sabato 10 ottobre 2026

RIPARTIRE DA DOVE ERAVAMO RIMASTI

Si riparte. Messa da parte la lunghissima sosta per le Nazionali (è ufficiale: tre settimane sono davvero troppe), possiamo ricominciare a pensare al campionato e alla lunghissima corsa scudetto che ci aspetta. Corsa scudetto che è ancora all’inizio (può ancora succedere tutto e il contrario di tutto), ma che nelle prossime settimane potrebbe iniziare a dare i primi indirizzi stagionali. Anche perché da oggi fino alla prossima sosta per le Nazionali di metà novembre siamo attesi (noi e le nostre dirette avversarie) da un lungo tour de force che inevitabilmente indirizzerà nel bene o nel male la stagione. 
Ma come sempre bisogna andare per gradi e pensare di partita in partita. Primo obiettivo Inter-Parma di oggi pomeriggio. 
La sosta è sicuramente servita per ricaricare le batterie (oddio, pensare di ricaricare le batterie con molti giocatori impegnati con le Nazionali mi sembra fin troppo ottimistico) e riorganizzare le idee. Soprattutto riorganizzare la fase difensiva, vera e propria lacuna di questa squadra in questo inizio di stagione. È vero col Napoli e con l’Udinese abbiamo ribaltato il risultato, con la Roma abbiamo rimontato, ma andare ogni volta sotto di due gol, non mi sembra il caso. Ne godrà sicuramente lo spettacolo, ma di sicuro non la nostra salute psico-fisica. 
Chivu non può contare su Jones e Stones, ma c’è qualche speranza di poter vedere Spence, inoltre bisogna vedere il livello fisico dei vari Nazionali rientrati tra mercoledì e giovedì. In porta ballottaggio tra Josep Martinez e Provedel, difesa con Bisseck, Akanji e Bastoni, ma non è da escludere che Pavard e Carlos Augusto possano strappare una maglia da titolare. Sull’out destro maxi ballottaggio tra Diouf, Luis Enrique e Spence, col sottoscritto che sarebbe molto curioso di vedere finalmente all’opera il presunto erede di Dumfries. In mezzo al campo sicuro di una maglia Calhanoglu con Barella, Susic, Zielinski e Mkhitaryan a giocarsi gli altri due posti disponibili. In avanti molto probabile una coppia tutta francese Bonny-Thuram con capitan Lautaro e Pio Esposito che si accomodano in panchina. 
Il bilancio dei precedenti è nettamente nerazzurro con i ducali che hanno vinto a San Siro solo in due delle 28 sfide fin qui disputate. L'Inter è rimasta imbattuta nelle ultime nove sfide contro il Parma in campionato (6 vittorie e 3 pareggi), vincendo quattro delle cinque più recenti. L'ultimo successo dei ducali contro i nerazzurri in Serie A risale al 15 settembre 2018 (1-0 al Meazza grazie al gol dell'ex Federico Dimarco). 
Insomma tutto fa pensare che oggi pomeriggio… Vabbè, non diciamo niente. Come scrivevo in settimana “non esistono partite facili o avversari abbordabili. Ormai qualsiasi squadra non fa dormire sonni tranquilli. Il cetriolo è sempre dietro l'angolo. E poi noi siamo sempre l'Inter.” FORZA INTER !!!

ENTIUS. Giornalista mancato, tifoso nerazzurro, blogger per passione. Appassionato di calcio da quando i Mondiali di Italia ’90 gli cambiarono la vita. Ha deciso che scriverà un libro prima o poi.


SOGNANDO LA GRANDE IMPRESA
Se avesse potuto scegliere, sono convinto che Alberto Gilardino avrebbe preferito un esordio più morbido per la sua prima partita sulla panchina del Parma. Magari una formazione di medio-bassa classifica, magari uno scontro diretto delle retrovie. E invece gli è toccato l’Inter, Campione d’Italia in carica. Per la serie “peggio di così…”. 
A volte la sosta per la Nazionale è un bene. Come in questo caso. Cuesta è stato esonerato (nonostante la vittoria contro il Genoa, la prima stagionale) e il suo successore, Gilardino, ha avuto modo di poter lavorare in tutta tranquillità per due settimane e rendersi conto sul da farsi. 
Purtroppo, come detto, l’ex bomber gialloblu (50 gol in 96 partite, secondo miglior marcatore dietro a Crespo) troverà l’Inter sulla sua strada. Un battesimo di fuoco da cui sarà molto molto difficile uscirne indenni. I nerazzurri sono forti, hanno una squadra solida, una rosa consolidata. Nelle ultime partite hanno pure dimostrato di essere capaci di ribaltare e rimontare a proprio piacimento le partite. Direi che l’esito del match è scontato. 
O forse no. Il calcio sa regalare imprevisti, colpi di scena, risultati che neanche immaginavi. Come quando nel settembre 2018 da neopromossa andammo a San Siro e vincemmo 1-0 grazie ad un gol di Dimarco. Quella è stata l’unica vittoria del nuovo millennio in quel di San Siro. Sembrava impossibile e invece… 
Un po’ come la sfida che ci aspetta sabato pomeriggio. Anche in questo caso sembra impossibile, ma… 
Tra l’altro, leggevo una statistica che diceva che nelle ultime quattro occasioni in cui si è giocato dopo la sosta per le Nazionali l’Inter ha perso 2 volte. E se è vero che non c’è due senza tre… 
Vabbè, non facciamoci troppe illusioni e voli pindarici. L’importante è andare a San Siro e giocarcela a testa alta, senza timori reverenziali e senza paura. Se riusciamo ad uscire indenni dallo stadio milanese sarà un bene e saremo sicuramente tutti più felici. In caso contrario, saremo coscienti di aver fatto tutto il possibile a nostra disposizione e di esserci dovuti arrendere ad una signora squadra. Forza Ragazzi !!!

MATTIA. Il Calcio è la metafora della vita. O forse è la vita ad essere la metafora del calcio. Sono più di 20 anni che sto cercando di capirlo. 
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1 commento:

Winnie ha detto...

Mi dispiace per te, ma il sogno di un impresa è rimasto tale...