GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

giovedì 17 ottobre 2013

L’ESILIO E’ FINITO, IL CAGLIARI TORNA A CASA

Finalmente si torna a casa. Come quando torni a casa dopo molti mesi che sei stato lontano per lavoro, per studio o per altri motivi.
Un po’ quello che è successo al Cagliari Calcio, costretto, visto l’inagibilità del Sant’Elia, per 18 mesi a perenni trasferte. Anche quando giocava in casa doveva trasferirisi altrove (quasi sempre a Trieste).
Una situazione sgradevole. Al tal punto che prorpio qualche settimana fa il capitano dei rossoblu Daniele Conti in conferenza stampa si era lamentato minacciando lo sciopero se non si fosse trovata una soluzione in tempi brevi.
Ma per fortuna la soluzione è stata trovata sebbene sia solo ancora abbansatnza precaria. L’importante è che Cagliari-Catania, in programma sabato prossimo, si giocherà allo stadio Sant’Elia.
L’impianto del capoluogo sardo non è in perfette condizioni, dopo oltre un anno di chiusura, e si sta facendo di tutto per renderlo sufficientemente accogliente. Per il momento ci sono pesanti limitazioni, a partire dalla capienza che sarà ridotta ad appena 4789 spettatori, gli unici settori per i quali saranno messi in vendita i biglietti saranno la Tribuna e la Curva Nord, mentre resteranno chiusi i Distinti e la Curva Sud.
Nelle prossime settimane si conta di poter ritornare ad usare tutto l’impianto per arrivare ad una capienza di circa 16 mila spettatori, meno dei 20 mila richiesti per una partita di A, servirà quindi comunque una deroga.
L’ultima partita del Cagliari al Sant’Elia risale al 1 aprile del 2012, sulla panchina sedeva Ficcadenti e i gol di Conti e Pinilla servirono a conquistare tre punti contro l’Atalanta di Colantuono. La settimana dopo iniziò l’esilio cagliaritano, in occasione della sfida con l’Inter infatti la squadra giocò per la prima volta al Nereo Rocco di Trieste, finì 2-2. Sempre nel capoluogo giuliano si giocò anche la partita che consegnò matematicamente il ventottesimo scudetto alla Juventus di Antonio Conte. La scorsa stagione è stata caratterizzata dalla lunghissima querelle sullo stadio di Quartu Sant’Elena che ha portato all’arresto di Massimo Cellino e alcuni rappresentanti del Comune per peculato e falso ideologico. Ad Is Arenas si è giocato poche volte, ci sono stati i punti a tavolino della Roma e poi il nuovo viaggio lungo l’Italia.
Sabato finalmente si torna a giocare in casa, sebbene, come già detto, si tratta comunque di una soluzione che non è possibile considerare definitiva. Lo storico impianto dello scudetto non è assolutamente adeguato ad ospitare incontri di Serie A e di sicuro la battaglia di Cellino per lo stadio di proprietà ricomincerà.
Nel frattempo i tifosi rossoblu potranno riabbracciare la propria squadra e assistere alle partite in Sardegna senza dover fare pesanti e costose trasferte. E anche i giocatori saranno sicuramente felici di poter finalmente ritornare a giocare davanti al proprio pubblico.

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

2 commenti:

Tifosi_si_nasce ha detto...

io però sono scontento che sono tornati al S.Elia e non ad Is Arenas, c'era la possibilità di giocare in uno stadio di proprietà ed invece restano vincolati al comune, boh...

Mattia ha detto...

Questo la dice lunga sul fatto che in Italia la burocrazia non agevola la costruzione di uno stadio di proprietà ma la ostacola. Comunque l'importante é essere tornati a giocare a Cagliari. Presto si risolverà anche la questione relativa all' Arenas.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails