sabato 31 marzo 2012

STRAMACCIONI INNOVATORE? MA DE CHE? RIDATEMI RANIERI

Se tutto deve rimanere com'è, è necessario che tutto cambi”. Sosteneva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo.
Ma poi arrivò Andrea Stramaccioni e la frase diventò “Se tutto deve cambiare è necessario che tutto rimanga come è”.
Il nuovo tecnico nerazzurro si è presentato come un innovatore, uno che avrebbe dato una svolta al finale di stagione dell’Inter. Già immaginavamo una coppia di difensori centrali Ranocchia-Juan, un centrocampo di forze fresche, una concreta possibilità di giocarsi le sue chance per Castaignos. I più ottimisti addirittura prevedevano l’esordio di qualche Primavera.
E invece il grande innovatore non innoverà nulla. In difesa Ranocchia siederà in panchina mentre Juan non è stato nemmeno convocato. Mancherà Maicon ma il suo posto non verrà preso da Faraoni bensì da Zanetti. A centrocampo Cambiasso ritrova una maglia da titolare con Poli e Stankovic. In attacco ancora spazio a Forlan e, colpo di teatro, riecco Zarate. Castaignos è finito addirittura a giocare con la Primavera. E l’esordio di Guarin? E il tentativo di recuperare Ranocchia? E la chance di Castaignos? E i giovani da testare?

PALLA AL CENTRO. NAPOLI, PESCE D'APRILE ALLA JUVE?

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio

SERIE A – 30^ Giornata Risultati Live
Sabato 31 marzo ore 18
CATANIA-MILAN


Sabato 31 marzo ore 20.45
PARMA-LAZIO


Domenica 1 aprile ore 12.30
ROMA-NOVARA


Domenica 1 aprile ore 15
BOLOGNA-PALERMO
CAGLIARI-ATALANTA
FIORENTINA-CHIEVO
INTER-GENOA
LECCE-CESENA
SIENA-UDINESE

venerdì 30 marzo 2012

CALCIO-CHOC: MORTO MANCINI, IL PORTIERE DI ZEMANLANDIA

È morto nel pomeriggio nella sua casa di via Gobetti a Pescara, a causa di un improvviso malore, Francesco Mancini, preparatore dei portieri del Pescara ed ex n.1 del Foggia dei miracoli di Zeman. Mancini, 44 anni, questa mattina aveva diretto regolarmente l'allenamento della squadra biancazzurra assieme al tecnico boemo, prima di rientrare nella sua abitazione, dove poi si è sentito male. Soccorso dai sanitari del 118, è deceduto prima di essere trasportato in ospedale. La causa più probabile del decesso sembra essere un infarto.
Mancini, originario di Matera, dove a metà anni Ottanta inizia la sua carriera in C2, incrocia la strada di Zeman a Foggia, dove partecipa alla scalata fino alla serie A. Il portiere, un pupillo del tecnico boemo, difenderà i pali dei rossoneri dal 1987 al 1997, fatta eccezione per una breve parentesi alla Lazio. Poi il trasferimento al Bari, dove gioca per tre stagioni, quindi l'avventura al Napoli dal 2000 al 2003. Gli ultimi anni di carriera li trascorre in C, tra Pisa, Sambenedettese, Teramo, Salernitana e Martina, fino alla firma col Fortis Trani, nella Promozione pugliese, dove appende i guantoni al chiodo nel 2008.

IL RITORNO DEL CAVALIERE. COSA CAMBIA?

A volte ritornano. Silvio Berlusconi è da ieri nuovamente Presidente (onorario) del Milan. Nominato dal Consiglio d’amministrazione per acclamazione (probabilmente gli avranno fatto la ola o cantato cori di incitamento).
Cosa cambia? Tanto o niente. Dal punto di vista sportivo potrebbe cambiare molto. Berlusconi ama il bel calcio, quello del Milan sacchiano o quello dell’attuale Barcellona. Ma gli mancano i campioni (non bastano 3-4 giocatori forti), i soldi l’organizzazione per poter inseguire quel modello.
Con un Berlusconi sulla plancia di comando i ruoli del fido Galliani e della figlia Barbara verrebbero inevitabilmente ridimensionati e probabilmente anche un Allegri potrebbe essere messo in discussione. Dunque non è da escludere che il giocattolo Milan potrebbe rompersi (a tutto vantaggio delle avversarie).
Ciò che probabilmente non muterà è quella sorta di “prostituzione intellettuale” tanto cara a Mourinho e di cui Simone Nicoletti fa un chiaro esempio in questo articolo di Fabbrica Inter

giovedì 29 marzo 2012

MONTELLA, STRAMACCIONI E IL CORAGGIO DI PUNTARE SUI GIOVANI

Largo ai giovani. Quante volte abbiamo sentito questa frase. Largo ai giovani. E intanto in Italia continuano a farsi largo i vecchi. Nella politica come nelle aziende, come nel calcio.
Già il calcio. Si continua a sostenere che bisogna dare spazio ai giovani. Però in Italia (e solo in Italia) un giocatore di18 anni si preferisce mandarlo a farsi le ossa nelle serie inferiori, un campione che non superi i 21 si fa giocare col contagocce (hai visto mai che si brucia troppo presto) e a 24 anni da noi (e solo da noi) un giocatore è ancora considerato giovane.
Ecco perché quando una squadra come l’Inter decide di puntare su un allenatore di 36 anni, tutti guardano disgustati e pronti a criticare o (nel caso di tifosi avversari) a prendere in giro. Stramaccioni non ha futuro, si brucerà presto. E poi come farà a panchinare senatori come Zanetti e Cambiasso?
Invece bisognerebbe elogiare e apprezzare chi ha il coraggio di puntare sui giovani e sui giovani stessi che non hanno paura a prendersi queste responsabilità. Lo scorso anno a Roma successe la stessa cosa.