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martedì 15 marzo 2011

IBRA, TRE TURNI DI SQUALIFICA. CHI CI GUADAGNA?

Codice di Giustizia Sportiva – Titolo II, art.19:
4. Ai calciatori responsabili delle infrazioni di seguito indicate, commesse in occasione o durante la gara, è inflitta, salva l’applicazione di circostanze attenuanti o aggravanti, come sanzione minima la squalifica:
a) per due giornate in caso di condotta gravemente antisportiva e in caso di condotta ingiuriosa o irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara.
b) per tre giornate o a tempo determinato in caso di condotta violenta nei confronti di calciatori o altre persone presenti.
c) per cinque giornate o a tempo determinato in caso di particolare gravità
della condotta violenta di cui alla lett. b).
d) per otto giornate o a tempo determinato in caso di condotta violenta nei confronti degli ufficiali di gara.
L'attaccante del Milan Zlatan Ibrahimovic è stato squalificato per tre giornate per "comportamento non regolamentare in campo (Settima sanzione); per avere, al 28° del secondo tempo, a giuoco in svolgimento ma con il pallone non più a distanza di gioco, colpito volontariamente, da tergo, con una manata all'addome, un calciatore avversario, facendolo cadere al suolo, senza conseguenze lesive".
Il regolamento parla chiaro e di conseguenza la sanzione non poteva che essere di almeno tre giornate. Il giudice sportivo, nonostante spesso siamo portati a pensare il contrario, non decide in base al suo umore ma deve fare riferimento al referto arbitrale. E c’erano forti dubbi che il signor Brighi dopo aver annullato due gol al Milan e aver estratto il rosso diretto nei confronti dello svedese potesse scrivere a referto tutt’altro rispetto a quello che aveva visto e sanzionato.
Dunque le tre giornate sono una scelta tanto naturale quanto obbligatoria. Nonostante alcuni opinionisti televisivi domenica sera abbiano cercato di farci credere il contrario, la manata c’era, non era violenta come quella di Chivu ma il gesto era evidente. Non mi pare che potesse essere definito un fallo di gioco, né un atteggiamento antisportivo, pertanto rientrava certamente nella condotta violenta.
Tre giornate dunque. Ibrahimovic salterà il derby. Un avversario temibile di cui preoccuparci in meno anche se l’Ibra visto nelle ultime uscite sarebbe stato quasi una zavorra per i rossoneri e un vantaggio per noi. E alla luce di questo mi chiedo: siamo sicuri che la decisione di Tosel possa rientrare nella categoria "buone notizie" per noi?


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5 commenti:

Antonio ha detto...

Dai Entius, non scherziamo. Che Ibrahimovic non ci sia è un bene per noi, chiaramente il Milan giocherà con Pato e Cassano che non sono proprio due scemi e quindi ci sarà comunque da stare molto attenti.

Il derby è derby, e va trattato come tale a prescindere da chi scenderà in campo..

Entius ha detto...

Anche io penso che l'assenza di Ibra possa essere un bene per noi ma, per esempio, lo scorso anno la presenza di Ibrahimovic nella semifinale di champions League fu un fattore a nostro favore.
E l'Ibra che abbiamo visto nelle ultime domeniche mi sembra tutt'altro che irresistibile.

Antonio ha detto...

Certo, ma è comunque un elemento cardine del gioco offensivo rossonero, mentre nel Barcellona quando lo affrontammo in Champions era ormai quasi un corpo estraneo.

Comunque sia, anche senza Ibra in campo i vantaggi saranno tutti da verificare..certamente è la sfida che vale tutto, Ibra o non Ibra..ma battiamo il Lecce, intanto :)

Winnie ha detto...

Sono daccordo con Antonio. Il Barcellona era un insieme di campioni mentre il Milan è Ibra-dipendente. E senza Ibra...

Diego ha detto...

riguardo alle squalifiche in generale, io trovo assurdo che i calciatori rei di atteggiamenti violenti se la cavino con così poco...http://goo.gl/dPGeB

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