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giovedì 15 dicembre 2016

BARBADOS-GRENADA, STORIA DI UN'INCREDIBILE PARTITA

Nel mondo del calcio, di partite strane, con gol strani ce ne sono sempre state e sempre ce ne saranno. I complottisti grideranno allo scandalo mentre gli altri diranno che, in uno sport dove la componente casuale può ricoprire un ruolo abbastanza importante, è normale che certe cose accadano. Quello che nessuno avrebbe mai immaginato di poter vedere, e di cui persino noi dubiteremmo se non esistessero testimonianze e video a confermarne l’accaduto, è ciò che è andato in scena il 27 gennaio 1994 a Saint Michel, più precisamente al Barbados National Stadium, in occasione del match tra Barbados e Grenada.
Il contesto è quello della Coppa dei Caraibi, competizione organizzata dalla federazione calcistica caraibica, con la partecipazione di venti squadre.
Il regolamento di questa manifestazione, tanto assurdo quanto subdolo, ha fatto sì che ciò che state per leggere sia potuto accadere realmente, e sia quanto di più strano si possa vedere su un terreno di gioco.
La competizione prevede, nella fase di qualificazione, gironi da 3 o 4 squadre in cui si giocano partite di sola andata e si qualificano alla fase finale solo le prime classificate.

Fino a qui tutto bene, ma state molto attenti a ciò che hanno pensato di aggiungere per rendere più movimentata la faccenda. Intanto, già dalle fasi di qualificazione, non esiste il pareggio, ovvero qualora le squadre dovessero terminare la partita con risultato in parità si andrebbe ai supplementari dove vige la regola del Golden Gol. Non nuova, per carità, anche se è già abbastanza strano il suo utilizzo in una fase di qualificazione. Ora arriva il bello, state a sentire.

Il gol realizzato nei tempi supplementari, oltre a garantire l’immediata vittoria, vale doppio. Come nelle vecchie partite di biliardino con gli amici, avete presente no? Proprio così, l’ultimo gol vale doppio. Se quindi, per fare un ipotesi, una partita terminata 1-1 nei regolamentari andasse ai supplementari e terminasse con il golden gol, il risultato finale sarebbe in pratica 3-1.
Sono quelle cose talmente strane che ingenuamente pensi “vabbè cosa potrà mai succedere di così sconvolgente” tanto che poi succede molto peggio.
La situazione che si viene a creare, prima che vada in scena il fattaccio, è la seguente: girone composto da Grenada, Barbados e Porto Rico, con Grenada primo a tre punti (differenza reti+2), Porto Rico secondo anch’esso con tre punti (ma differenza reti +1), Barbados ultimo a zero punti (differenza reti -1). Nulla è ancora perduto perché l’ultima partita prevede proprio lo scontro tra Grenada e Barbados con questi ultimi che, vincendo con due reti di scarto, balzerebbero magicamente in testa al mini girone.
Tutto sembra mettersi per il verso giusto per Barbados che si porta in vantaggio per 2 reti a 0 ma improvvisamente, al minuto 83, Grenada trova la rete. Due a uno e qualificazione in ghiaccio. In qualsiasi competizione, forse, non nella Caribbean Cup, signori miei. Dopo 4 minuti in cui lo sconforto regna sovrano, nei giocatori di Barbados, a qualcuno scatta una molla, l’intuizione geniale e perversa destinata a fare entrare questa partita nella storia.
Qualcuno si ricorda del regolamento, tanto strano quanto provvidenziale in questo momento. “Se andiamo ai supplementari e poi segniamo una rete, che in realtà sarebbero due, possiamo ancora farcela” . E’ questo che ronza nella mente di Stoute e Sealy quando si rimpallano il pallone a vicenda prima che quest’ultimo lo scaraventi, con tutta la forza che ha in corpo, in fondo alla rete. E’ il minuto 87 e, dopo il clamoroso autogol volontario, la partita è sul punteggio di 2-2.
Non pensate che sia finita qui, nemmeno per sogno. Dopo un attimo di sbandamento, seguito al misfatto, i giocatori di Grenada, in particolare il capitano, realizzano che, facendosi un autogol a loro volta, tornerebbero primi nel girone. Perderebbero sì per 3-2, ma la differenza reti sarebbe ancora dalla loro parte.
Quello che non considerano è che anche i giocatori di Barbados sono consapevoli di questa opzione e si mettono a correre come disperati per difendere sia la propria porta, che quella avversaria. Quella che si viene a creare è una situazione surreale, in cui nessuno capisce cosa stia realmente succedendo.
Alla fine il risultato non si sblocca, i giocatori di Grenada, in 3 minuti, non riescono a segnare né in una porta né in quell’altra. Si va ai supplementari. Qui Barbados riesce a trovare il gol vittoria, quel Golden Gol che vale doppio e trasforma il risultato finale in 4-2, con qualificazione alla fase successiva. Epilogo spietato di una strategia astuta e malata. A tutto però c’è un limite, anche al romanticismo di questa storia, e la cavalcata di Barbados si conclude nella fase finale, con l’eliminazione.
Nulla però potrà cancellare dagli archivi, del calcio e della memoria storica, quel 27 gennaio 1994, giorno in cui andò in scena la partita più incredibile di tutti i tempi, con pochi timori di essere smentiti.
Inutile dire che da quel giorno in poi, la regola del Golden Gol fu abolita per sempre e l’ideatore di tale guazzabuglio internato in una casa di cura (questo in realtà non è vero, ma ci piace pensarlo)

FONTE: DELINQUENTI PRESTATI AL MONDO DEL PALLONE

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1 commento:

Simone ha detto...

Vicenda al limite dell'assurdo...
Anche se non ho ben capito una cosa. Perché invece di provocarsi il 2-2 non hanno provato a segnare il 3-1?