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lunedì 16 luglio 2018

SOLIDITÀ E TALENTO: IL TRIONFO DELLA NEXT GENERATION

Campione del Mondo pur senza brillare. La Francia a Russia 2018 non è probabilmente la Nazionale che ha fatto vedere il miglior calcio (Belgio e la stessa Croazia sconfitta in finale hanno motivi validi per reclamare diritti) ma è una squadra con caratteristiche precise: mentalità, solidità e soprattutto la gioventù e il talento assoluto di alcuni uomini-chiave.
Molto interessante quello che faceva notare Matteo Marani in un tweet ieri “Nel 1994, la Francia non si qualificò al Mondiale. Come risposta, sviluppò ancora di più il Centre national de formation di Clairefontaine. Da allora: 3 finali di Coppa del Mondo, 2 Mondiali vinti, 2 finali Europeo, 1 Europeo vinto”. Ad occhio direi che in questo arco di tempo nessuna Nazionale ha fatto di meglio (e al conteggio totale dovremmo aggiungere anche due Confederations Cup, se non ricordo male). Insomma, benché quasi tutti gli italiani ieri abbiano tifato per la Croazia, dobbiamo essere sportivi (stavolta sul serio, non come su un tweet che ho scritto ieri…) e ammettere che la Francia è diventata con merito Campione del Mondo.

E questo anche grazie e soprattutto per merito del suo condottiero Didier Deschamps che, come ricordavo anche ieri, è il terzo commissario tecnico a conquistare la Coppa del Mondo dopo averla conquistata da giocatore. Deschamps è alla guida dei Bleus dal 2012 e da allora ha collezionato un quarto di finale al Mondiale 2014 (con l'eliminazione subita dalla Germania) e un amarissimo secondo posto nell'Europeo casalingo del 2016 quando Cristiano Ronaldo gli ha rovinato una festa già pronta.

La Francia versione 2018 si è innanzitutto concessa il lusso di non portare in Russia gente come Martial, Lacazette, Benzema e Rabiot a dimostrazione del ricchissimo materiale che ha a disposizione ma anche a testimoniare il carattere di Deschamps, uno che ci ha messo la faccia e non ha avuto paura di fare scelte sorprendenti.
Rispetto a due anni fa per questioni anagrafiche sono cambiati i terzini, non più Sagna ed Evra ma Hernandez e il sorprendente Pavard, entrambi 22enni, capaci di offrire spinta e soluzioni costanti. La vera rivoluzione è arrivata a centrocampo. Due anni fa la coppia di mediani era composta da Pogba e Matuidi: in questo Mondiale al fianco del giocatore dello United è stato piazzato Kanté. Matuidi è stato spostato a fare l'esterno di sinistra nella linea completata da Griezmann e Mbappé alle spalle di Giroud.
La Francia ha guadagnato velocità, imprevedibilità e freschezza. Soprattutto grazie a Kylian Mbappé, il vero simbolo della next generation francese che alla giovanissima età di 19 anni in Russia si è fatto il regalo di eguagliare Pelé come giocatore più giovane a fare doppietta e a segnare in finale. Vincere un Mondiale da protagonista assoluto alla sua età non è cosa comune. Del resto stiamo parlando di un giocatore che abbina velocità e tecnica tali da suscitare paragoni lusinghieri (anche se accostarlo a Ronaldo il Fenomeno mi sembra un tantinello eccessivo). È il classico giocatore che spacca da solo le partite come successo, ad esempio, contro l'Argentina. Il giovanissimo Mbappé è, tra l'altro, in ottima compagnia visto che altre colonne come Varane e Umtiti hanno 25 e 24 anni, Pogba ne ha 25, Kanté 27 così come Griezmann. La meglio gioventù di Francia che si è presa la rivincita e ora sogna di aprire un ciclo.

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2 commenti:

Lady Marianne ha detto...

E va bene. Inchiniamoci alla Francia campione del mondo di calcio (e un pò anche di fortuna). Fermo restando che secondo me avrebbe meritato di più la Croazia.

Entius ha detto...

Ok, la Croazia meritava forse di più. Ma bisogna anche accettare il verdetto del campo. E volenti o nolenti il campo ha sentenziato che la Francia è campione del mondo.
Vittoria tra l'altro che, come scrivo nell'articolo e come qualcuno faceva notare, fa parte di un percorso ben più ampio iniziato 20 anni fa.

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