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mercoledì 9 aprile 2014

E' UN'ATLETICO PERFETTO, IL BARCELLONA SI INCHINA

Il derby spagnolo di Champions League si tinge di rojiblanca. Il Barcellona, fuori ai quarti dopo sette anni, deve infatti arrendersi ad un Atletico pressoché perfetto che già all’andata aveva messo in difficoltà i blaugrana e che stasera ha legittimato il passaggio del turno con una gara perfetta dove il Barca è apparso impotente come non mai.
Avvio arrembante dell’Atletico a cui bastano sei minuti per andare in vantaggio con Koke, bravo a superare Pinto con una volée di sinistro dopo un palo colto da Villa. Colchoneros scatenati che sfiorano il raddoppio al decimo e al 18esimo minuto quando Adrian e Villa fanno tremare la porta di Pinto cogliendo una traversa a testa. E’ un Atletico praticamente perfetto, attento sulle fasce e impenetrabile per vie centrali.

Il Barça alza la testa solo in chiusura di primo tempo dopo oltre mezz’ora in balìa degli avversari. I catalani giocano un po’ meglio nella ripresa quando l’Atletico abbassa il ritmo. Al 47esimo Neymar costringe Courtois a una provvidenziale uscita bassa, prima che Xavi fallisca incredibilmente un tap-in a due passi dalla linea di porta.

Ma i blaugrana, alla disperata ricerca del pareggio, si espongono al contropiede colchonero, con Diego (appena entrato) e Gabi che graziano Pinto per due volte. Elettrizzante il quarto d’ora finale, con un Barça a quattro punte che si riversa inutilmente in avanti. Neymar fa una gran giocata, ma il suo colpo di testa sfiora il palo a Courtois battuto. Al fischio finale può esplodere la gioia liberatoria del Vicente Calderon. Dopo 40 anni l’Atletico Madrid è in semifinale di Champions League/Coppa Campioni. Merito di un gruppo ben forgiato dall’allenatore Diego Simeone, capace di costruire dal nulla una squadra capace di poter competere in Spagna con le sue superpotenze Real Madrid e Barcellona e in Europa di riuscire a ritagliarsi uno spazio da protagonista (se non ricordo male i colchoneros sono ancora imbattuti in questa edizione della Champions). Chelsea, Real Madrid e Bayern Monaco sono avvisate, per puntare al titolo dovranno vedersela anche con l’Atletico Madrid. E non sarà certo un ostacolo facile da superare.


Nell’altra semifinale il Bayern ci mette un po’ ma alla fine ha la meglio sul Manchester United senza troppe difficoltà. Dopo l’1-1 dell’Old Trafford, all'Allianz Arena finisce 3-1.
Il primo tempo non è granché: il Bayern fa la partita, ma senza esagerare. Perché l'1-1 dell'andata comunque basta ai tedeschi.
Succede tutto nel secondo tempo. Al 12 esimo la magia da fuori di Evra, una saetta incrociata di prima intenzione da fuori area, raccogliendo un pallone di Valencia. Passano due minuti e il Bayern pareggia i conti. Cross da sinistra di Ribery, di testa Mandzukic si mangia vivo proprio Evra sfruttando il fisicaccio: 1-1. Ma il Bayern è ormai lanciato e non si ferma più. Cross del solito Robben dalla destra, Mueller a centroarea si beve Vidic e segna sottomisura. 2-1. Poi arriva il sinistro deviato di Robben sulla quale De Gea non può arrivare e che manda i titoli di coda sulla Champions dei Red Devils.
Continua la striscia negativa del Manchester United in casa del Bayern Monaco: la squadra inglese in cinque gare ha rimediato tre sconfitte e due pari. Curiosità: era la terza volta che le due squadre si affrontavano ai quarti, e per la terza volta il Bayern ottiene la qualificazione.
Negli altri due precedenti il Bayern è sempre arrivato in finale, dove una volta perse (nel 2010 con l’Inter) ed una volta esultò (lo scorso anno nel derby con il Borussia).
Per Guardiola, piccolo record personale: quinta semifinale consecutiva da quando allena. Il tecnico spagnolo, messo in cassaforte il titolo tedesco, punta a fare il bis in Europa. Ci riuscirà?


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3 commenti:

Joker ha detto...

Correggo solo nel dire che il primo palo da dove poi scaturisce il gol qualche secondo dopo è di Adrìan e gli aktri due sono consecutivi di Villa.. ma cmq poco importa, perché tutto il resto è poesia! C'e veramente veramente poco da dire.. Atletico Madrid semplicemente mostruoso, che mette un intensità in campo incredibile! Simeone ha forgiato questa squadra a sua immagine e somiglianza e intelligentemente si distacca leggermente dal tipo di calcio spagnolo e dà un impronta appena italiana! Grande Cholo vamooosssss!

Theseus ha detto...

Il Barcellona non é più quello di qualche anno fa. Attualmente dà la sensazione di essere una squadra forte ma non imbattibile. La doppia sfida con l'Atletico ne é la dimostrazione. Giusto esaltare la grande prestazione di ieri sera ma non sottovalutiamo il fatto che i colchoneros hanno ipotecato mezza qualificazione uscendo imbattuti dal Camp Nou.

Anonimo ha detto...

E' sempre più sotto gli occhi di tutti il fatto che, più dei valori tecnico-tattici di una squadra, a fare la differenza è l'intensità con cui una squadra esprime il suo gioco... se questa è superiore, possono anche annullarsi i gap tecnici tra due squadre... il Barcellona come valori tecnici è nettamente superiore all'Atletico, ma quest'anno in 5 sfide dirette non è mai stato in grado di vincere... e di questo bisogna dare merito all'allenatore, che sta compiendo un autentico capolavoro.
Juan

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