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lunedì 19 novembre 2018

L'ANNUS HORRIBILIS DELLA GERMANIA (ma il futuro...)

Il 2018 sarà ricordato in Germania come un anno da dimenticare per quanto riguarda la Nazionale di calcio. Un anno disastroso, con sei sconfitte, un Mondiale perso nella fase a gironi e l’ultimo posto conclamato nel gruppo di Nations League. Questi ultimi 12 mesi stanno passando agli archivi come qualcosa di veramente orribile.
E inevitabilmente tornano alla memoria gli articoli, le opinioni e le sentenze di quattro anni fa (praticamente l’altro ieri), quando la Germania andò a vincere il mondiale in Brasile, prima svergognando e umiliando i padroni di casa con sette gol sette e poi liquidando l'Argentina nei supplementari della finale. In contemporanea l'Italia, dopo un debutto trionfale con l'Inghilterra, le buscò da Costarica e Uruguay. Fu l'occasione per dire e scrivere che la Germania aveva dimostrato al mondo come si dovesse costruire una squadra, una scuola calcistica, un intero Paese di football. La Bundesliga venne indicata come modello di sviluppo, tecnico e commerciale.

Quattro anni dopo la situazione, come abbiamo visto, è ben diversa e quella Germania da prendere a modello appare solo come un lontano ricordo. Eppure si va avanti con questa linea tecnica (in Italia avremmo già cambiato commissario tecnico da tempo). Del resto Joachim Loew ha in tasca il contratto fino al prossimo Europeo, non ha nessuna intenzione di andarsene e gode dell’appoggio incondizionato della Federazione (Grindel) e del settore nazionale (Bierhoff).
Gli errori di Loew sono stati più di uno ma vengono fatti rientrare dai poteri forti tedeschi (anche della politica: Angela Merkel è da sempre un’alleata del tecnico) nella categoria degli incidenti di percorso: scelte pre-mondiali discutibili (è il caso, per motivi mai completamente chiariti, di Sanè oltre che Wagner, attaccante emergente al top della condizione), spogliatoio arrivato in Russia senza armonia, eccessiva fiducia nel blocco Bayern, approdato spompo al mondiale ed una fase difensiva davvero approssimativa.
Ma nel calderone dell’anno orribile della Germania devono però rientrare anche situazioni che non possono dipendere dal commissario tecnico teutonico come la mancanza di personaggi chiave per la chimica del gruppo (Lahm, per esempio), leader anche fuori dal campo in Brasile, o la mancanza di un centravanti vero, terminata l’era di Klose e Gomez. Loew ha la fortuna comunque di ripartire da un serbatoio ricco a disposizione, con ragazzi con 25 anni o anche meno già inseriti in Nazionale, tipo Werner, Brandt, Kimmich, Suele, Ruediger, Goretzka, Draxler, Sanè, Gnabry, Kehrer e Schulz, e con un sistema di interscambio tra le rappresentative giovanili ormai collaudato e che funziona bene. E con il valore aggiunto di un leader tecnico maturo che potrà essere Marko Reus, mai così splendente in una carriera finora tormentata dal tanti incidenti.
Insomma, il presente è nero che più nero non si può, ma il futuro si presenta roseo. Almeno all’apparenza.
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2 commenti:

Theseus ha detto...

Come si suol dire "mal comune mezzo gaudio". Non è solo l'Italia a dover ricostruire, ma anche la Germania. Senza considerare che anche l'Olanda è in fase di crescita dopo le mancate qualificazioni ad Europei e Mondiali.

Entius ha detto...

E anche la Germania è senza un grande bomber. Alla fine il problema è di molti. Anche la Nazionale tedesca, al pari di quella azzurra, è piena di seconde punte, trequartisti, giocatori offensivi, ma un bomber d'area manca proprio.

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