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mercoledì 23 maggio 2018

DAL FALLIMENTO ALLA SERIE A, BENTORNATO PARM...A

 LATO BAppunti sulla Serie Cadetta 
Il Parma è tornato in Serie A. Dalla porta principale, tre anni dopo quel terribile fallimento datato 22 giugno 2015, una cicatrice ancora aperta in una terra orgogliosa, ricca di storia e di calcio, incredibilmente legata alla sua squadra. Per gli emiliani è una storica terza promozione consecutiva dopo essere ripartiti dalla Serie D nella stagione dopo il crac. Non era mai successo che una squadra arrivasse nella massima serie dopo tre promozioni consecutive.

Una cavalcata avviata nell'estate 2015, sulle ceneri di un fallimento e di mesi in cui i vertici del club erano stati occupati o avvicinati da personaggi presto derubricabili, che avevano rischiato di rendere quella dei gialloblu una drammatica barzelletta. Addio con Ghirardi e Leonardi, ripartenza con il nome di Parma Calcio 1913 e ritorno nei dilettanti a quasi 50 anni dall'ultima volta.

Il Parma Calcio riavvia i motori con un forte legame con il passato nell'organigramma: presidenza affidata a Nevio Scala, in panchina Luigi Apolloni e volti come Lorenzo Minotti e Fausto Pizzi nello staff tecnico. Risultato? Campionato vinto dominando, con 28 vittorie, 0 sconfitte e 82 reti realizzate, festeggiando davanti ai 20mila del Tardini con tre turni di anticipo.
Il ritorno tra i professionisti nell'estate 2016 era stato una medicina utile per provare a dimenticare il crac societario. Nei piani del Parma, però, la Serie A non era certo un mistero. Dentro innesti in arrivo dalla Serie B come Di Cesare, Canini, Scavone, Munari, Scaglia, Scozzarella e Calaiò, per un cammino comunque non semplice: l'esperienza Apolloni interrotta a novembre, l'arrivo in panchina di Roberto D'Aversa e la ruota dei playoff da affrontare. Avviata contro la Lucchese e chiusa con la festa di Firenze grazie alla vittoria sull'Alessandria.
L'estate 2017 non è stata "solo" quella del ritorno in Serie B, categoria che il Parma aveva frequentato per l'ultima volta nel 2009: è stata anche e soprattutto quella della rivoluzione ai vertici societari. Il gruppo cinese Desports guidato da Jiang Lizhang rileva il 60% delle quote, il calciomercato regala nomi del calibro di Ceravolo, Barillà, Dezi, Siligardi, Di Gaudio e Gagliolo, arricchiti in inverno dagli acquisti di Ciciretti e Vacca. D'Aversa in panchina supera un inverno complicato, la squadra risponde con un rush finale fatto di 9 vittorie nelle ultime 12 partite. La vittoria di La Spezia e l'harakiri del Frosinone allo Stirpe contro il Foggia sono storia recente
Il Parma che torna in Serie A è il Parma del tecnico Roberto D'Aversa, artefice soprattutto, in questa stagione, di un girone di ritorno da incorniciare. D'Aversa ha guidato nell'ultimo biennio il Parma a una doppia promozione consecutiva: prima quella dalla Lega Pro, ora la Serie B. Giovane, preparato e ambizioso: a 42 anni lo aspetta la Serie A.
Ma questo è anche il Parma del capitano Alessandro Lucarelli, lui che tre anni fa era in campo quando l'allora vecchio Parma si trascinava in Serie A verso l'estate nella quale i tribunale ne avrebbero decretato il fallimento. Oggi Lucarelli ha 40 anni, negli ultimi tre anni è stato il perno, il capitano, la bandiera alla quale attaccarsi di questo Parma.
Da lui, ma non solo da lui, ripartirà il Parma nella massima serie. Con la speranza, a questo punto neanche troppo remota, di tornare nel giro di qualche anno a lottare per le prime posizioni.
 Mattia 

2 commenti:

Pakos ha detto...

Come dicevo già sabato, meritatissima la promozione. E' un piacere riavere il Parma nella massima serie. Secondo me può riaprire un ciclo. O perlomeno me lo auguro.

Mattia ha detto...

Me lo auguro anche io...

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