono tanti i bidoni arrivati in Italia seguiti da grandi titoli di giornali e grandi aspettative dei propri tifosi e andati via senza troppo rimpianti. Elencarli tutti è impossibile ma in questa settimana proveremo a ricordarne qualcuno.

HUGO EDUARDO RUBIO MONTECINOS
Luogo di Nascita:Talca (Cile)
Data di Nascita: 05/07/1960
Ruolo: Attaccante
Squadra: Bologna

Estate 1988. Il Bologna ha appena conquistato il ritorno in Serie A con Maifredi in panchina, e allora, per affrontare al meglio l’impegnativo campionato, l’allora Direttore Sportivo dei felsinei Nello Governato si mette alla ricerca di qualche fuoriclasse sudamericano per rinforzare la squadra.
Parte per il Cile e riesce ad opzionare due giocatori: uno famoso e considerato quasi un mito in Patria, l’altro giovane rampante ma perfetto sconosciuto. Il primo rispondeva al nome di Hugo Rubio, stella del Colo Colo, che qualche giornalista locale aveva addirittura definito “Maradona delle Ande”, mentre il secondo era un certo Ivan Zamorano, di sette anni più giovane di Rubio, sconosciuto bomber del meno blasonato Cobresal.
Alla fine, dopo qualche allenamento, si decide di acquistarli entrambi, ma uno solo sarà destinato a vestire la maglia rossoblu. Maifredi opta per la scelta più facile: l’affermato Rubio nuovo leader rossoblu, mentre l’anonimo Zamorano scartato in tutta fretta. Si consuma così una della più clamorose sviste calcistiche mai viste in Italia.
Infatti, com’è noto a tutti, Zamorano, che fu spedito in prestito al San Gallo in Svizzera, si prese la sua rivincita, diventando in pochi anni uno dei più forti centravanti al mondo a suon di gol (dopo il biennio elvetico si trasferì in Spagna, prima al Siviglia e poi al Real Madrid, per poi tornare anche in Italia, all’Inter, da protagonista). Rubio invece, detto “Passero” per similitudine della sua rapida e corta falcata con la quale era solito puntare gli avversari quando attaccava irresistibile sulla fascia sinistra, giunto in Emilia, subì un’inspiegabile involuzione che da inutile lo porterà ad essere addirittura dannoso per la squadra.
All’inizio del campionato, durante un gara di Coppa Italia, si infortunò al ginocchio, restando ai box diversi mesi, ma poi, pur pienamente ristabilitosi, deluse completamente le attese. Le sue apparizioni si diradarono sempre di più fino a riassumersi in un bilancio sconcertante: 14 presenze e nessun gol. Come naturale conseguenza, a giochi fatti fu rispedito senza rimpianti in Cile, dove rimase per tutto il resto della carriera. Oggi fa il procuratore sportivo e gestisce gli interessi di molti giocatori, tra cui alcune nostre vecchie conoscenze del calibro di Hector Tapia e Mauricio Pinilla. E come se non bastasse, gestisce anche una scuola calcio a Santiago, assieme a Claudio Borghi, un altro della lista.

Articolo tratto da: www.calciobidoni.it/

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2 commenti:

Mattia ha detto...

Io non parlerei di svista clamorosa nel caso di Zamorano. In quel momento era un perfetto sconosciuto e se fosse arrivato al Bologna magari sarebbe rimasto tale.
E' facile parlare col senno di poi ma tra il bomber affermato e l'anonimo giovane vorrei chi avreste preso?

Brother ha detto...

Sono daccordo. Se ricordate bene Javier Zanetti fu considerato un "pacco" rifilatoci insieme al bomber Rambert. Alla fine "Avioncito" si rivelò un bidone mentre Zanetti è ancora al suo posto.

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