mercoledì 8 gennaio 2014

L'EX CENTROCAMPISTA TEDESCO HITZLSPERGER AMMETTE "SONO GAY"

Quello dell'omosessualità nel mondo del calcio è un argomento spesso tabù. Più volte si è cercato di affrontare l'argomento in maniera costruttiva ma in un modo o nell'altro si è poi cercato di riportare l'attenzione su altre tematiche.
Ecco perché quando a fare coming out è un calciatore famoso, la notizia fa un po’ più rumore.
"Dichiaro la mia omosessualità perché voglio spingere ad un dibattito sull'omosessualità degli sportivi professionisti". Queste le parole che il calciatore tedesco Thomas Hitzlsperger, un passato fra Inghilterra, Germania e Lazio in Italia, ha rilasciato in un’intervista al quotidiano tedesco “Die Zeit”, ammettendo la sua omosessualità.

Hitzlsperger, 52 presenze nella nazionale tedesca (con un Mondiale e un Europeo giocati) e un titolo vinto allo Stoccarda in Germania, si è ritirato lo scorso settembre, a 31 anni, per i continui problemi fisici. Dunque la sua dichiarazione arriva dopo il ritiro dal calcio giocato, ma non per questo ricopre meno importanza.

martedì 7 gennaio 2014

RITORNO AL PASSATO (riecco l'Inter di Stramaccioni)

Credo che sia chiaro anche ad un bambino che così non va. Va bene l’anno transitorio, va bene la rosa non di primo livello, va bene le difficoltà, va bene adeguarsi alle varie necessità, ma c’è comunque un minimo sindacale che uno si aspetta da una squadra che si chiama Inter e che ha un passato abbastanza glorioso.
 L’Inter di ieri sera, ma forse sarebbe il caso di dire l’Inter degli ultimi due mesi, è ben lontana da quel minimo sindacale che ci saremmo aspettati. Quanti tiri abbiamo fatto nella porta avversaria ieri sera? Quanti pericoli abbiamo creato? Forse sono stati più i pericoli che abbiamo creato in difesa che quelli creati in attacco.
Cosa peraltro tutt’altro che difficile se consideriamo che in avanti Palacio somigliava ad una particella di sodio di una famosa pubblicità e che dietro il nostro caro mister si ostina con una difesa a tre che poco ci adatta alle caratteristiche dei nostri giocatori.

Credo che la bravura di un allenatore si denoti dal fatto di saper cambiare modulo e schemi adattandosi ai giocatori che ha in mano (Mourinho arrivò all’Inter portandosi dietro il 4-3-3 poi, vista la rosa a disposizione, passò ad un più consono 4-4-2 col rombo).

lunedì 6 gennaio 2014

INTER, NELLA CALZA TANTO CARBONE (più che meritato...)

Serie A 2013-2014 – 18^ Giornata
LAZIO - INTER 1 - 0
81’ Klose

LAZIO (4-1-4-1) Berisha; Konko (dal 15' p.t Cavanda), Biava, Dias, Radu; Ledesma; Candreva (dal 42' s.t. Ederson), Gonzalez (dal 17' s.t. Onazi), Hernanes, Lulic; Klose.
Panchina: Guerrieri, Strakosha, Ciani, Novaretti, Biglia, Anderson, Floccari, Keita.
Allenatore: Reja
INTER (3-5-1-1) Handanovic; Ranocchia (dal 36' s.t. Zanetti), Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Kuzmanovic (dal 14' s.t. Kovacic), Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Guarin (dal 30' s.t. Milito); Palacio.
Panchina: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Pereira, Samuel, Wallace, Mudingayi, Icardi, Belfodil.
All. Mazzarri
ARBITRO: Damato

Ancora una battuta a vuoto dell’Inter che continua nel suo processo involutivo (il derby è stata una piacevole eccezione) e all’Olimpico butta via altri tre punti contro una Lazio che, a conti fatti, ha meritato di vincere.
Formazione nerazzurra confermata rispetto all’ipotesi fatta alla vigilia con Kuzmanovic in mezzo al campo e Kovacic in panchina.
Dopo 10 minuti il primo brivido per la difesa nerazzurra. Lulic approfitta di un’indecisione fra Jonathan e Ranocchia per infilarsi tra i due difensori e provare a beffare Handanovic con un pallonetto che per fortuna si spegne di poco al lato.
Al 21esimo Guarin vola in contropiede ma Cavanda e Dias lo stendono. Solo giallo per il difensore brasiliano nonostante fosse una chiara occasione da rete. Sulla punizione dal limite Alvarez manda alto di poco. La Lazio risponde con Klose che si fionda su una palla vagante ma Handanovic c’é.
Il primo tempo finisce sullo 0-0 ma la Lazio ha giocato meglio mentre l’Inter è apparsa in affanno in tutti i reparti.

