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martedì 7 settembre 2010

GRADINATA VUOTA? ECCO I TIFOSI VIRTUALI


Tifosi virtuali? Ci arriveremo prima o poi. Intanto domenica allo stadio “Nereo Rocco” di Trieste in occasione della sfida tra i padroni di casa e il Pescara abbiamo assistito al primo passo verso l’era del 3d e dei tifosi virtuali.
Il presidente degli alabardi Stefano Fantinel ha fatto chiudere ad inizio stagione la gradinata “Colaussi” per risparmiare sulle spese di gestione di quel settore (tra steward e altro pare che si risparmi 100 mila euro) e ha pensato bene di far coprire una parte della gradinata stessa con un telone raffigurante i tifosi.
Non si tratta di una carnevalata, ma, per la società alabardata, di un'importante operazione di marketing: per attuare il progetto, infatti, è nata una partnership tra la Triestina e la Gsport, azienda leader nel settore della comunicazione legato allo sport, che ha scelto di investire sul "Rocco" proprio per le sue peculiari specifiche. Pare infatti che su questi teloni verranno in futuro inseriti dei messaggi pubblicitari.
La copertura si chiama tecnicamente "back drop", e non è una novità nel mondo del calcio visto che è stato utilizzato in passato da altre società europee e in Italia dal Parma. Idea interessante ma che non coincide con lo spirito di uno stadio. Alla bellezza di un gol contribuisce anche il boato dello stadio nel momento in cui la palla finisce in fondo al sacco. Dove sono i tifosi? Chissà, magari prima o poi si ovvierà anche a questo problema con degli effetti sonori preregistrati.
E i tifosi veri? Quelli resteranno a casa. Del resto tra tornelli, tessera del tifoso, scontri fra ultrà e tutto il resto, tanto vale sostenere la propria squadra del cuore restando comodamente seduti sul divano.


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2 commenti:

Pakos ha detto...

Cosa scontata che hanno detto tutti: Ma invece dei teloni non era meglio riempirla con dei bambini?

Entius ha detto...

Sicuramente Pakos.

Ma se in Inghilterra, per fare un esempio, gli stadi sono sempre stracolmi e qui sono talmente vuoti da indurre un presidente a chiudere un settore, il problema è ben più grave.
Possiamo invitare tutta la vita i bambini allo stadio ma resta il fatto che parliamo di una struttura inospitale e non adatta a bimbi e famiglie.

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