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lunedì 29 febbraio 2016

SEMPRE PIU' SPROFONDO NERAZZURRO (quella vaga sensazione che Mancini...)

“La classifica si commenta da sola. Non so quale altra squadra abbia perso così tanti punti. Non sono i punti persi allo Juventus Stadium il problema, il problema sono quelli persi con le altre squadre. Non penso nemmeno che la classifica dell’Inter sia questa. Dobbiamo tirarci su le maniche e pedalare. Deluso è poco, sono incazzato nero. Sento parlare di regista, ma non possono mancare altre caratteristiche: la qualità tecnica, la personalità, il sacrificio e le palle. Se Mancini mi soddisfa? Ho parlato solo dei giocatori e della loro personalità. Abbiamo un progetto con Mancini, questa è la strada. Con lui costruiremo questa e l’Inter del futuro".
Sono voluto partire dalla parole di Piero Ausilio ai microfoni di Sky Sport perché sintetizza perfettamente il mio pensiero del dopo-gara.
Aldilà delle motivazioni di tifo (l’avrò ripetuto mille volte: non mi piace perdere con la Juventus nemmeno nel Trofeo Tim di metà agosto) una sconfitta a Torino contro la Juventus ci può anche stare. I punti persi sono altrove. Tra Sassuolo, Carpi e Verona abbiamo perso sette punti che ci avrebbero permesso di essere terzi a -6 dalla capolista. Senza considerare i due punti persi a Bergamo o il punto buttato via a Firenze (che vale tanto perché perso contro una diretta concorrente).


Ciò che non va assolutamente bene è l’atteggiamento della squadra. Il primo tempo ce la siamo cavata bene, nonostante Murillo sia stato colpito da “ranocchite acuta” con due interventi che potevano fare danni. Ma la ripresa è stata da bollino rosso. A partire dall’errore di D’Ambrosio, degno di una partita da oratorio. Anche io quando gioco a calcetto so che quel tipo di palle le devi buttare in angolo, soprattutto se sei solo senza avversari intorno (a proposito, possibile che non ci sia stato un coglione capace di urlargli “sei solo” oppure “falla scorrere in angolo”?). Ma ciò che veramente mi fa incazzare è la totale assenza di reazione. Non abbiamo mai dato l’impressione di poterla raddrizzare. Non c’è stato nessuno che si è preso la squadra sulle spalle e ha cercato di trascinarla. Forse solo nel finale, con l’ingresso di Ljajic e Perisic, si è visto qualcosa. Ma era troppo tardi.

Non amo fare il tiro al bersaglio con i nostri giocatori addossando le colpe a Tizio piuttosto che a Caio. Il calcio è uno sport di squadra, si vince e si perde tutti insieme. Ma è inevitabile sottolineare che alcuni abbiano dato di più e alcuni di meno. Non possiamo mettere sullo stesso piano un Kondogbia che è stato tra gli ultimi a mollare e un Felipe Melo che ha fatto più errori che cose buone. Non si può addossare le medesime colpe ad un Palacio che ha provato a fare qualcosa e un Icardi che potrebbe fare di più.
Ma soprattutto non possiamo continuare a difendere Mancini. Per questioni affettive io sono sempre stato un manciniano convinto e con lui sono stato clemente ad oltranza. Ma ora basta. Ora, per dirla alla romana, “me so rotto li cojoni”. Hai provato un modulo? Funziona? Perché devi stravolgere la squadra??? Cosa mi significa questa difesa a tre con un centrocampo muscolare? Perché non insistere sul 4-4-2 che stava dando i suoi frutti? Perché rispedire in panchina Perisic e Biabiany che nelle ultime partite erano stati tra i migliori? Quando la finirai di rompere le palle con questo Felipe Melo?
Le risposte a tutte queste domande si possono riassumere in un'unica frase: Mancini non ci sta più a capire una beata mazza. Non so cosa aspettarmi dal futuro, non so se mai riusciremo a rientrare nella lotta per il terzo posto (la Roma attuale ha un passo decisamente superiore, la Fiorentina non molla e il Milan è in crescita: fate vobis), non so che Inter vedremo nelle prossime gare, non so se riusciremo ad alzare la testa o se invece continueremo ad affondare. So solo che a Natale eravamo saldamente in testa e ora siamo tragicamente lontano dalla vetta. E più ci penso e più mi piange il cuore. FORZA INTER!!!

1 commento:

Brother ha detto...

Mancini ha le sue colpe, ma in campo ci vanno i giocatori. Felipe Melo, Kondogbia, D'Ambrosio, Juan Jesus (giochiamo ancora con Juan Jesus....), Biabiany, Ljajic, alla fine dobbiamo aggrapparci a Palacio che non è più un ragazzino. L'allenatore ha le sue colpe ma sti giocatori fanno veramente cagare.

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