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mercoledì 21 marzo 2012

CERCI, UN TALENTO SPRECATO

Lo chiamavano l'Henry di Valmontone. Quando, con le sue accelerazioni, saltava l'uomo. E sembrava uno dei prossimi pilastri delle nazionali a venire. Perché Alessio Cerci aveva tutti i crismi del predestinato, dalla Primavera all'esordio niente meno che con Fabio Capello nel 2004. Esattamente 7 anni fa, il 21 marzo 2005, firmava il suo primo contratto da professionista, a nemmeno diciotto anni.
Ora, che di anni ne ha quasi venticinque, Cerci è a un bivio della sua carriera. L'ennesimo perché dai tempi di Roma ne è passata di acqua sotto i ponti, da Brescia a Bergamo (sponda Atalanta) passando per Pisa. Giampiero Ventura è la porta girevole di una carriera che potrebbe decollare a brevissimo giro di posta. Infortuni e un carattere particolare lo hanno frenato più o meno ovunque.
Il trasferimento a titolo definitivo alla Fiorentina, per quattro milioni di euro e spicci, sembrava la possibile svolta. Niente da fare, il carattere rimane quello che è (ha dato dello str... a un tifoso toscano non più tardi di due giorni fa) e le frasi da "romano ferito" di quest'estate stonano con il rendimento in questa stagione.
Strabiliante fino alla gara con il Napoli, nella quale sembrava il migliore Bruno Conti. Poi, il buio. Forse Corvino avrebbe fatto meglio a cederlo al Manchester City, seppur non offrissero i soldi richiesti dalla società viola.
Riavvolgimento veloce fino all'espulsione di domenica, costata lo 0-5 contro la Juventus. Una gara storica che i fiorentini - e la Fiorentina - non scorderanno a breve giro di posta. Colpa anche di Cerci: "Non l'hai vista la gomitata?", è stata la giustificazione. Quello che abbiamo visto è solamente una parte infinitesimale del suo talento. Che, a 25 anni, sembra sempre più sprecato. (Tuttomercatoweb)
Quanti Cerci ci stanno in giro? Quanti giocatori con grosse potenzialità che si sono persi per strada? Tantissimi. Dal bomber che infila due gol ed è subito indicato come l’erede di Tal de Tali al difensore che azzecca un paio di buone gare e diventa il nuovo Tizio.
Cerci non fa eccezione. Lui rientra tra nella categoria di quelli la cui bravura con i piedi è indirettamente proporzionale alla quantità di materia grigia nel cervello. Un vero peccato. Perché l’ala della Fiorentina potrebbe diventare un buon giocatore se solo facesse funzionare il cervello.
A me Cerci piace. E’ uno di quei giocatori di fascia che possono cambiarti la partita. Lo vedrei bene nell’Inter del futuro. Ma con il carattere che si ritrova, è meglio che resti dov’é.



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2 commenti:

Rudy ha detto...

Uno dei tanti convinti di essere dei fuoriclasse solo perchè sanno tirare quattro calci ad un pallone. Buffone.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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