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sabato 8 luglio 2017

STORIE DI BIDONI – FABIO JUNIOR

Acquistati con la fama di campioni in grado di fare la differenza e finiti presto nel dimenticatoio. Sono tanti i bidoni arrivati in Italia preceduti e/o seguiti da grandi titoli di giornali e grandi aspettative dei propri tifosi e andati via senza troppo rimpianti. Elencarli tutti è impossibile, proveremo a ricordarne qualcuno.

FABIO JUNIOR PEREIRA
Luogo di Nascita: San Pedro Do Avaì (Brasile)
Data di Nascita: 22/11/1977
Ruolo: Attaccante
Squadra: Roma

Esistono calciatori che di punto in bianco si impadroniscono del palcoscenico calcistico e quasi sempre ciò avviene senza che abbiano combinato niente di eccezionale su di un campo di calcio. Per Fabio Junior accadde così: dall’oggi al domani questo giovane attaccante brasiliano passò dall'anonimato più assoluto ad “oggetto del desiderio” conteso, almeno a parole, dai principali club del panorama calcistico europeo fra i quali la più attiva fu la Roma.
Fabio Junior arrivò alla Roma nel gennaio del '99 coperto da un alone di mistero creando un’attesa palpabile nelle menti dei tifosi che già pregustavano le prodezze di colui che era «in potenza addirittura più forte di Ronaldo» e che in Nazionale «aveva già preso il posto di Romario».
Appena lo videro bene però si accorsero che era molto lontano dall’assomigliare a Ronaldo: grande, grosso e con una tecnica approssimativa, che a prima vista non pareva certo tipica di un centravanti della Nazionale brasiliana.
Oltre che impacciato nel controllo di palla, il povero Fabio Junior pareva anche a disagio addirittura nella corsa, che in teoria avrebbero dovuto invece essere i suoi punti di forza. Senza dubbio ebbe il grande svantaggio di arrivare giovanissimo in un ambiente sconosciuto e con la pesante aspettativa di essere presentato alla stregua di un nuovo Ronaldo da gente che o non aveva mai visto giocare lui o non aveva mai visto giocare Ronaldo. Però bisogna ammettere che per immaginare uno come lui centravanti titolare del Brasile ci voleva una fervida fantasia.
Confermato anche per la stagione seguente appena il nuovo tecnico giallorosso Fabio Capello lo vide bene, pensò che un simile talento (nascosto) non andava sprecato e lo utilizzò con la dovuta parsimonia prima di acconsentire, senza rimorsi, che glielo levassero di torno. Fu quindi spedito in prestito con diritto di riscatto al Cruzeiro di Belo Horizonte, in Brasile. Pare che il Cruzeiro non abbia avuto tanta intenzione di far valere questo diritto. E infatti al termine dell’esperienza in Patria, inizia a girovagare il mondo alla disperata ricerca di un ingaggio, riuscendoci non senza sacrifici. Inizia in Portogallo con una “toccata e fuga”, poi torna in Brasile per il resto della stagione. A qual punto tenta l’avventura giapponese, con scarso successo, per poi approdare negli Emirati Arabi con la maglia del Al Wahda. Vi rimane pochi mesi, giusto il tempo di dimostrare di non essere all'altezza, tant’è che accetta la Serie B tedesca per poi provare l’avventura anche in Israele. Ma in qualsiasi angolo del globo si cimenti, le sue prestazioni restano sempre le stesse: scarse.
 Articolo tratto da: www.calciobidoni.it

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2 commenti:

Anonimo Romanista ha detto...

Mamma mia che bidone!!! Altro che erede di Ronaldo e Romario. Questo a Ronaldo e Romario poteva giusto portare gli scarpini.

Salvatore ha detto...

Pessimo giocatore. Sarei curioso di sapere chi consigliò l'acquisto al Presidente Sensi.

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