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giovedì 15 novembre 2018

IL SOLDATO DI (S)VENTURA (l’ultimo burrascoso anno dell’ex ct azzurro)

Quando un mese fa Giampiero Ventura è approdato sulla panchina del Chievo credo di essere stato tra i pochi che si è augurato che potesse avere un pronto riscatto dopo il disastro con la Nazionale.

Il fatto di aver fallito con la Nazionale una qualificazione Mondiale (evento che non si verificava da 60 anni) lo ha fatto entrare immediatamente nella storia del calcio italiano e, purtroppo per lui, sul podio dei personaggi calcistici più odiati. Dopo le ottime cose che aveva fatto vedere sulla panchina di Bari e Torino (giusto per citare le ultime due esperienze) ci saremmo aspettati che anche in Nazionale le cose sarebbe andate bene. E così è stato, fino ad un certo punto. Non scordiamoci che lo scorso anno fino a settembre ci siamo giocati la vittoria del girone di qualificazione con la Spagna. La sconfitta in terra spagnola ha fatto un po’ da spartiacque tra il prima e il dopo. Le ultime prestazioni azzurre non furono eccellenti, ma in fin dei conti centrammo l’obiettivo realistico degli spareggi (in un girone con la Spagna sognavamo tutti di arrivare primi, ma era più concreto pensare di arrivare secondi).

Il disastro nel doppio confronto con la Svezia fa storia a sé, con Ventura che diede la sensazione di essere andato in confusione (o forse in confusione c’era andato veramente) e uno spogliatoio che di fatto gli remava contro. Ma, come sottolineai già a suo tempo, il disastro della Nazionale e la mancata qualificazione ai Mondiali non era tutta farina del suo sacco. Ventura ci ha messo del suo e su questo non ci piove, ma le ultime spedizioni mondiali degli azzurri erano finite in pessimo modo. Nel 2010 con Lippi commissario tecnico l’Italia pareggiò con la Nuova Zelanda e tornò a casa dopo la fase a gironi. Stessa sorte quattro anni dopo, battuti dal Costarica. Quindi il problema non era Ventura, ma tutto il calcio italiano. Il guaio è che a distanza di un anno ancora non si è fatto nulla di concreto per invertire la rotta e il fatto che questa Nazionale sia in fase di (lenta) crescita illude che sia tutto tornato al suo posto.
Ma torniamo al nostro Giampiero Ventura che a distanza di 11 mesi ad ottobre ha deciso di ripartire da Chievo. Purtroppo però la sua avventura sulla panchina clivense è durata lo spazio di quattro partite. Dopo tre sconfitte, domenica scorsa è arrivato il primo punto contro il Bologna, ma a fine gara l’ex ct azzurro ha annunciato le sue dimissioni e un paio di giorni dopo è arrivata la rescissione consensuale del contratto. Tra accuse di aver lasciato la barca che affonda e frecciatine sul fatto che, al contrario di un anno fa, si sia dimesso, le critiche non sono mancate.
L’errore di Ventura, a mio avviso, è aver accettato la proposta del Presidente Campedelli. Il Chievo viene da un’estate particolare per la nota vicenda delle plusvalenze, è stato fatto un mercato all’insegna del risparmio ed è evidente che centrare la salvezza è un’impresa disperata. Non impossibile, ma certamente inadatta ad un tecnico che doveva riscattarsi dopo la pessima esperienza azzurra. È anche vero che dopo il tracollo azzurro da qualche parte bisognava ripartire e che uno che ha fallito la qualificazione ai Mondiali non troverà facilmente un Presidente disposto ad affidargli la panchina. E allora a quel punto devi sposare in tutto e per tutto la scelta e rimanere incollato alla panchina ad oltranza, senza ripensamenti.
A meno che a 70 anni il buon Giampiero Ventura non si sia reso conto che il mondo del calcio non fa più per lui e che è giunto il momento da farsi da parte. Scelta che, alla luce dell’ultimo burrascoso anno, diventa quasi obbligatoria.

7 commenti:

Simone ha detto...

La scelta di andare a Chievo non era malvagia, considerando che Ventura, secondo me, è stato sempre un buon allenatore in squadre di media-bassa classifica. Purtroppo per lui, da un anno a questa parte gli gira tutto male.

BlackWhite ha detto...

Gli gira tutto male o la sua incapacità è uscita fuori?

Simone ha detto...

Visto il curriculum pre-Nazionale non mi pare un'incapace...

Stefano ha detto...

Un'incapace in senso assoluto non lo è, ma bisogna ammettere che un anno fa non seppe gestire la situazione delicata venutasi a creare tra la sconfitta con la Spagna e la doppia sfida con la Svezia. Sono errori pesanti in una carriera positiva ma non certo eccellente, se pensiamo che tolto il Torino ha allenato solo squadre di medio-bassa classifica.

Alex ha detto...

Semplicemente non era da Nazionale. Incompetente lui e soprattutto incompetente chi l'ha messo sulla panchina azzurra.

Brother ha detto...

Vi ricordo che fu affidata la panchina azzurra a Ventura perché il signor Conte preferì i soldoni di Abramovich e nessuno era disposto a diventare ct azzurro. Ventura fu quasi un ripiego più che una scelta.

Mattia ha detto...

Veramente mi pare di ricordare che, su suggerimento di Lippi, Ventura fu preferito a Montella e De Biasi.

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