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martedì 21 marzo 2017

JUVENTUS E 'NDRANGHETA: FACILI IRONIE "MAFIOSE" E L'OMERTA' DEI PENNIVENDOLI

E’ facile fare dell’ironia di fronte l’abbinamento Juventus-‘ndrangheta. Due associazioni mafiose che si alleano, direbbe qualcuno.

La vicenda, per sommi capi, credo sia nota a tutti. Al centro di tutta la storia, emersa nel corso di un’indagine della procura di Torino e poi passata per la parte di interesse alla procura della Figc, c’è la figura di Rocco Dominello, figlio di Saverio, esponente in vista della 'ndrangheta a Rosarno. Dominello si impone in pochissimo tempo come “portavoce” e garante della pace nella curva juventina, dopo essere entrato in contatto, attraverso un altro capo ultrà, col responsabile sicurezza della Juventus Alessandro D’Angelo. Il prezzo della tranquillità, per il club calcistico, sono stock di biglietti da distribuire agli ultrà e, soprattutto, da rivendere a prezzo fortemente maggiorato.

A mio avviso Maurizio Crosetti sulla Repubblica abbia inquadrato bene la situazione
“Il calcio italiano è malato di complicità, o almeno di leggerezza. Molti dirigenti sono stati quantomeno disinvolti o poco accorti. Ma altri sono stati e sono complici dei teppisti, solo per non farsi sfasciare la casa e per non farsi coprire di multe, squalifiche, estorsioni, minacce. Sono ricattati e cercano la pace o almeno la tregua con i loro peggiori curvaioli, ma se poi il garante di questa pace è un esponente dei clan di Rosarno le cose cambiano.
Che però si chieda alla Juventus di chiarire la sostanza di questi rapporti ambigui non è davvero una lettura preconcetta, ma risponde a una ricerca di verità. E nessuna logica di giustizia è superiore alla ricerca della verità”.
Non è certo una novità il fatto che le società siano in qualche modo “vittime” degli ultras, che in più di un’occasione hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Dai tifosi della Roma che fermarono un derby a quelli del Genoa che dopo una pessima prestazione della squadra rossoblù chiesero che i propri giocatori si togliessero le maglie e le consegnassero a loro, passando per altri mille episodi che vi evito di citare.
Non vorrei dire una fesseria ma mi pare di ricordare che esista un articolo del codice di giustizia sportiva che impedisce alle società̀ di intrattenere un certo tipo di rapporto con la tifoseria. Quindi già per questo la Juventus è in difetto. A ciò aggiungiamo l’aggravante di intrattenere rapporti con esponenti mafiosi e direi che il quadro che si delinea non è certo il massimo.
Ovviamente dando per buono ciò che è emerso finora. Perché è giusto dare il beneficio del dubbio al club bianconero e attendere risposte esaustive da parte della formazione torinese. Sempre ammesso che riescano a darle queste risposte esaustive.
Nel frattempo, e questo è un particolare che va sottolineato, i pennivendoli stanno trattando con i guanti bianchi la vicenda, dandogli il minimo indispensabile di risalto, evitando titoloni in prima pagina o al massimo infilandoli in trafiletti invisibili. Del resto è più interessante Buffon che attacca le proprietà straniere o il closing del Milan. Tutto fuorché le eventuali infiltrazioni ‘ndranghetiste nella Curva juventina o il deferimento di Agnelli. Bah…

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5 commenti:

Salvatore ha detto...

Siamo sicuri che "così fan tutti"? Molti dirigenti sono succubi delle curve ma non tutti. Generalizzare o, peggio ancora, giustificare certi atteggiamenti declassandoli a "Così fan tutti", serve a poco.
Spero che la Juventus si renda disponibile e contribuisca a far luce su una vicenda tutt'altro che piacevole.

Collettivo Contro i Ladri di Scudetti ha detto...

Tra associazioni mafiose ci si intende alla perfezione. Era ovvio che la 'ndrangheta facesse affari con la Juventus. Non è escluso che in futuro possano fare affari anche con camorra e mafia siciliana.

Don Ciccio ha detto...

“La N’drangheta fa sapere che non ha nulla a che fare con la Juventus e tutelerà la propria immagine nelle sedi che riterrà più opportune”.
NOS (N’drangheta Official Site)

Ciaskito ha detto...

@Salvatore. Rendersi disponibile? Intanto hanno negato l'evidenza. Dicevano di non avere niente a che fare con gli esponenti della malavita calabrese e invece le intercettazioni dimostrano tutto il contrario.

Ciaskito ha detto...

E comunque sappiamo già che finirà a tarallucci e vino.

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