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giovedì 9 gennaio 2014

INTER, BYE BYE COPPA ITALIA (ma ancora una volta negato un rigore)

COPPA ITALIA 2013-2014 – Ottavi di Finale
UDINESE - INTER 1 - 0
30’ Maicosuel

UDINESE (3-5-1-1): Kelava; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Widmer, Badu, Allan, Pinzi, Gabriel Silva; Maicosuel (dal 44' s.t. Bruno Fernandes); Nico Lopez (dal 31' s.t. Pereyra).
Panchina: Scuffet, Naldo, Bubnjic, Basta, Di Natale, Milnar, Jadson, Douglas, Lazzari, Zielinski.
All. Guidolin
INTER (3-5-1-1): Carrizo; Andreolli, Samuel, Campagnaro; Zanetti (dal 16' s.t. Alvarez), Guarin, Mudingayi (dal 1' s.t. Palacio), Kuzmanovic, Nagatomo; Kovacic (dal 36' s.t. Botta); Milito.
Panchina: Handanovic, Castellazzi, Jonathan, Rolando, Juan Jesus, Ranocchia, Cambiasso.
All. Mazzarri
ARBITRO: Calvarese di Teramo

Dopo 12 anni l’Inter esce agli ottavi di Coppa Italia. Non succedeva dai tempi di Cuper e questo dovrebbe far riflettere, e non poco.
Mazzarri, forse in preda ad un momento di follia, attua il turnover (in precedenza Frustalupi gli aveva spiegato in cosa consisteva) e schiera Carrizo in porta, Andreolli, Samuel e Campagnaro in difesa, Zanetti e Nagatomo esterni di centrocampo con Kuzmanovic, Guarin e Mudingayi (sì, abbiamo anche lui a libro paga) in mezzo e Kovacic dietro l’unica punta Pal… ah, no, Milito.

La partita, manco a dirlo, la fa l’Udinese. L’Inter è in notevole difficoltà e stenta ad entrare in partita. Alla mezzora del primo tempo il gol che decide il match. Nico Lopez imbecca Maicosuel che da pochi passi deposita in rete. L’Inter finalmente si sveglia, Kuzmanovic colpisce la traversa su un cross, Milito si lamenta per una trattenuta in area di Domizzi (ovviamente il rigore rimane un’utopia in casa nerazzurra, soprattutto se l’avversario ha la maglia bianconera).

Nella ripresa Palacio entra al posto di Mudingayi e l’Inter passa a giocare con le due punte. E’ un’Inter più grintosa, che ci mette impegno e voglia di fare ma l’Udinese in contropiede è sempre pericolosa. Mazzarri butta nella mischia anche Alvarez per Zanetti e Botta (il cui contratto è stato depositato oggi) per Kovacic. Ma non cambia molto. Nel finale Guarin sfiora il gol del pareggio ma spara fuori mentre l’Udinese spreca l’ennesimo contropiede.
Finisce 1-0, l’Udinese vola ai quarti dove troverà la vincente di Milan-Spezia, l’Inter se ne torna a casa mestamente. Difficile giudicare la prestazione dei nerazzurri. Rispetto alla gara dell’Olimpico di tre giorni fa, mi è piaciuta la grinta e la determinazione nel cercare di raddrizzare il risultato. Soprattutto nella ripresa abbiamo avuto una bella reazione. Ma permangono sempre gli stessi problemi. La difesa fa acqua da tutte le parti (e non possiamo nemmeno addossare le colpe a Ranocchia perché non c’era), alcuni giocatori hanno già dato (io adoro Zanetti e stravedo per lui ma a 40 anni dovrebbe decidere a farsi da parte), altri sono ancora acerbi (Kovacic) o non sono da Inter (qua lascio a voi fare i nomi).
A metà gennaio siamo fuori dalla Coppa Italia e abbastanza in difficoltà in campionato. Altro che Inter di Stramaccioni, sembra di rivedere l’Inter di metà anni Novanta quando a Natale gli obiettivi stagionali erano tutti andati a farsi benedire.
Appunto finale sul rigore negato (in realtà nel secondo tempo ce n’era anche un altro). La cosa non rappresenta più una novità (se non erro quattro rigori negati nelle ultime quattro gare, non male come media). Sinceramente non ricordo più quando è stata l’ultima volta che ci hanno assegnato un rigore (mi pare in Inter-Lazio dello scorso 8 maggio ma non sono sicuro). Fermo restando che il fatto che non ci danno rigori non deve essere un alibi per giustificare le sconfitte, credo che qualche nostro dirigente (perché abbiamo anche dei dirigenti, vero?) dovrebbe far sentire la propria voce. E non dovrebbe farlo sussurrando ma urlando. O ci dobbiamo affidare al Bonolis di turno?

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

rigore??...ma di nuovo? dici?

Brother ha detto...

Ma cosa pretendete da questa rosa? Tra prossimi pensionati, giovani acerbi (e anche incapaci) e giocatori buoni per fare la panchina in Serie B, Mazzarri non ha grande varietà di scelta.

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