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giovedì 20 maggio 2010

QUEL FANTASTICO PENSIERO CHIAMATO FINALE...

L’attesa. L’attesa è un miscuglio di emozioni, sensazioni, ricordi. Stavolta l’attesa è una piacevole ossessione che ci trascineremo fino a sabato. Il lavoro, la famiglia, gli amici (tranne quelli nerazzurri) sono solo un contorno a questo pensiero fisso, un pensiero fantastico. Stamattina mi sono alzato con un fastidioso mal di schiena. Qual è stato il primo pensiero? Come farò oggi in ufficio? Ce la farò a guidare? No, il primo pensiero è stato: come farò sabato sera? E pazienza se mancavano ancora due giorni e un mal di schiena non può portartelo dietro per due giorni. La mia mente è già a sabato.
Questa finale è un pensiero costante, un pensiero che ti prende da dentro, che ti smuove tutto. Stasera dopo aver discusso brevemente con un amico, ho sentito un qualcosa nel petto, una sensazione di ansia e battito accelerato.
Non capita tutti i giorni (anzi nel nostro caso non succedeva da un bel po’) di giocarsi una finale di Champions League e io sto scoprendo giorno per giorno cosa si prova, le sensazioni, le emozioni. I ricordi malinconici che si mescolano alle gioie, i gol che ci hanno fatto esultare si confondono con le amarezze, e poi quei due colori, quell’azzurro che s’intreccia col nero, che da sempre vuol dire passione, fede, ricordi di vita.
Perché l’Inter ti ha attraversato la vita, te l’ha riempita, ti ha consolato quando eri triste, ti ha rabbuiato quando eri felice, ti ha fatto gioire, incazzare, sognare ma non ti ha mai abbandonato. Perché l’Inter è stata sempre là accanto a te, perché l’Inter è una delle poche certezze che ti trascini dietro da quando avevi dieci anni ed è una certezza che porterai sempre con te, fino alla fine. Perché l’Inter è qualcosa che non puoi spiegare a chi non la vive. Col tempo abbiamo imparato a comprendere quegli sguardi stupiti di amici e parenti di fronte ai nostri gesti estremi, abbiamo provato a spiegare i nostri rituali, e ci siamo difesi dietro un diplomatico “Ti capisco. Chi non vive l’Inter certe cose non le può capire”. Certe cose non si possono capire e non si possono spiegare. Sono così, punto. E come voler spiegare perché piove il 15 agosto o perché tra tanti uomini lei ha scelto proprio te. L’Inter è un mistero, un bellissimo mistero. E quel mistero potrebbe regalarci una gioia immensa, “una gioia infinita, che dura una vita”. Siamo lì, a poche ore dall’evento. Guardateci, osservateci, stupitevi, ma non chiedeteci di spiegarvi cosa stiamo provando.

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2 commenti:

Ricky ha detto...

E' vero, cosa si prova a giocare una finale di Champions lo stiamo scoprendo giorno per giorno...

Nerazzurro ha detto...

Per scaricare la tensione mi sto facendo un'overdose di post dei tifosi nerazzurri. Direi che funziona, per il momento.

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