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giovedì 25 maggio 2017

VERONA IN FEST...A, E' SERIE A DOPO SOLO UN ANNO

 LATO B Appunti sulla Serie Cadetta 
E’ stato un finale emozionante come nella migliore tradizione della serie cadetta. E alla fine, insieme alla Spal già promossa, festeggia il ritorno in serie A il Verona che pur rischiando molto a Cesena (0-0), è riuscita a conquistare quota 74, gli stessi punti del Frosinone vittorioso con la Pro-Vercelli (2-1) ma che dice addio alla promozione immediata per gli scontri diretti non favorevoli.
Verona torna ad essere una delle cinque città italiane (con Milano, Torino, Genova e Roma), l'unica non capoluogo di regione, con due squadre in Serie A.
Una promozione arrivata decisamente con troppi patemi, rispetto alle aspettative e al rendimento mostrato in avvio di campionato, ma che comunque vale un ritorno in massima serie progettato e costruito sin dal tragico momento della retrocessione.

Il nuovo direttore sportivo Fusco ha confermato gran parte della rosa della stagione precedente, recuperando così Pazzini e Romulo, giocatori abituati a ben altri livelli, e indovinando gli acquisti di Marco Fossati, Franco Zuculini, Nìcolas, ma soprattutto di Daniel Bessa, centrocampista classe ’93 preso in prestito con obbligo di riscatto dall’Inter e che diverrà l’anima della formazione allenata da Fabio Pecchia con ben 41 presenze su 42 e 8 goal.

L’avvio del Verona aveva in effetti convinto tutti: 7 vittorie nelle prime 10 giornate, Pazzini capace di segnare gol a profusione (addirittura 3 doppiette consecutive contro Frosinone, Ternana e Brescia), primato in classifica al termine del girone di andata con 41 punti e capolista solitaria per ben 16 giornate di fila.
Questo trend strepitoso ha convinto dirigenti e allenatore che non fosse necessario intervenire nel mercato invernale per guardarsi le spalle; così, mentre le altre squadre si rinforzavano, l’Hellas ha solo tappato qualche buco con Alex Ferrari e Bruno Zuculini, fratello di Franco falcidiato dagli infortuni.
Nel girone di ritorno il rendimento non è stato quello dell’andata, quando il Verona ha vinto 4 partite e segnato 16 reti in più. Nel ritorno tuttavia la difesa non ha più preso imbarcate, non ci sono state partite memorabili ma una costanza di rendimento apprezzabile, figlia del carattere di una squadra che non si è mai buttata giù. Bravo Pecchia. Una scommessa vinta per un tecnico con poca esperienza ma con tante idee e voglia di emergere. E poi c’è Pazzini, l’uomo della Provvidenza, il principale artefice della promozione insieme al lavoro silenzioso di Pecchia. Per il «Pazzo» un bottino di 24 reti, una sola lunghezza dal re dei bomber gialloblu, Cacia nel 2013. Altra scommessa vinta. E proprio Pecchia e Pazzini saranno i punti fermi del Verona formato serie A. Un Verona che nella massima serie vuole restare a lungo.
 Pakos 

2 commenti:

Mattia ha detto...

Uno come Pazzini in Serie B fa sempre la differenza. Il Verona ha meritato la promozione. Punto.

Entius ha detto...

Se sta bene Pazzini fa ancora la differenza anche di Serie A. Per come era partito mi aspettavo un bottino più ricco, ma 24 gol non è certo un bottino da buttar via.

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