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mercoledì 1 febbraio 2017

UN DELUDENTE MERCATO DI RIPARAZIONE

Non ci aspettavamo un grande mercato di riparazione e così è stato. Vuoi per la crisi, vuoi per l’impossibilità di raggiungere certi obiettivi, vuoi soprattutto perché nei fatti, come già dicevamo settimana scorsa, il campionato è praticamente concluso per quasi la metà delle partecipanti alla massima serie. In effetti che senso avrebbe andare a spendere per migliorare la propria rosa in vista di una seconda parte di stagione dagli esiti già scontati?
Di conseguenza di grandi botti ne abbiamo visti ben pochi. Ad eccezione di Gagliardini all’Inter che rappresenta un grande colpo di mercato anche in prospettiva futura (e l’inserimento del centrocampista ex Atalanta nella formazione di Pioli ha già dato i suoi frutti). La Juventus ha preso Rincon (anche se ha lavorato per il futuro assicurandosi Caldara e Orsolini), Il Napoli ha colmato il vuoto lasciato dall’infortunio di Milik con Pavoletti (che per il momento però sta facendo più panchina che altro), il Milan come sempre si è buttato sui saldi con Delofeu e Ocampos, Roma e Lazio non hanno fatto praticamente nulla (e i giallorossi hanno invano cercato Defrel per rimpiazzare Salah partito per la Coppa d’Africa).


L’unica, insieme alla già citata Inter, che ha cercato di rinforzare l’organico è stata la Fiorentina che si è assicurata Saponara e Sportiello e soprattutto è riuscita a trattenere Kalinic, a lungo inseguito dai cinesi.
Tra gli altri colpi il ritorno di Ibarbo a Cagliari (che si è assicurato anche Miangue, l’unico terzino decente che aveva l’Inter), l’Atalanta che ha sostituito Sportiello con Gollini, El Kaddouri è passato dal Napoli all’Empoli, molto attivo il Genoa che ha preso Morosini (talento interessante del Brescia), Taarabt e il giovane Cataldi dalla Lazio (senza considerare i ritorni di Rubinho e Palladino), Iturbe è andato al Torino, Aquilani al Sassuolo e il Pescara che, nonostante sia praticamente spacciato, ha cercato di rinforzare la rosa prendendo Gilardino, Muntari, Bovo e Stendardo (se non altro ha dimostrato di crederci fino alla fine). In uscita Jovetic al Siviglia, Evra al Marsiglia, Zarate e Niang al Watford di Mazzarri, Ranocchia è finito all’Hull City, Gabbiadini al Southampton e Zaza è stato girato al Valencia dopo la deludente esperienza in Premier League.
I grandi colpi sono stati rimandati a giugno con Manolas che potrebbe finire all’Inter, Kessie già prenotato dalla Roma, Berardi e Verratti contesi da Juventus e Inter e il Milan che, se finalmente i cinesi dovessero arrivare, potrebbe dire la sua piazzando qualche colpo a sorpresa.
In buona sostanza possiamo dire che è stato un mercato deludente, ma portato avanti con un pizzico di intelligenza. I campioni sono in questo momento fuori dalla portata delle possibilità economiche delle nostre squadre e in ogni caso l’Italia non è più una meta molto ambita, i giochi per il campionato, come dicevamo anche all’inizio, sono quasi fatti e mancando anche la tanto agognata lotta salvezza, c’era tutta questa necessità di aprire i cordoni della borsa. Dunque poche spese e fatte con oculatezza. Per sognare i grandi colpi bisognerà aspettare giugno. E non rimane che metterci comodi e aspettare.

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2 commenti:

Simone ha detto...

Secondo me è anche una questione economica. Le società non hanno più a disposizione molti soldi da spendere.

Stefano ha detto...

Insomma... Il discorso "non ci sono soldi" si è sempre fatto, ma alla fine i soldi si sono comunque spesi.

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