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mercoledì 11 gennaio 2017

E SE LA COPPA ITALIA SEGUISSE IL MODELLO DELLA FA CUP?

Su Calcio e Finanza oggi è uscito un’interessante articolo che ipotizza su come dovrebbe essere strutturata la Coppa Italia per seguire il modello della FA Cup. Articolo che vale la pena postare perché molto interessante (io ho fatto un riassunto eliminando alcuni passaggi, l’articolo completo lo trovate qui)
Torna ormai di moda ogni anno, di questi tempi, il dibattito sulla riforma della Coppa Italia. Per molti il totem organizzativo è la FA Cup.
Ma come sarebbe la Coppa Italia se si decidesse di ricalcare in maniera identica il modello FA Cup?
Andiamo con ordine. In Inghilterra partecipano alla Coppa in totale 736 squadre. Sono però solo 368 quelle che iniziano a giocare sin dal primo turno. In base alla piramide del calcio inglese queste squadre sono quelle che giocano i campionati di nono e decimo livello.
Guardando al calendario di quest’anno, il primo turno (sorteggiato l’8 luglio) si è giocato il 6 agosto. La prima fase è detta “di qualificazione” e comprende 6 turni eliminatori (i primi due detti “preliminari” gli altri quattro “qualificazioni“).
Di volta in volta entrano in scena nuove squadre in base ai piazzamenti in campionato dell’anno prima. Nel dettaglio: 136 al secondo turno e quindi 72, 44, 0, 24.
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Da notare che ogni giornata prevede un premio in denaro per i vincitori delle sfide (si gioca sempre in partita secca con eventuale replay a campi invertiti in caso di parità). Si va da 1.500 sterline per il primo turno preliminare e poi a crescere 1.950, 3.000, 4.500, 9.000, 12.500.
Quest’ultimo premio viene assegnato alle 32 squadre che entrano nella FA Cup vera e propria che inizia a novembre quando si gioca il cosiddetto “First round proper” (primo turno) che prevede la presenza di 80 squadre.
In pratica una squadra dilettantistica che arriva indenne alla fine delle qualificazioni incassa 32.450 sterline, cifra comunque interessante a quei livelli a cui si possono aggiungere gli incassi delle 6 sfide giocate (che possono essere tutte o nessuna in casa in base alla casualità dei sorteggi, sempre integrali).
Da inizio ottobre inizia quindi la FA Cup vera e propria in cui alle 32 qualificate si sommano le 48 squadre (professionistiche) di League One e League Two.
Dopo i primi due turni nel turno di inizio gennaio entrano le 44 squadre di Premier League e Championship. Sono quindi solo 20 le formazioni che sopravvivono alla lunga carrellata estiva.
E qui bisogna sfatare un mito. Quest’anno ad esempio erano 4 le squadre di quinto livello presenti e una di settimo livello (lo Stourbridge qualificatosi alla FA Cup per la prima volta nella sua storia) mentre le altre 16 erano le reduci di terza e quarta divisione (comunque club professionistici) sommatesi alle grandi di “A e B”.
Da qui in avanti (64 squadre hanno giocato nell’ultimo week end dimezzandosi) si andrà avanti a eliminazione diretta. Sottolineiamo anche che i grandi club stanno premendo sulla FA affinché venga annullato il replay, ovvero si vada subito a supplementari e rigori in caso di pareggio. Questo per evitare l’intasarsi del calendario già denso di gennaio (ad esempio il Liverpool semifinalista di Coppa di Lega e costretto al replay dal piccolo Plymouth di League 2 deve giocare dall’11 gennaio all’11 febbraio ben 8 partite).

E in Italia?
In Italia andando a ritroso abbiamo 20 squadre in A e 22 in B che entrerebbero in gioco comunque a partire da gennaio (in questo senso non cambierebbe il calendario delle “grandi”).
A queste 42 squadre andrebbero aggiunte 22 qualificate dai due turni precedenti che potrebbero essere giocati da 80 squadre (a cui magari aggiungere come premio la qualificazione diretta per le due migliori escluse del campionati di Lega Pro dell’anno precedente).
Queste 80 (sempre volendo ricalcare la FA Cup, ma si può immaginare un percorso diverso) sarebbero date dalle migliori 48 di Lega Pro a cui aggiungere le 32 qualificate dei turni preliminari (il fatto di non essere automaticamente qualificate darebbe ai campionati dell’anno prima un obiettivo di piazzamento in più alle squadre).
Come ottenere queste 32 squadre? Alle 736 partecipanti totali bisognerebbe togliere le 90 squadre professionistiche di cui si è detto ed organizzare quindi un super-preliminare di qualificazione con 646 squadre.
Nella piramide italiana questo significa aggiungere le 10 squadre peggio piazzate di Lega Pro (come detto sopra) più le 162 squadre di Serie D, le 466 squadre di Eccellenza e le migliori 8 tra le 878 di Promozione (che potrebbero ad esempio essere scelte tra le vincitrici delle varie Coppa Italia di categoria dell’anno prima, secondo un criterio da individuare).
Vi è poi un aspetto che molti fanno notare e che riguarda la possibilità di far giocare in casa le squadre minori. Qui nascerebbe un problema (comunque non insormontabile) di impianti, ma quasi tutti potrebbero comunque ripiegare sul capoluogo più vicino in caso di inadeguatezza dell’impianto.

La formula stravolgerebbe il calendario?
Il problema naturalmente riguarda le grandi squadre. Queste attualmente si trovano a giocare un massimo di 5 partite da gennaio a maggio (ottavi e quarti in gara secca, due semifinali, eventuale finale). Entrando in gara dai trentaduesimi di finale avrebbero invece un massimo di 7 partite, incombenza che però toccherebbe ad un numero limitato di squadre.
Ovviamente il criterio più importante di tutti riguarda il sorteggio integrale. Un aspetto da non trascurare per due aspetti: il primo meramente sportivo (aumenta l’imprevedibilità), il secondo di ordine anche economico e d’interesse perché grandi sfide televisivamente appetibili tipo uno Juventus–Milan nel primo turno della Coppa sarebbe possibile e diversi scontri tra sole squadre di serie A sarebbero altamente probabili.

3 commenti:

Stefano ha detto...

Sono anni che si dice che la Coppa Italia andrebbe riformata ma poi rimane sempre uguale. Probabilmente questa formula fa comodo alle grandi squadre e non vogliono modificarla.

Simone ha detto...

Ma invece di scopiazzare gli altri campionati perché non studiamo una formula nostra. Ci sono mille opzioni, scegliamo quella che fa al caso nostro e proviamo ad applicarla. E' tanto difficile?

Stefano ha detto...

L'idea del sorteggio integrale mi pare buono, come quello di far giocare in casa la squadra più debole. Per il resto si può decidere come strutturarla.

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