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lunedì 22 novembre 2010

BENITEZ, L’UOMO SOLO AD UN PASSO DALL’ESONERO

In questo periodo non vorrei essere al posto di Benitez. E’ un uomo solo, tremendamente solo. Lo guardi in panchina e fa quasi tenerezza. Il presidente lo vorrebbe esonerare, i giocatori non lo seguono (o almeno non danno l’impressione di seguirlo), la stampa l’ha già messo alla gogna.
Probabilmente 5 mesi fa il buon Rafa immaginava diverso il suo approdo in Italia e nella squadra che aveva appena vinto la Champions League dopo quasi mezzo secolo.
Non aveva calcolato evidentemente che il suo predecessore non era un pirla qualsiasi ma quel Josè Mourinho che rappresenta il Dio assoluto della categoria e che sostituirlo (non solo in panchina ma anche nella testa dei giocatori e nel cuore dei tifosi) non sarebbe stato facile.
Il presidente non l’ha mai amato pienamente, i giocatori lo hanno seguito a tratti, lui non si è saputo imporre come il suo predecessore pretendendo quei rinforzi necessari per la squadra e facendosi rispettare dai giocatori (perfino Chivu si prende il lusso di maltrattarlo in campo).
Il resto è venuto da sé. Gli infortuni a ripetizione, le partite storte, il derby perso, le due sconfitte consecutive. La sua avventura in nerazzurro è arrivata al rettilineo finale. Difficilmente fare inversione e ripartirà alla grande.
Di fatto Benitez è ad un passo dall’esonero. Qualcuno sostiene che non arriverà a mangiare il panettone, temo che non arriverà nemmeno a mangiare le ciambelle calabresi*.
Sinceramente pensavo di dover scrivere già stasera dell’esonero. Così non è stato, per fortuna. Gli è stata data ancora fiducia fino a mercoledì. Ma il problema di base è solo uno: i giocatori sono con l’allenatore oppure no?
Nel primo caso la squadra può risalire, può rimettersi in corsa, può uscire dal tunnel senza uscita da cui si è infilata. Bisogna andare avanti con questo allenatore almeno fino a giugno, dargli la possibilità di poter dimostrare le sue capacità con la rosa al completo.
In caso contrario esoneriamo Benitez già domani mattina, anzi stasera stesso. Se la squadra è contro l’allenatore è inutile andare avanti, inutile prolungare l’agonia del povero allenatore spagnolo. Non lo merita lui e non lo meritiamo nemmeno noi tifosi di vedere questo supplizio.
Io ieri ho avuto la sensazione che la squadra non segua più l’allenatore e che, nonostante le frasi di circostanza, Moratti stia già pensando al suo successore. Spero di sbagliarmi. Fra qualche giorno ne sapremo di più.

*Le ciambelle calabresi per tradizione si mangiano alla vigilia dell’Immacolata.

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2 commenti:

Matrix ha detto...

Se i giocatori remano contro l'allenatore sarebbe gravissimo. Soprattutto perchè vorrebbe dire che la dirigenza invece di rimettere in riga la squadra ne ha assecondato il capriccio.
Sarebbe come se degli alunni non sopportano un professore e il preside invece di rimetterli in riga richiamandoli all'ordine sostituisse il professore.

Nerazzurro ha detto...

Controcampo inventa una telefonata di Cambiasso a Moratti, Cambiasso chiama protestando, l’inviato si scusa ma spiega che l’ha saputo da una “attendibile voce dello spogliatoio“. Escludendo che l’inviato sia pazzo, c’è chi rema contro Naviglio. (Interisti.org)

Io credo poco alla tesi della squadra che rema contro Benitez. Dai, non sarebbe da grande squadra.

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