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lunedì 24 marzo 2014

UN PASSO INDIETRO PER COLPA DELLA SFORTUNA (o forse no)

Ieri sera mi chiedevo se la sconfitta subita dall’Atalanta in casa fosse stato un passo indietro o un episodio sfortunato. Alla fine, riflettendo su oggi, sono arrivato alla conclusione che è stato un passo indietro per colpa della sfortuna. Perché in tutta sincerità se dopo aver attaccato a spron battuto, aver creato mille occasioni, preso due pali e due traverse, vieni beffato da una delle rarissime occasioni che capita sui piedi degli avversari, una buona dose di colpe è sicuramente da attribuire alla sfortuna. E se invece di colpire i pali la palla fosse finita in rete adesso saremmo qui a commentare ben altra gara.

In alcuni casi un colpo di fortuna (o di sfortuna) può cambiare le sorti di una gara. E perché no, anche di un’intera stagione. Se ieri avessimo conquistato i tre punti saremmo andati a -8 dal terzo posto occupato dal Napoli. La strada da fare sarebbe stata comunque ancora molta e tutta in salita però magari sotto la spinta dei tre punti da qui a fine stagione ce la saremmo potuta giocare.

Maledetta sfortuna, verrebbe da dire. O forse no. Perché se è vero che quel gol al novantesimo è lo specchio della sfortuna, è anche vero che non siamo proprio esente da colpe. L’ho già scritto ieri sera, se crei tante occasioni da rete e non riesci a concretizzarne nemmeno una non è solo questione di sfortuna. Per dire, leggevo ieri sera da qualche parte che le 23 occasioni da rete sono una cosa abbastanza insolita e che l’Inter ebbe così tante occasioni anche contro il Sassuolo all’andata. E ricordate come finì? 7-0. Non avevamo la pretesa di assistere ad un'altra goleada, ci sarebbe bastato anche un 2-1. Invece, continuiamo ad avere qualche problemino sotto porta non riuscendo ad essere cinici e concreti. E purtroppo non possiamo certo attribuire alla sfortuna anche la nostra scarsa propensione a buttarla dentro. Né, almeno credo, si può attribuire alla sfiga la nostra “allegria” difensiva. I due gol presi pesano, e tanto, sulla coscienza dei nostri difensori, in particolare a Jonathan (tanto decisivo a Verona quanto disastroso ieri) e il secondo è per metà da addossare ad Handanovic che non esce dai pali e riesce a farsi passare il pallone sotto le gambe. Quindi direi che abbiamo avuto tanta sfortuna ieri pomeriggio ma ci abbiamo messo parecchio del nostro anche noi.

Per una volta non mi sento di addossare particolari colpe a Mazzarri. Certo qualche errorino l’ha fatto. Tipo inserire un inguardabile Alvarez per Cambiasso o inserire Kovacic a pochi minuti dal termine.

Ma spesso l’allenatore fa delle mosse. Se le azzecca è un grande, se le sbaglia è un coglione. Se Alvarez avesse dato una spinta in più o procurato il gol della vittoria saremmo qui ad elogiare le doti del tecnico livornese. Invece Ricky ieri pomeriggio era inguardabile e di conseguenza il nostro mister è criticabile. Fino ad un certo punto, ovviamente.
Vuoi per sfortuna, vuoi per demeriti nostri, dobbiamo registrare l’ennesimo passo indietro della stagione. Qualcuno si ostina a sostenere che è una stagione transitoria, che certi risultati sono da mettere in conto, che qualche passo falso può starci. Ma questi discorsi andavano bene qualche mese fa, non oggi che siamo a metà marzo e la stagione è entrata nel suo rush finale. La fase transitoria dovrebbe essere passata e queste ultime giornate dovrebbero servire per gettare le basi per il futuro. Un futuro che di domenica in domenica appare a volte grigio, a volte roseo. Quale sarà quello giusto?


2 commenti:

Brother ha detto...

La fortuna aiuta gli audaci.
E la sfortuna colpisce i coglioni. Ok la sfortuna, va bene i pali e le traverse, però se attacchi tanto e non riesci a buttarla dentro è coglionaggine.

Winnie ha detto...

Ok, guardiamola da un altro lato. Noi siamo stati dei coglioni a non buttarla dentro ma la sfortuna ci ha perseguitato...

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