COSA TROVEREMO NELLA CALZA DELLA BEFANA?

Cara Befana, noi siamo stati buoni.
Tu portaci i tre punti.
Impossibile parlare di Lazio-Inter e non tornare con la mente, anche solo per un attimo, a quell’infausto pomeriggio di inizio maggio. Impossibile pronunciare Lazio-Inter e non avere un rapido flashback con Poborski, Gresko (diventato suo malgrado il simbolo di quella disfatta ma non ha certo più colpe di tutti gli altri), le lacrime di Ronaldo (che poi erano anche le mie). Ci sono ferite che guariscono ma lasciano la cicatrice. E sebbene quel 5 maggio sia ormai indolore (abbiamo vissuto ben altri 5 maggio e visto tanti altri Lazio-Inter), la cicatrice è rimasta sempre.

Mazzarri ritrova Milito ma dovrà fare a meno dello squalificato Campagnaro e di Taider, primo infortunato del nuovo anno in casa nerazzurra (per la serie “chi ben comincia…”). Mazzarri, sempre pronto ad inventarsi nuove soluzioni pur di non dare spazio a Kovacic, potrebbe proporre Kuzmanovic (!!!) in mezzo al campo insieme a Cambiasso e Alvarez con Jonathan e Nagatomo sulle fasce. In difesa Ranocchia dovrebbe prendere il posto di Campagnaro e completare il terzetto difensivo con Rolando e Juan Jesus mentre in attacco, nonostante il recupero del Principe, ancora una volta sarà Palacio a reggere tutto il peso dell’attacco supportato da Guarin.

domenica 5 gennaio 2014

UNA CALZA PIENA DI FORTUNA ALLA JUVE (e carbone ad una grande Roma)

Serie A 2013-2014 – 18^ Giornata
JUVENTUS-ROMA 3-0
17' Vidal - 49' Bonucci - 77' Vucinic (rig.)
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal (dal 33’ s.t. Marchisio), Pirlo, Pogba, Asamoah; Llorente (dal 36’ s.t. Quagliarella), Tevez (dal 15’ s.t. Vucinic). (Storari, Rubinho, Caceres, Ogbonna, De Ceglie, Peluso, Isla, Padoin, Giovinco). All. Conte.
ROMA (4-3-3): De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan, Dodò (dal 10’ s.t. Torosidis); Pjanic (dal 10’ s.t. Destro), De Rossi, Strootman; Ljajic, Totti (dal 27’ s.t. Florenzi), Gervinho. (Skorupski, Burdisso, Romagnoli, Jedvai, Taddei, Bradley, Florenzi, Marquinho, Borriello, Ricci). All. Garcia.
ARBITRO: Rizzoli.

Una grande Roma per quasi un’ora si deve arrendere ad una Juventus in grande difficoltà ma tremendamente fortunata a trovare i gol che decidono la gara. Rizzoli completa l’opera con due espulsioni “strane” nel giro di pochissimi minuti che però non incidono sull’esito finale della gara.
Parte meglio la Roma che dopo sette minuti si rende pericolosa con Ljajic: contropiede innescato da un errore di Bonucci che perde palla a vantaggio di Totti, dal cui piede arriva un assist perfetto per il serbo che viene però chiuso in angolo dall'uscita di Buffon. Al primo affondo dopo 17 minuti la Juventus passa in vantaggio: grande giocata di Tevez che protegge palla in area e serve Vidal che da pochi passi non sbaglia.

La Roma è però in totale controllo della partita e continua a macinare gioco e chiudere i bianconeri nella propria meta campo. I giallorossi provano subito a reagire ancora con Pjanic: il centrocampista stavolta chiama alla respinta d'istinto Buffon.