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domenica 17 aprile 2011

ADDIO SCUDETTO. MA IL TERZO POSTO DEVE ESSERE NOSTRO

Mio zio mi ha più volte raccontato che il suo amore per l’Inter iniziò nel maggio del 1967 quando nell’arco di quattro giorni l’Inter perse la finale di Coppa Campioni con il Celtic e lo scudetto in quel di Mantova (non vorrei aver scritto una cazzata, pertanto se ci sono delle inesattezze storiche, qualcuno mi corregga).
Ecco quattro giorni. Gli stessi che sono serviti a noi per dire addio alla Champions League e allo scudetto. Sia in un caso che nell’altro l’impresa era resa difficile da partite suicida giocate in precedenza, ma il momento clou è stato mercoledì e ieri sera.
Addio alla Champions League che lo scorso anno ci aveva visto trionfare e che abbiamo dovuto abbandonare di fronte un avversario davvero di poco conto, addio al campionato che per un lustro ci ha visto trionfare incessantemente e che ormai era diventato una piacevole abitudine.
Ma la sensazione che mi trascino dietro da ieri sera è che questo finale di stagione possa riservarci ancora altre amarezze. La Lazio oggi ha vinto a Catania e sabato arriverà a San Siro con l’idea allettante di agganciare il terzo posto che vorrebbe dire Champions League diretta. L’Udinese è parecchio distante ma stasera se vince a Napoli va a meno quattro, e in ogni caso anche se rimane a sette punti di distacco, in cinque giornate potrebbe compiere l’impresa di rimontarci. Dalla prospettiva di vincere lo scudetto alla possibilità di dover ripartire dai preliminari di Champions League o peggio ancora dall’Europa League è un attimo.
Sono pienamente cosciente che il mio è un discorso estremamente pessimista e disfattista. Ma, ahimè, le mie parole sono il frutto di quello che ho visto ieri sera e di quello che sto vedendo nelle ultime partite dell’Inter. Nei giorni precedenti il derby parlando con amici di fede nerazzurra, qualcuno si lamentava della sosta e sosteneva che la pausa poteva essere dannosa. Eravamo così lanciati che fermarci poteva bloccare la nostra corsa. Io invece ero del parere che la pausa era importante, che bisognava rifiatare un attimo prima dello sprint finale. A conti fatti devo ammettere che avevo torto. Dalla pausa per le nazionali in poi ci siamo letteralmente sgonfiati come palloncini. Nel derby, nella doppia sfida con lo Schalke, nella partita di ieri sera, persino nella vittoria col Chievo, si è vista un’Inter alla frutta, che non ha più stimoli, non ha più energie fisiche e mentali (forse più mentali che fisiche). In certi momenti faccio fatica a riconoscere in questi giocatori i guerrieri che hanno fatto la rimonta e che da un distacco di 16 punti ci hanno portato ad un passo dalla vetta.
Quello che continua a ripetere (spero mi perdonerete se sono logorroico nello scrivere sempre le stesse cose) è che dopo aver vinto il Triplete, anzi la manita, un anno senza vittorie può starci. Fuori dalla Champions? Pazienza non si può sempre vincere. Niente scudetto? Prima o poi doveva succedere di lasciare il tricolore a qualcun altro.
Ma ci sono degli obiettivi minimi che comunque bisogna raggiungere anche quando non vinci nulla. Arrivare nei primi tre posti per conquistare l'accesso diretto alla Champions League è uno di questi. Non vincere nulla potrebbe starmi bene, arrivare quarti no, non l’accetto e non l’accetterò mai. A questo punto della stagione mi può star bene anche se usciamo dalla coppa Italia ma perdere il terzo posto assolutamente no.
Voglio quel maledetto piazzamento, voglio giocarmi la Champions League anche il prossimo anno. Dopo un anno di digiuno voglio ripartire dall’Europa che conta. Chiedo troppo?


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3 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Entius già che c'eri perchè non ipotizzi anche che Moratti venda l'Inter e che trovino delle intercettazioni telefoniche così compromettendi da farvi retrocedere in serie B?:-)
Capisco che il vostro stato d'animo non possa essere dei migliori, ma addirittura temere di non approdare alla Champions mi sembra surreale...ciao!

Entius ha detto...

Andrea, la Lazio è lì dietro. Se sabato prossimo perdiamo contro i biancocelesti c'è l'aggancio. E vista la Lazio attuale e l'Inter attuale non mi pare un'ipotesi surreale.

Michele ha detto...

E se ne va, la capolista se ne va...
Dopo che per 5 anni ci avete fatto due palle così, ve la cantiamo noi a voi...
E se ne va, la capolista se ne va...FORZA MILAN !!!

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