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lunedì 12 gennaio 2015

Neapolitan blues declinato nell'azzurro


Il neapolitan blues declinato nell’azzurro del San Paolo, risuona in un’atmosfera magica ed surreale. Sessantamila al San Paolo celebrano  un simbolo, apparso, da sempre, come un  cantore della napoletanità nel collegamento tra il vecchio e il nuovo mondo, Pino Daniele. Le platee azzurre, sono innervate con eguale, passionale temperamento ,tanto simile a quello dei vicoli dei Quartieri Spagnoli, nei quali, talvolta, risuona il rhythm blues.L’orgoglio e le paure di una città intera. E cosi nell’uggiosa serata di ieri anche quando sono partite le note di Napul’è l’allegria e la malinconia erano mescolate. Un San Paolo infuocato, strapieno come ai tempi d'oro concilia il via a la sfida. 
L’inequivocabilità dei numeri segna 1-3, ma ora, più che mai, Napul’è, Pino Daniele.



Fenomenologia calcistica e divagazioni pizzicate di tarantella e blues :

CHE CALORE, Terra Mia, 1977 – “Che calore, che calore, dice ‘o guaglione” ; l’atmosfera thrilling avrà fatto venire i brividi a tutti i presenti tra gli spalti, anche grazie all’eccezionale coreografia inscenata all’ingresso i campo.

MARONNA MIA, Terra Mia, 1977 – “ Maronna Mia, Maronna Mia/Chi ce o’ dice ‘a casa ” ; passano venti minuti appena, De Guzman ha la ghiotta occasione di far gioire i tifosi. Calcia un rigore in movimento, ma non la serata non è quella giusta per lui. Spara altissimo. Non scuote neanche il deserto settore ospiti. Grande sconforto, in conseguenza anche, di una legge non scritta del calcio. Goal mancato.. 

I SAY I’ STO CCA’, Nero a Metà, 1980 – “I say i’sto ccà, la paura se ne va”;  una volee perfetta. Coordinazione, classe, eleganza, istinto, bravura e genialità. Da una palla sporca, esce un arcobaleno. La mente vola a quella di un franco-algerino che ha vestito la maglia bianconera. Il movimento acrobatico è quello delle grandi occasioni. Da tirarsi le orecchie. Quasi come quelle della coppa dalle orecchie lunghe. Ripeschiamo un frammento di una finale. La magia è fatta. Pogba è il giocoliere francese.Napoli il suo birillo. Il popolo zebrato può dormire sogni tranquilli. Fino al termine della stagione, al cirque du solei in versione torinese, varrà la pena di goderselo. 

SCHIZZECHEA, Schizzechea With Love, 1988 – “ Il tempo sta cambiando, Schizzechea” ; il silenzio cala tra i cinquantamila azzurri. Solo nella ripresa il tifo riprende incessante.

SCHIZZECHEA, Tra la pazzia e il blues, 1988 – “Mi piace andare forte, tra la pazzia e il blues” ; a sentire le dichiarazioni alla vigilia della gara, Max Allegri, è stato aspramente criticato per la sua arroganza. I suoi uomini gli hanno dato ragione, ad eccezion fatta per il goal subito. La vetta della classifica è ben salda.

MEDINA, Evviva ‘O Rrè, 2001 – “E’ muòrto ‘o re, evviva ‘o rre” ; Con la stessa irruenza di un colpo di stato, arriva l’inzuccata di chi non ti aspetti. Miguel Britos, solleva la china. Tutto da rifare per la casata Agnelli.

COME UN GELATO ALL’EQUATORE, Alibi Perfetto, 1999 – “ Il mio alibi perfetto, ed ormai, io ho perso la partita” ; L’alibi perfetto di Hamsik ed Higuain, impalpabili nei novanta minuti, è sicuramente la supercoppa. Ma ogni sfida tra il pueblo azzurro e la borghesia piemontese fa storia a sè.

VAI MO’, Yes I Know My Way, 1981 – “ Yes I know my way , mo nu me ne fotte chiù ” Vidal chiude la partita. Piazza un sinistro la dove dorme il gufo. Imparabile. Lo fa a modo suo. Le sue prestazioni stanno tornando imprescindibili per la squadra. 

NERO A META’, Quanno chiove, 1980 - “ E aspiett che chiove/l’aria s’adda cagna” ; dopo la debacle, urge nuovamente riprendere il passo. L’ardua lotta del terzo posto è ancora lunga.

PINO DANIELE, Je so Pazz, 1979 -  “ Je so pazz, nun nce scassate o’ cazz” ; le dichiarazioni post partita di ADL sono iniettate di rabbia e rancore per l’orgoglio ferito più che per la sconfitta. I commenti a caldo sono sempre quelli della foga. La rivalità non terminerà di certo oggi. Ma il bon ton è forse troppo difficile da mostrare in queste occasioni . La signorilità passa tristemente in secondo piano.
VAI MO, Nun ce sta piacere, 1981 – “Quaccosa nu va cchiu/e nu ce sta piacere a sta buono na sera” ; un happy ending non c’è stato; chi sperava in uno storico double, dovrà attendere. 

Il calcio, teatro popolare, continuerà a far divertire e sognare. La musica sarà, per sempre, paradigma indissolubile del nostro essere.



1 commento:

Pakos ha detto...

Articolo simpatico ed originale. Un modo carino per mescolare calcio e musica e ricordare ancora una volta quel grandissimo artista che è stato Pino Daniele.