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mercoledì 27 gennaio 2016

LA SOLITA INTER, LA SOLITA JUVE, IL SOLITO ARBITRO: E’ MONOLOGO BIANCONERO

COPPA ITALIA 2015-2016 – Semifinale d’Andata
JUVENTUS - INTER 3 - 0
36' Morata (rig.) - 63' Morata – 82’ Dybala

JUVENTUS (3-5-2): Neto; Caceres, Bonucci, Chiellini; Cuadrado (44' st Padoin), Pogba, Marchisio, Asamoah, Evra (36' st Alex Sandro); Mandzukic (31' st Dybala), Morata.
A disp.: Buffon, Rubinho, Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Hernanes.
All.: Allegri.
INTER (4-3-3): Handanovic; D'Ambrosio, Miranda, Murillo, Nagatomo; Melo (19' st Brozovic), Medel, Kondogbia; Biabiany (31' st Icardi), Jovetic, Ljajic (34' st Juan Jesus).
A disp.: Carrizo, Berni, Palacio, Telles, Montoya, Santon, Ranocchia, Gnoukouri, Brozovic, Manaj.
All.: Mancini.
Arbitro: Tagliavento

Vergognosi. Ancora una volta l’Inter offre una prestazione molto deludente e torna dallo Juventus Stadium con un pesante 0-3 che di fatto la elimina dalla Coppa Italia.
Mancini come sempre mescola le carte. Davanti ad Handanovic giocano D’Ambrosio e Nagatomo esterni (Santon gli fa così schifo?) con Miranda e Murillo coppia centrale. A centrocampo Medel, Felipe Melo e Kondogbia, in attacco Ljajic, Jovetic e Biabiany. Solo panchina per Icardi che ha nella Juventus la sua vittima preferita (non sia mai che Maurito decida di buttarla dentro).

Parte subito forte la Juve, che attacca fin dall'inizio e impedisce le ripartenze avversarie. Al 13esimo i bianconeri reclamano per un rigore netto dopo tocco di mano di Medel non visto da Tagliavento. Rigore che invece l'arbitro fischia al 36esimo: Cuadrado, il migliore dei suoi insieme a Morata, semina il panico tra la difesa nerazzurra e viene spinto da Murillo in area.
Dagli undici metri è Morata, che non segnava dal 4 ottobre, a battere Handanovic. Gli uomini di Mancini, pur continuando a non concedere grandi spazi agli avversari, non riescono quasi mai a incidere in attacco. Jovetic troppo statico, Biabiany più attento in fase difensiva, Ljajic completamente fuori dagli schemi.

La Juventus parte nella ripresa proponendo subito un ritmo sostenuto, alla ricerca di un altro gol pesante in chiave qualificazione. L'Inter non si fa trovare scoperta, Ljajic abbassa il proprio raggio d'azione per cercare di sfondare tra le linee, D'Ambrosio e Nagatomo sulle corsie laterali provano a prendere coraggio. Ma è la serata di Morata: rimpallo con Felipe Melo e altro pallone alle spalle di Handanovic.
Morata va anche vicino alla tripletta, ma da due passi spara alto sopra la traversa. L'Inter resta anche in 10, per il secondo giallo ai danni di Murillo che stende uno scatenato Cuadrado. All'84 il tris lo serve Dybala, appena entrato.
L’Inter torna da Torino con una pesante sconfitta. Sconfitta che è più che meritata per come ha giocato. Pochissimi tiri in porta, squadra messa in campo senza un minimo di logica (che senso ha avere degli esterni se poi lì in mezzo c’è il deserto?), tanta approssimazione. Per non parlare della prestazione dei singoli. Cuadrado sulla fascia ha fatto il bello e il cattivo tempo (ma guai a non far giocare Nagatomo), Ljajic è quel tipo di giocatore che può cambiarti la partita da un momento all’altro, ma nel frattempo batte male i calci d’angolo, batte male le punizioni, invece di provare a tirare passa ad un compagno o tenta un dribbling di troppo. Discorso simile per Jovetic che rispetto al serbo se non altro non batte punizioni e calcio d’angolo alla cazzo di cane.
Dall’altro lato una Juventus ben organizzata, che ha giocato bene, che ha sfruttato gli errori dell’avversario e che ha chiuso il discorso qualificazione in largo anticipo. Con il prezioso aiuto dell’arbitro, quel Paolo Tagliavento che ricorderete benissimo.
Il signor Tagliavento ha la sfortuna di non vedere il presunto mani di Medel e allora alla prima occasione rimedia dando subito rigore alla Juventus. Ma probabilmente il rigore è l’unica decisione giusta della sua gara. Per il resto è sempre pronto a fischiare punizioni contro l’Inter, ha sventolare cartellini gialli in modo gratuito (ridicolo quello a Miranda che, diffidato, salterà il ritorno) e a permettere a Chiellini di praticare il suo hobby preferito: fare il fabbro. La sua direzione di gara non pesa più di tanto visti gli scempi nerazzurri ma fosse stata una gara più equilibrata sicuramente sarebbe stato lui il “man of match”.
Per l’Inter è notte fonda. E domenica c’è il derby. Ho i brividi solo al pensiero…


4 commenti:

Nerazzurro ha detto...

Stavolta suona ridicolo prendersela con l'arbitraggio. Tagliavento è stato penoso, ma l'Inter è stata ancora più penosa.
Anche se Tagliaventus avesse arbitrato in modo equo avremmo rimediato una sconfitta sonora. E in fondo anche meritata.

Winnie ha detto...

Incredibile e preoccupante l'involuzione che abbiamo fatto nell'ultimo mese. Abbiamo perso fiducia e solidità, siamo una squadra allo sbando senza né arte né parte. Mi auguro che Mancini trovi al più presto il bandolo della matassa.

pippo ha detto...

in effetti manca un rigore alla juve(mani netto di...medel).entius ha ragione anche sull'altro errore(miranda non andava ammonito)ma chiellini non ha fatto il fabbro,ha ricevuto più falli di quelli fatti ma tanto è...chiellini e quindi vale il sentimento popolare.per il resto non ha arbitrato male.ma tanto bisogna lamentarsi....
il gesto tecnico migliore è stato...l'assist di felipe melo a morata.GRAZIE FRATELLO.

pippo ha detto...

secondo mark il rigore di medel "forse" è rigore....?questa rai vergognosamente schierata contro l'inter.....con tramezzani come opinionista.come vi piace il rumore dei nemici.......

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