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martedì 11 marzo 2014

POKER ATLETICO, L'INTERISTA SIMEONE TRAVOLGE IL MILAN

Champions League 2013-2014 – Ritorno degli Ottavi di Finale
ATLETICO MADRID-MILAN 4-1
3’ Diego Costa – 27’ Kakà – 40’ Arda Turan 71’ Raul Garcia – 85’ Diego Costa

ATLETICO MADRID (4-2-3-1): Courtois; Juanfran, Miranda, Godin, Filipe Luis; Gabi, Mario Suarez; Koke (dal 37’ s.t. Diego), Arda Turan (dal 33’ s.t. Rodriguez), Raul Garcia (dal 26’ s.t. Sosa); Diego Costa.
PANCHINA: Aranzubia, Alderweireld, Insua, Villa.
ALLENATORE Simeone.
MILAN (4-2-3-1): Abbiati; Abate, Rami, Bonera, Emanuelson; De Jong (dal 33’ s.t. Muntari), Essien (dal 24’ s.t. Pazzini); Taraabt (dal 1’ s.t. Robinho), Poli; Kakà; Balotelli.
PANCHINA: Amelia, Mexes, Zaccardo, De Sciglio.
ALLENATORE Seedorf.
ARBITRO: Clattenburg (Ing).

Il Milan rimedia quattro pere e se ne torna mestamente a casa. Troppo forte questo Atletico, troppo scarso questo Milan il cui reparto difensivo fa sembrare un fortino inespugnabile la difesa dell’Inter dello scorso anno.
Il Milan ci crede. Crede nella remuntada, forte anche di quel “spirito europeo” di cui Galliani va tanto fiero.
Peccato che tra dire e fare ci sia di mezzo il mare e dopo tre minuti i rossoneri sono già sotto di un gol. Koke imbecca Diego Costa che in spaccata in area di rigore fa 1-0. Errore clamoroso di Rami, che si perde il bomber spagnolo.
L’Atletico però tira un po’ i remi in barca e col passare dei minuti il Milan prende coraggio. E prima della mezzora trova il gol del pareggio che rimette in gioco la qualificazione (ai rossoneri basterebbe a questo punto un solo gol). Minuto 27: Balotelli serve Poli sulla destra, il quale mette in mezzo un pallone d’oro per Kakà che di testa tutto solo fa 1-1.

Il Milan al 36’ sfiora il clamoroso vantaggio sempre con Kakà, che di testa dall’interno dell’area manda di poco alto.

Nel momento migliore del Milan l’Atletico ritrova il vantaggio al minuto 40. Cross dalla trequarti, Raul Garcia di petto serve arda Turan che dal limite tira un destro senza troppe pretese ma la palla, deviata da Rami, prende una traettoria strana che si insacca direttamente alle spalle di Abbiati. L’Atletico addirittura sfiora il tris prima dell’intervallo ma la rovesciata di Raul Garcia finisce fuori.
Nell ripresa Seedorf si gioca la carta Robinho per Taarabt. Gli spagnoli sfiorano il 3-1 al 48esimo con Gabi, che scheggia il palo con un destro velenoso. Al 60esimo il Milan torna a farsi vedere dalle parti di Courtois con una punizione di Balotelli, che però viene deviata dalla barriera e termina in angolo.
Al 68esimo Seedorf si gioca il tutto per tutto: fuori uno spaesato ed irriconoscibile Essien dentro Pazzini. Ma al 71esimo Raul Garcia beffa Rami e De Jong e di testa batte un incerto Abbiati.
La reazione del Milan è tutta nel palo che colpisce Robinho al minuto 73. A cinque minuti dal termine arriva il poker madrileno con Diego Costa che firma la sua doppietta personale dopo una grande giocata che beffa l’intera difesa del Milan.
Finisce 4-1. Forse un risultato pesante per il Milan visto nel primo tempo. Sebbene la netta vittoria dei colchoneros testimonia perfettamente l’abisso che c’è attualmente tra le nostre big (non scordiamoci che la Juventus è stata sbattuta fuori da Copenaghen e Galatasaray) e i top team europei.
Del resto, già al momento del sorteggio si era avuta la sensazione che potesse finire così. Poi si spera sempre che nel calcio possa succedere di tutto e che l’esito non è mai scontato, ma alla fine non c’è molto da dire.
Il Milan torna meritatamente a casa e conferma che la sua stagione è davvero da buttare via (salvo miracoli primaverili o rigori a ripetizione), l’Atletico approda invece ai quarti. Simeone sta facendo un ottimo lavoro nella metà meno famosa della Madrid calcistica. Non mi dispiacerebbe vederlo all’opera nella metà internazionale della Milano calcistica.

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2 commenti:

Michele ha detto...

Mamma mia che scoppola !!! Sconfitta purtroppo meritata. Questo Milan é davvero poca roba...

Stefano ha detto...

Non capisco perché vi meravigliate. Se siete coscienti del livello attuale del calcio italiano e di quello spagnolo, l'esito dovrebbe essere fin troppo scontato.

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