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lunedì 29 settembre 2014

SPERIAMO SIA SOLO UN'INCIDENTE DI PERCORSO...

Non smetterò mai di ringraziare il momento in cui trascinato dall’istinto (e anche dal cuore…) ho deciso di partire per qualche giorno e lasciare da parte tutto, Inter compresa.
Quando ieri pomeriggio, spulciando sul cellulare i risultati del primo tempo, ho letto quel Inter-Cagliari 1-4 ho pensato ad un errore. Ahimè, invece non c’era nessun errore.
Non ho visto la partita, di conseguenza esprimere dei giudizi è del tutto relativo. Però, per esempio, possiamo partire da alcuni dati oggettivi. In queste prime cinque giornate avevamo un calendario relativamente abbordabile (Torino e Palermo in trasferta e Sassuolo, Atalanta e Cagliari in casa non sono certi impegni proibitivi) in cui fare 13-15 punti era un obiettivo più che realistico. E invece ne abbiamo portato a casa la metà, appena 8. Per dire, lo scorso anno dopo cinque giornate avevamo 13 punti e avevamo già affrontato Juventus e Fiorentina.
Partire bene poteva essere utile per darci una spinta per il prosieguo della stagione. Considerando che, Juventus e Roma escluse, le altre vanno a singhiozzo, riuscire a fare bottino pieno nelle prime cinque giornate voleva dire dare un‘impronta pesante alla corsa verso il terzo posto.
Invece registriamo una brutta, bruttissima battuta d’arresto. Soprattutto per come è arrivata. Errori madornali in difesa, nessuna apparente reazione da parte della squadra, nessuna voglia anche a risultato compromesso di onorare comunque la maglia nerazzurra (sebbene la sostanza non cambi, un conto è perdere 1-4, un altro 3-4, per dire).
Voglio pensare che sia un episodio, una di quelle combinazioni che si verificano ogni 20-30 anni. Perché il solo pensiero di dover rivivere a breve un altro Inter-Cagliari mi mette i brividi.
Preferisco pensare che questo risultato e questa partita sia semplicemente il frutto di una giornata storta dove tutti hanno giocato male, dove la difesa era impegnata a godersi il sole, dove Nagatomo da buon giapponese ha voluto giocare a fare il kamikaze, dove Mazzarri ha fatto quello che gli riesce meglio: non capirci una beata mazza.
No, tranquilli, non voglio iniziare la solita litania sulle colpe dell’allenatore, sul fatto che ci capisce poco, che non è capace di dare una sterzata agonistica ed emotiva alla gara, che non è bravo a leggere la gara e cambiare modulo e atteggiamento tattico, che Mourinho avrebbe spronato i suoi a colpi di calci nelle palle mentre lui è molle come un gelato lasciato sotto il sole. No, tranquilli, non vi dirò nulla di tutto questo. Non mi pare giusto sparare sulla croce rossa.
Anche perché, come si dice spesso, in campo ci vanno i giocatori e se dieci giocatori su undici (mi pare di aver capito che Handanovic, nonostante le quattro reti subite, se l’è cavata abbastanza bene) sono in giornata negativa l’allenatore può farci ben poco.
Vabbè, direi di derubricare la partita a “incidente di percorso”, che può anche starci, e guardare avanti. L’impegno di giovedì in Europa League e la trasferta di Firenze domenica ci danno l’opportunità di un pronto riscatto, sia sul piano dei risultati che su quello del gioco. La stagione non è iniziata nei migliori dei modi ma c’è ancora tutto il tempo per rimediare. Meglio partire lenti e poi riscattarsi durante tutto il resto della stagione e non, come successo lo scorso anno, partire forti e poi ammosciarsi a gennaio. Guardiamo avanti. Con ottimismo. E speriamo bene…

2 commenti:

Nerazzurro ha detto...

Speriamo davvero che sia quello che tu chiami incidente di percorso. A me sembra piuttosto un campanello d'allarme. Bah...

Brother ha detto...

Per me non è solo un'incidente di percorso ma ne riparliamo a Natale, sperando di essermi sbagliato.

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